Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Chi pensa ai nostri ragazzi?

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 12/01/2021

In edicola In edicola Carlo Verdelli, Corriere della Sera
Carlo Verdelli sul Corriere della Sera mette l’accento sulle potenziali pesanti conseguenze psicologiche e sociali della pandemia sui giovani. “La verità – scrive - è che ci siamo illusi, abbiamo sperato, abbiamo fatto finta di credere che dal primo gennaio avremmo svoltato per diritto di calendario, che le scuole sarebbero state riaperte dopo la Befana, che la ricostruzione di uno dei Paesi più offesi dal virus avrebbe potuto finalmente cominciare. Ma gli anni non finiscono quando lo dice il calendario, e neppure le pandemie. Specie se si collabora col nemico: sette su dieci dei nuovi positivi in Italia, etichettati come contagi da «Covidpanettone», sono il frutto malato di un calo collettivo di attenzione e di responsabilità. E le conseguenze, al di là del tragico bilancio sanitario, sono i solchi sempre più profondi che stanno erodendo le nostre residue certezze, con due fasce d’età più esposte a disagi psicologici insidiosi: gli anziani e i ragazzi. Per i primi, un più intollerabile di abbandono, nella vita di ogni giorno come nell’agonia solitaria in caso di Covid. Per i secondi, un pesantissimo meno di scambio sociale, relazioni consumate dal vivo, apprendimento in gruppo, sviluppo di capacità critica: una generazione interrotta sul più bello, mentre per legge di natura stava crescendo, sbocciando, sperimentando sulla pelle le fatiche ma anche le meraviglie del diventare grandi. Una generazione interrotta da noi più che altrove, visto che siamo stati tra i primi a sospendere le lezioni, il 3 marzo 2020, e saremo tra gli ultimi a ricominciarle in presenza. E forse non è un caso che si moltiplichino le risse da strada tra improvvisate bande rivali, quasi che la disabitudine alla convivenza fisica, a scuola come negli sport, stia accelerando l’effetto opposto: la contrapposizione rabbiosa, lo scontro al posto dell’incontro. Un magistrato milanese non ha escluso «la sofferenza acuita dal lockdown» per il caso dei due minorenni che si sono tagliati le estremità laterali delle labbra, alla Jocker, per provare, hanno detto, «ad alzare la soglia del dolore». Mettere i giovani all’ultimo banco non sembra la scelta più lungimirante, anche perché toccherà a loro farsi carico del futuro post virus di questo Paese. In che condizioni arriveranno all’ora fatale dell’enorme responsabilità civile che li aspetta? Per ripartire, bisogna prima guarire. Cominciare occupandosi dei figli incolpevoli della generazione interrotta, vittime collaterali della pandemia, darebbe almeno un orizzonte e un senso alle fatiche che ancora ci aspettano”.
 
Stefano Folli, la Repubblica
“Un vecchio detto popolare recita: ‘Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi’. Significa, come è ovvio, che le insidie non mancano mai quando i piani sono complicati e gli interessi divergenti”. Così su Repubblica Stefano Folli a proposito delle fibrillazioni politiche in atto che, secondo molti osservatori, potrebbero portare a una crisi pilotata con l’epilogo di un Conte ter. “Ma – scrive - è sempre una questione di pentole e di coperchi. A quanto pare né il presidente del Consiglio né il suo avversario Renzi - che pure aveva accolto senza entusiasmo ma con rispetto l’iniziativa di Mattarella - riescono a stare in questo schema. Il primo perché si sente ormai un leader politico in ascesa ed è sempre più tentato dalla sfida in Parlamento tipo Ok Corral, con l’idea di umiliare Italia Viva riuscendo a salvare il governo o, in caso contrario, ritagliandosi un ruolo di protagonista nella successiva campagna elettorale. Il secondo perché vede le manovre di Conte e tenta di tagliargli la strada obbligandolo a salire al Colle subito dopo l’approvazione del Recovery in Consiglio. Ciò che avverrebbe se le ministre renziane lasciassero davvero le loro poltrone come da tempo annunciato. In fondo, Conte segue la logica di un’ambizione personale ormai quasi incontenibile, mentre Renzi non può accettare per i suoi un reingresso al governo che non sia nobilitato, diciamo così, da un passaggio istituzionale al Quirinale, cioè dalle dimissioni dell’avvocato del popolo. In tutto questo, è bene ricordarlo, fino a ieri sera pochi erano riusciti a vedere e tanto meno a studiare una bozza definitiva del piano governativo. Il presidente della Repubblica si è esposto in forma inusuale per smussare i contrasti e indicare una ragionevole via d’uscita dalla palude. Lo ha mosso la convinzione che l’Europa sta perdendo la pazienza. Vedremo. Stavolta i tuoni sono finiti e arriva la pioggia. Chi ritiene che si sia ancora in tempo per lo scenario della crisi breve e controllata, dovrà esibire un surplus di senso di responsabilità. Altrimenti c’è l’ipotesi di un cammino che comincia al buio, tale da portare o alle elezioni o a una nuova maggioranza di cui al momento non s’intravedono i contorni. Ma che, ove mai esistesse, dovrebbe farsi carico delle misure economiche e sociali necessarie, al di là dell’emergenza virus, in una primavera che si annuncia drammatica per le famiglie e le imprese”.
 
Carlo Cottarelli, La Stampa
“Qual è il più importante 'piano' per l’economia italiana in questo momento? Vista l’attenzione del dibattito politico e mediatico sull’argomento, la risposta sembrerebbe chiara: il Recovery Plan. Deve essere così se c’è il rischio che il governo cada proprio sulla formulazione di tale piano. Ora, l’importanza del Recovery Plan è indubbia per il medio termine. Ma al medio termine occorre arrivarci e per arrivarci dobbiamo superare l’attuale crisi Covid senza troppi ulteriori danni. Per questo penso che la vera priorità al momento sia il Piano Vaccini”. Lo scrive Carlo Cottarelli che firma l’editoriale odierno sulla Stampa. “Eppure – sottolinea - se ne parla troppo poco. Ci scontriamo da un anno con un problema fondamentale: per frenare il contagio si pongono vincoli all’economia e a tante altre cose, in primis all’istruzione. Chiudere fa male. Ma non chiudere non è possibile perché il virus dilagherebbe, il che, fra l’altro, farebbe pure male all’economia, anche per l’incertezza e la paura che accompagnano gli annunci giornalieri di contagiati e morti. Si possono cercare migliori modalità per le chiusure. Ma, dopo un anno di tentativi, la coperta resta corta. Nel frattempo, l’economia continua a soffrire, come pure i conti pubblici. Vorrei sottolineare che, quanto più si prolunga la crisi, tanto più i danni economici saranno permanenti. Chi resta escluso dal mondo del lavoro per tanto tempo, ha una maggiore difficoltà a rientrare. Più lunghe sono le chiusure, più è probabile che imprese non riaprano. Più a lungo dura la didattica a distanza, più diventa difficile recuperare. Gli altri paesi affrontano simili problemi, ma in Italia questi si sommano a un ventennio di mancata crescita, di mancate riforme, di sotto investimento nella pubblica istruzione. La conclusione non può essere che una: tutte le risorse, politiche e finanziarie, devono essere spese per uscire dalla crisi sanitaria il più presto possibile. E, ora che abbiamo a disposizione la tecnologia vaccinale appropriata, questo significa che tutto va fatto per accelerare la distribuzione dei vaccini. In conclusione, non credo esista nulla di più importante al momento dell’accelerazione del programma di vaccinazione, sia dal punto di vista umano, sia in termini economici. Occorre fare chiarezza su cosa freni le vaccinazioni, occorre rivedere il Piano di inizio dicembre alla luce degli ultimi sviluppi, occorre assegnare tutte le risorse necessarie a un’accelerazione. Invece di litigare sul Recovery Plan, che ci si metta al lavoro per un piano Vaccini che ci consenta di uscire da questo incubo prima di quanto ora previsto”.
Altre sull'argomento
Conte nella selva oscura della crisi
Conte nella selva oscura della crisi
Il premier si Ŕ dimesso, col viatico di Pd e M5S, per tentare un nuovo ...
Altro parere
Altro parere
Renzi, dire cose giuste e fare cose sbagliate
Ora un premier per tirarci fuori dalla palude
Ora un premier per tirarci fuori dalla palude
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.