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La partita al ribasso

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPiù 18/01/2021

La partita al ribasso La partita al ribasso Massimo Franco, Corriere della Sera
“Stiamo assistendo ad una mediocre «prova d’orchestra» il cui finale non è ancora chiaro, ma l’assenza di una direzione è fin troppo evidente”. Per Massimo Franco “i protagonisti della crisi di governo mostrano una preoccupante inclinazione a ridurre le ambizioni di rilancio. Lo strappo di Renzi – spiega Franco sul Corriere della Sera - aveva avuto come primo riflesso della maggioranza la proposta di stipulare un patto di legislatura tra M5S e Pd: una reazione forte, rivelatasi però complicata alla prova dei fatti. Il secondo passaggio è consistito nella sfida del premier Conte ai renziani in Parlamento. Avanti in Senato, pronti a calamitare i cosiddetti «responsabili». Ma nelle ultime ore si assiste a un ulteriore ridimensionamento delle ambizioni. Si va alle Camere, e si prendono più voti delle opposizioni. E, paghi di questo risultato minimo, si procede nella trattativa con chi ci sta. Il canovaccio sembra affidato a una sorta di forza di inerzia, figlia dell’«impossibilità» del voto anticipato e di un’improvvisazione che si affida a pochi, traballanti punti fermi. Il premier viene considerato dai 5 Stelle e da una parte del Pd come un elemento di equilibrio non sostituibile. E poi Renzi, che vuole sloggiare Conte, sembra aver compiuto il miracolo alla rovescia di compattare i grillini intorno a Palazzo Chigi. La parola d’ordine è governare comunque, pur di esorcizzare le urne; di rappattumare la maggioranza frantumata da Iv, o al limite di arrivare a un terzo governo Conte. Ma se i margini continuano a mostrarsi risicati, a un certo punto bisognerà ricominciare a trattare oppure prepararsi ad aprire una nuova fase. Contano poco le formule. Interessano di più l’esigenza di non sprecare altro tempo e la consapevolezza che un governo privo di solidità e di credibilità internazionale, e legittimato a metà dal Parlamento, sarà il migliore spot per gli avversari dell’Italia in Europa”.
 
Ezio Mauro, Repubblica
“Comunque finisca la vicenda del governo si può dire fin d’ora che la crisi è anacronistica, perché è in contraddizione con il tempo che il Paese sta vivendo”. Lo scrive su Repubblica Ezio Mauro, per il quale “siamo contemporaneamente assediati da tre emergenze: sanitaria, sociale ed economica. E’ chiaro a chiunque che in questa urgenza il governo, il Parlamento, il sistema politico, sono tutt’uno per i cittadini e, nella distinzione ovvia dei ruoli e delle funzioni, rappresentano non solo la guida del Paese e il potere pubblico ma tutto lo Stato, cui spetta rispondere alle nostre domande di sicurezza. Manca proprio questo oggi, una coscienza di sistema. La situazione richiede con ogni evidenza un governo solido e la condivisione dell’interesse generale con l’opposizione. In questa fase estrema di pericolo può nascere però la svolta, perché stanno entrando in campo due risorse d’eccezione: il vaccino e il Recovery Fund. Il momento è dunque decisivo, ed è indispensabile che la leva politica possa operare con efficacia, libertà e fiducia per non sprecare le due opportunità congiunte. Sta avvenendo esattamente l’opposto, con una crisi senza approdo di maggioranza che rischia di lasciare il Paese politicamente al buio. Sul piano politico – sostiene Mauro -, si sta logorando lo spazio riformista oggi possibile in Italia spezzando la faticosa e acrobatica alleanza tra il Pd e il M5S. A meno che non siano proprio questi gli obiettivi: bloccare l’emancipazione del M5S dall’antipolitica, far saltare il quadro generale di questa fragile e diffidente intesa per tentare la fortuna lanciando i dadi in un campo indistinto ma aperto alla destra, ricominciando l’azzardo come avventura permanente. Se la partita è questa, per le forze di governo non è più tempo di tirare a campare. Conte e i suoi alleati devono fare un passo avanti, presentando un progetto di governo per questa stagione decisiva”.
 
Francesco Grillo, Il Messaggero
“La continuità con il passato: è questo il rischio che corre l’Italia che sta provando a uscire dalla sua crisi peggiore ed entrare in un futuro di cui non riusciamo ancora a immaginare i contorni. Ed è questa la sindrome che può colpire il Recovery Plan”. Lo scrive sul Messaggero Francesco Grillo, il quale sostiene che di Piani di rilancio, in realtà, ce ne sono due: “Non solo il Pnrr, sul quale stiamo litigando da settimane. C’è anche – spiega - l’’Accordo di partenariato’ che governerà la spesa dei fondi strutturali e che per tre quarti saranno spesi nel Mezzogiorno. Le due partite sono quasi equivalenti per importanza finanziaria e posta in gioco. Il problema più grande è che i fondi strutturali non riescono più a fare la differenza né per il nostro Paese e, neppure, più in generale, a livello europeo. E allora dobbiamo cambiare passo e per riuscirci sono necessari due ingredienti. Innanzitutto, i due Recovery Plan vanno fusi in un’unica strategia. Non possiamo più ragionare per fonti finanziarie, perché ciò ci appiattisce sulle logiche perdenti degli adempimenti e delle certificazioni. Esistono vincoli e regolamenti diversi ma diventa obbligo morale condividere un’unica idea di quale Paese vogliamo costruire spendendo i miliardi europei. Da questa idea derivano obiettivi concreti, riforme coerenti, tempistiche precise e responsabilità stringenti. L’altro altro punto, talmente divisivo da far saltare governi, è quello di chi fa tutto ciò. Ma è proprio la necessità assoluta di attaccare responsabilità a obiettivi che può sciogliere il nodo delle mediazioni infinite. Chi finalizza i piani, chi li rivede nel tempo e chi ne controlla la realizzazione, deve accettare di legare carriera e stipendio ad una partita che giochiamo per i nostri figli. La struttura – conclude Grillo - deve essere unica, quanto la strategia”.
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