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Altro parere

Verso un'altra globalizzazione

Redazione InPiù 23/12/2020

Altro parere Altro parere Agostino Giovagnoli, “Avvenire”
Agostino Giovagnoli su “Avvenire” si occupa dell’accordo economico tra Unione Europea e Cina, che sarà concluso probabilmente entro la fine del 2020. Pochi giorni prima, dunque, dell’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca. Quando prenderà le sue prime decisioni riguardo alla Cina, il nuovo presidente americano si troverà così davanti a un fatto compiuto imposto dall’Europa. L’intesa sino-europea di questi giorni fa apparire vecchie le "novità" del trumpismo, lanciando un segnale forte in direzione di una più concertata globalizzazione (che, inaspettatamente, nel 2020 ha dato segni di ripresa, malgrado il Covid-19). Firmarla, significa anche misurarsi indirettamente con il problema di un nuovo equilibrio mondiale, in sostituzione di quello nato dopo la Seconda guerra mondiale, tenendo conto del ruolo ormai imprescindibile della Cina. Sembra insomma cominciare a trovare un’applicazione concreta il concetto di «autonomia strategica» di cui in Europa si discute da tempo. Alla base dell’accordo c’è un dato eloquente: nel corso del 2020 la Cina ha sostituito gli Stati Uniti quale primo partner commerciale dell’Europa. Nei primi dieci mesi dell’anno in corso gli scambi Unione Europea-Cina sono stati di 477,7 miliardi di euro, con un aumento del 2,2% rispetto al 2019 (il saldo import-export è attivo a favore dell’Europa, ma non nel caso dell’Italia). Al contrario, lo scambio commerciale della Ue con gli Stati Uniti tra gennaio e ottobre è sceso a 460,7 miliardi di euro, con un calo dell’11,2% su base annua. I politologi parlano sempre più spesso di mondo post-occidentale e l’espressione è persino riduttiva rispetto alla realtà di un Occidente messo oggi in discussione nelle sue stesse fondamenta. Tuttavia, almeno a breve, nessuno – neanche la Cina – riempirà il vuoto lasciato dagli Stati Uniti quale cardine dell’ordine mondiale. Il mondo, infatti, è oggi radicalmente multipolare e, al tempo stesso, sempre più capitalistico, globalizzato e interdipendente. Ciò impone il dialogo e il negoziato.
 
Pierfrancesco De Robertis, “Quotidiano Nazionale”
Destra e sinistra saranno pure categorie del passato, scrive Pierfrancesco De Robertis sul “Quotidiano Nazionale”, ma presentano ancora profonde differenze tra loro. Una tra tutte la questione della leadership. Mentre a destra Salvini, Meloni, Berlusconi si presentano con la propria faccia, a sinistra le leadership si sono ormai sfarinate. Al punto che il Pd promette di correre alle prossime elezioni con il candidato di un altro partito (secondo Franceschini sarà Conte) e i Cinquestelle sono guidati da un non- leader per definizione provvisorio, Vito Crimi. Restando, i due partiti della coalizione di governo, in preda a una serie di correnti e correntine in mano piccoli o grandi cacicchi. Una situazione determinata nel Pd dal prevalere di culture politiche che con l’idea del leader non hanno mai flirtato più di tanto (Renzi è stato visto sempre come un’eccezione proprio per questo) e nei Cinquestelle dall’esistenza di leadership (Grillo e Casaleggio) esterne alla rappresentanza attiva e parlamentare del movimento. Una situazione che però fa compiere alla politica italiana un salto indietro di trent’anni, e che riporta le lancette agli anni delle paludi pentapartitiche. Senza peraltro che quel livello di classe politica sia paragonabile a quello attuale, e possa anche essere messa a confronto la stessa tenuta complessiva del sistema. Non sarà un caso se Pd e Cinquestelle sono di fatto d’accordo per una legge elettorale proporzionale che sdogana l’idea di governi non decisi dalle urne, sempre esposti alle bizze del ’mister tre per cento’ di turno e destinati a cambiare più volte nel corso della legislatura. La mancanza delle leadership qualche decennio fa era anche ammissibile, ma nell’epoca delle decisioni rapide e della preponderanza comunicativa è ormai un relitto del passato, ed è all’origine della debolezza del sistema politico e del governo in particolare.
 
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