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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 04/12/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Zaia: gli anziani lasciati soli a casa, il governo non ci ascolta
«Mi spiace constatare che anche questa volta non siamo riusciti a costruire un provvedimento con il governo». Intervistato sul Corriere della Sera da Marco Cremonesi sul Dpcm Natale, il presidente del Veneto Luca Zaia afferma di sperare ancora «in un ripensamento in zona Cesarini» ma non nasconde una certa delusione: «Pensavo che si sarebbe potuto lavorare insieme e invece la musica è stata la stessa di sempre: il governo ci convoca, arriva un testo preconfezionato, lo approvano. La nostra voce, non c’è». Il ministro Boccia ha detto che si stupisce dello stupore delle Regioni, che sapevano che cosa c’era nel decreto. «Non è vero che sapevano le modalità con cui sarebbero stati chiusi i comuni. Se tutti i presidenti di Regione, con firma di Bonaccini, hanno avuto da ridire, una ragione ci sarà. Per me, il sistema migliore è il lavorare su bozze. Io la bozza l’ho ricevuta ieri alle 2.30 del mattino con la richiesta di un parere entro ieri a mezzogiorno». Ma per i governatori cosa non va nel Dpcm? «Il divieto di uscita dai comuni il 25, il 26 e il primo gennaio senza deroghe. Penso agli anziani: sono da tutelare al massimo, ma nei comuni piccoli saranno in casa da soli a vedere in televisione gli assembramenti nelle città. Se il presupposto è la sanità pubblica, il confronto tra un comune di poche centinaia di abitanti e uno da tre milioni come Roma non regge: chiudi tutto, ma ci sono recinti da tre milioni di persone». Che cosa manca nel decreto? «Una dichiarazione di guerra agli assembramenti di ogni genere e specie. In maniera sistematica, cosa che di certo non facciamo chiudendo i confini comunali per tre giorni».
 
Lamorgese: a Natale controlli anche alle frontiere
«Siamo entrati in una fase molto delicata del contrasto alla pandemia in cui si cerca di contemperare l’esigenza di non paralizzare una seconda volta le attività economiche con l’obiettivo, primario, di contenere la diffusione del virus». Così la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese commenta, in un’intervista a Francesco Grignetti della Stampa, il Dpcm appena varato dal governo. Ministra, si vede in giro una gran voglia di normalità. Quali contromisure prenderà il Viminale sugli assembramenti e gli spostamenti? «Con i negozi aperti in tutte le Regioni, va da sé, soprattutto in prossimità del Natale, che la voglia di socialità degli italiani avrà il suo sfogo naturale nelle vie dello shopping. Per questo le forze di polizia continueranno a svolgere i controlli necessari con l’impegno e l’equilibrio di sempre. Spetta però anche ai singoli cittadini assumere comportamenti responsabili per evitare pericolosi assembramenti». I giovani sembrano i più recalcitranti a rispettare le norme. «Dobbiamo lavorare tutti insieme per ricucire la tela dei rapporti tra ampi settori delle giovani generazioni, le istituzioni, la scuola e le università, per dare loro una prospettiva più solida per il futuro. Senza dimenticare che un ruolo decisivo per il richiamo al rispetto delle regole deve essere esercitato anche dalle famiglie». Come controllare le frontiere per evitare da lì un innesco di una terza ondata? «Il problema si porrà in particolare a Natale, quando sono più frequenti gli spostamenti da e per l’estero: e dunque anche chi decide di oltrepassare i confini nazionali dovrà sottoporsi a controlli più serrati al momento del rientro in Italia».
 
Tajani: Forza Italia voterà compatta il No alla riforma del Mes
«Forza Italia voterà compatta il no alla riforma del Mes, siamo pronti invece a votare a favore dell’utilizzo del fondo per la spesa sanitaria, come ha sempre detto il presidente Berlusconi». Lo afferma il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, intervistato su Repubblica da Carmelo Lopapa. Alcuni dei vostri sono intenzionati a votare comunque a favore. «Tutti questi dissidenti non li vedo. Stiamo lavorando in queste ore con Renato Brunetta a una risoluzione che motivi il nostro voto contrario su un trattato che non fa gli interessi degli italiani». Vi siete piegati al diktat di Salvini, è l’accusa. «Falso. C’è una dichiarazione di Berlusconi del 4 dicembre 2019 in cui venivano già anticipate tutte le nostre perplessità. Nessuna marcia indietro, insomma». Cosa accade se alcuni dei vostri voteranno in dissenso? Espulsioni, procedimenti disciplinari? «Le espulsioni non rientrano nella cultura liberale di Forza Italia, le lasciamo ai grillini. Il voto in dissenso, se motivato, è sempre possibile. Ma questa volta sarebbe un errore politico e un aiuto immeritato al governo». La vostra astensione potrebbe essere la mediazione? «Lo escludo. Berlusconi ha già annunciato il voto contrario, quella è la linea. La mediazione sarà la risoluzione di Fi che dice no alla riforma e sì all’uso del Mes per la sanità. La voteranno tutti i nostri e non sarà certo un voto in chiave antieuropeista». Dice? Tutto il Ppe è favorevole alla riforma, non vi imbarazza essere gli unici contrari nella famiglia popolare? «Ma questo non è un voto per partiti politici bensì per Stati membri, conterà la posizione finale dell’Italia». Appunto: col vostro dissenso potreste contribuire a bocciare la riforma in Parlamento e a comprometterla in Europa. «Se la maggioranza non ha i numeri e non è in grado di garantire l’approvazione del trattato non è un problema nostro. Noi non possiamo votarlo perché impegna pesantemente il Paese per i prossimi anni».
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