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La strada smarrita

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 15/01/2021

In edicola In edicola Roberto Gressi, Corriere della Sera
“Il virus è ancora vivo, per quanto contrastato dai primi vagiti del vaccino, e la possibilità della ripresa, sulle ali del Recovery fund, è ancora colpevolmente immersa nella nebbia. È in questo quadro che si apre la crisi di governo, con tutti che si affidano alla saggezza del presidente della Repubblica dopo aver fatto solo finta di ascoltarne gli avvertimenti”. Lo scrive Roberto Gressi sul Corriere della Sera parlando di “strada smarrita”. Dopo aver passato in esame le posizioni dei vari soggetti politici in campo nella crisi di governo, Gressi aggiunge: “In questo clima di crisi spaventa il caos ma ancora di più preoccupano soluzioni raffazzonate, dove a gestire l’occasione unica di ripresa che ha l’Italia sia una maggioranza pasticciata e messa insieme solo per la paura delle elezioni, magari simile all’attuale, corrosa da odi personali sedimentati. O più probabilmente, come appare in queste ore, con Renzi sostituito dalla truppa dei responsabili, tornati all’improvviso presentabili dopo essere passati per la lavatrice dello stato di necessità. In attesa che la sfida contro il virus sia vinta ci sono imprese piccolissime e grandi che aspettano ristori adeguati. E quando la malattia sarà sconfitta l’Europa e il mondo saranno pervasi da una voglia frenetica di produrre, di inventare, di spendere e di vivere, dopo tante catene e privazioni. L’Italia corre il rischio di restare in coda, di immiserire la rinascita e il bisogno di un welfare moderno nei mille rivoli dell’assistenzialismo a fini elettorali. Ne sono stati esempio un reddito di cittadinanza, pur necessario, che nella sua realizzazione, in alcuni casi, ha trasformato l’utopia di Grillo in clientela, e i mille bonus privi di progetto. Mattarella si è sempre mostrato rispettoso delle prerogative del Parlamento e del governo, e inflessibile nei compiti che la Costituzione gli assegna in una situazione di crisi. È stata questa la cifra di tutto il suo settennato. Purtroppo la politica per ora non lo ha seguito a sufficienza nel capire che questo è il momento dell’unità e della serietà. L’Italia è provata, ma ha energie e risorse enormi, di cui il Paese ha bisogno e che troppo spesso vengono ignorate. C’è l’opportunità di una strada comune per il rilancio, mettendo da parte gli interessi personali mascherati da bene nazionale e chiamando al confronto un arco ampio di forze politiche”.
 
Stefano Folli, la Repubblica
“’Può darsi che gli vada bene’. Il viatico di Romano Prodi a Conte, nel momento in cui lo invita ad andare in Parlamento e lì verificare la sua maggioranza, non è dei più rassicuranti, come sa chi conosce le vicende italiane, ma è quello che fotografa meglio la situazione”. Stefano Folli su Repubblica descrive le difficoltà di Giuseppe Conte invitandolo ad agire ‘alla luce del sole’: “Il premier non ancora dimissionario – scrive Folli - spera di trovare tra i cosiddetti ‘responsabili’ i voti che Italia Viva gli toglie - benché ora si stia imponendo il termine ‘costruttori’, derivato da Mattarella. Ma fino a ieri il nuovo gruppo era ancora avvolto nel mistero, in particolare al Senato dove si gioca su numeri esigui. Come l’Araba Fenice della filastrocca: tutti dicono che esiste, ma dove sia nessun lo sa. A questo punto l’effetto sorpresa non avrebbe ragion d’essere. Quello che serve è proprio il contrario: un processo in piena luce, così da nobilitare una mera operazione di trasformismo. Procedura peraltro del tutto legittima in un sistema parlamentare. Su questo punto ha ragione Dario Franceschini, che ha chiesto proprio di illuminare la nascita dell’eventuale gruppo dei Costruttori. Invece si tende a procedere nella penombra, il che è un segno di ulteriore debolezza. La domanda che molti si pongono è se la sopravvivenza del Conte-2 grazie all’eventuale pattuglia ‘responsabile’ darebbe il messaggio giusto all’Europa e anche ai mercati finanziari. Sarebbe in ogni caso una navigazione tormentata per il premier e i suoi collaboratori, al di là del piacere d’essersi liberati di Renzi. Una vittoria di Pirro, a dir poco. O magari invece una sconfitta disastrosa con conseguenze poco brillanti sul futuro di Conte. Ecco perché un vecchio esperto delle aule parlamentari come Bruno Tabacci ieri - sulla testata online Formiche - consigliava al premier di alzare la posta: ossia di rivolgersi a viso aperto a tutti coloro che si riconoscono in un Centro progressista da assemblare e da guidare poi verso la battaglia elettorale (quando sarà). Franceschini vuole un po’ di luce, Tabacci intravede un soggetto politico. Entrambi sono scettici verso manovre al ribasso condotte con il rancore ma senza acume politico”.
 
Marcello Sorgi, La Stampa
Il rottamatore a rischio rottamazione. Sulla Stampa Marcello Sorgi delinea la possibile parabola per Renzi sulla base dei probabili esiti della crisi aperta dal leader di Italia viva. “Da ieri mattina – scrive l’editorialista - è aperta ufficialmente la caccia ai ‘responsabili’, i parlamentari che dovrebbero sostituire Matteo Renzi e i renziani e consentire al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di ritrovare una maggioranza, la terza dall’inizio di questa legislatura, a sostegno del suo terzo governo. Che questa fosse la strategia del premier, enunciata nel famoso aut-aut di martedì rivolto a Renzi (‘Se esci da questo governo non rientrerai più’), era già chiaro. M a che il Pd l’avrebbe sposata pienamente, com’è accaduto, non era affatto scontato, ed è così che la crisi ha offerto a Zingaretti e ai suoi anche l’occasione per una vendetta a lungo covata contro Renzi. Dando ormai per scontato che alla fine i ‘responsabili’ raggiungeranno al Senato e alla Camera i numeri necessari per formare gruppi parlamentari autonomi (dieci senatori e venti deputati), condizione posta dal Quirinale per autorizzare la svolta, la sfida lanciata da Renzi a Conte con le dimissioni delle ministre si concluderà, per il primo, con una sconfitta colossale. Con un dettaglio non trascurabile: siccome al Senato il gruppo che ospiterà i ‘responsabili’, come previsto dal regolamento, sarà quello dei socialisti di Nencini, l’ex premier dovrà cercare di ottenere il riconoscimento, non scontato, del gruppo di Italia viva per non dover riparare nel misto, ulteriore mortificazione. Il nuovo governo che nascerà la prossima settimana, dopo che Conte si sarà presentato alle Camere per illustrare quanto sta accadendo, avrà numeri più o meno corrispondenti a quello entrato in crisi. E un necessario periodo di rodaggio, soprattutto nelle commissioni parlamentari, della neonata maggioranza. Ma tra i primi punti del programma, a parte le urgenze del Covid, c’è da scommettere ci sarà la legge elettorale proporzionale con soglia di sbarramento: altro rischio per Renzi, che con le percentuali che i sondaggi gli assegnano potrebbe perfino restar fuori dal Parlamento. Conte, non c’è neppure bisogno di dirlo, esce stravincitore da questa mano del gioco: ma sbaglierebbe a sottovalutare le fibrillazioni che già prima della pandemia si erano manifestate nel rapporto con il Pd, e più in generale gli impegni a cui è chiamato, ora che gli aiuti europei del Recovery Fund stanno per arrivare, e la scommessa è riuscire a spenderli per trasformare davvero l’Italia”.
 
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