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Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 22/12/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Kyriakides: il vaccino è sicuro, l’Europa vince se lo fanno tutti
«Il rimedio è sicuro, altrimenti non lo avremmo mai approvato. Ora però tutti devono capire che la pandemia non si vince con il vaccino, ma con la vaccinazione e che ogni singolo cittadino è parte di questa sfida». Ad affermarlo è Stella Kyriakides, commissaria Ue alla Salute intervistata da Alberto D’Argenio per la Repubblica. In molti temono che la velocità con la quale siamo arrivati al via libera del primo vaccino possa avere compromesso la serietà degli studi sulla sicurezza. Come risponde? «La rapidità con cui abbiamo approvato il vaccino non compromette minimamente la sua sicurezza: abbiamo cercato di fare il più in fretta possibile ma senza alcun compromesso sulla salute. Questo deve essere chiaro a tutti». Sul fronte opposto c’è chi critica l’Europa per averci messo troppo tempo su Pfizer ed essere arrivata dopo Regno Unito, Usa e Canada… «Certo, l’approvazione è stata una corsa contro il tempo, ma l’Europa non ha voluto fare a gara con le altre nazioni per arrivare prima. Abbiamo lavorato scrupolosamente con i 27 governi Ue per arrivare all’approvazione condizionata attraverso un processo indipendente sulla base di un’opinione scientifica estremamente robusta che garantisce un’alta protezione per i cittadini». Come pensa sarà la primavera grazie a questo primo vaccino e a quelli che arriveranno? «Sono sempre molto cauta nell’ipotizzare scenari futuri: vediamo una luce in fondo al tunnel, abbiamo l’autorizzazione a un primo rimedio, ma fino a quando una parte significativa della popolazione non avrà assunto l’antidoto dovremo andare avanti con le misure. La primavera dipenderà dall’andamento della campagna di vaccinazione». La variante inglese mette a rischio l’efficacia dei vaccini? «Abbiamo avuto un meeting con gli epidemiologi degli Stati membri, compresi quelli del Regno Unito, e possiamo dire che non ci sono prove che possa mettere a rischio l’efficacia del vaccino».
 
Zambon: Ho svelato le pressioni dell’Oms e ora temo ritorsioni
«Temo ritorsioni. Vado al lavoro come sempre ma non sono per niente tranquillo. Ogni giorno mi aspetto telefonate strane da Ginevra che annunciano novità spiacevoli». Lo afferma Francesco Zambon, medico specializzato in programmazione sanitaria, il funzionario dell’ufficio di Venezia dell’Oms che ha coordinato il rapporto sulla gestione italiana della prima ondata dell’epidemia, intervistato da Andrea Tornago per la Repubblica. Dottor Zambon, perché decide di parlare solo adesso? «Contro di me sono state dette troppe cose false e infamanti, ad esempio che il nostro rapporto era pieno di errori e persino che non era un documento dell’Oms». Perché quel rapporto ritirato sull’Italia era così importante? «Quando lo prepariamo la scorsa primavera l’Italia era il Paese più colpito dal Covid-19 e aveva addosso gli occhi del mondo. Dalla Cina erano trapelate poche informazioni. Seguendo la pandemia in presa diretta potevamo estrapolare dei messaggi chiave per i decisori politici di tutti i Paesi, oltre che per la popolazione. Abbiamo lavorato giorno e notte. Volevamo che servisse per orientare le scelte dei governi e salvare quante più vite possibile». Scrivete anche che il piano pandemico italiano era risalente al 2006, solo “riconfermato” nel 2017. È questo il passaggio che ha fatto ritirare il rapporto all’Oms? «Questo passaggio ha urtato la sensibilità di una persona ben precisa: Ranieri Guerra, assistente del direttore generale a Ginevra, in pratica numero due dell’Oms. Guerra mi scrive un’email in cui dice di “non fare casini” e di modificare la data del piano italiano in “dicembre 2016”. Voleva che inserissimo la parola updated (aggiornato) ma io mi sono rifiutato perché si trattava solo di un copia-incolla. Scrivere “aggiornato” sarebbe stato dichiarare il falso». Come si spiega l’intervento? «Credo che qui emerga tutto il conflitto di interessi di Ranieri Guerra, che tra il 2013 e il 2017 è stato a capo della prevenzione sanitaria del ministero della Salute italiano, il dipartimento deputato ad aggiornare il piano pandemico. Forse Guerra pensava di potermi intimidire nel suo ruolo di direttore aggiunto Oms. Ho segnalato la scorrettezza a tutti gli organismi interni». Ha scritto una lettera anche a Tedros Ghebreyesus, il direttore generale Oms. Cosa gli ha detto? «Gli ho spiegato che Guerra mi aveva minacciato di pesanti ritorsioni se non avessi seguito le sue indicazioni. Il giorno in cui stava per andare in onda la prima puntata di Report sul piano pandemico mi ha telefonato per dirmi: “Sono sulla porta di Tedros, se non cambi quei passaggi gli dirò che sei stato tu a far mettere l’Oms sotto attacco”. Mi spaventai enormemente per la minaccia. Tedros non mi ha mai risposto».
 
Stefanelli: Le misure del decreto Natale sono sufficienti
«Per l’Italia le misure prese nel decreto di Natale sono sufficienti. Non c’è bisogno di ulteriori restrizioni. La decisione sullo stop dei voli da e per la Gran Bretagna è dettata dalla prudenza». Lo afferma Paola Stefanelli direttrice del reparto di malattie infettive prevenibili col vaccino dell’Istituto Superiore di sanità, intervistata da Margherita De Bac per il Corriere della Sera. La variante del virus SarsCoV-2 sequenziata in Inghilterra che conseguenze ha sul piano pratico. C’è bisogno di altre chiusure per limitare l’espansione dell’epidemia? «Le precauzioni restano identiche. Però questo va interpretato come un segnale, un richiamo». Il laboratorio militare del Celio ha identificato la variante britannica. È la prova che è già presente in Italia in modo diffuso? «Non lo sappiamo ancora. È presumibile di sì. Però, ripeto, questo non equivale a un allarme. Aver intercettato il virus mutato è importante perché alza il livello di attenzione da parte del sistema sanitario e dell’opinione pubblica. Non possiamo distrarci. I virus, questo in particolare, sono imprevedibili». Sorprende che sia mutato? «Non sorprende. I virus senza la cellula umana non sopravvivono, quindi hanno lo scopo biologico di perpetuare la loro esistenza trovando nuove armi per continuare la loro marcia di conquista». Tutto questo proprio quando arriva il vaccino. C’è il rischio che quelli appena approvati e gli altri di cui si attende a settimane l’esito positivo siano inefficaci contro un virus diverso da quello per il quale sono stati costruiti? «Non c’è al momento nessuna evidenza che i nuovi vaccini possano essere meno efficaci con la variante britannica. Ad essersi modificata è soltanto una piccola parte della proteina Spike. La parte della proteina rimasta invariata verrà riconosciuta dagli anticorpi prodotti dal vaccino. Questo affermano tutti i maggiori centri di sorveglianza mondiale». Teme una recrudescenza di casi durante l’inverno? «La circolazione del virus è ancora molto sostenuta, il mantenimento delle misure di protezione individuale, cioè igiene accurata mani, distanziamento e uso della mascherina, insieme all’avvio delle vaccinazioni contribuiranno al controllo dell’epidemia».
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