Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Messaggi (ambigui) a Bruxelles

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 02/12/2020

In edicola In edicola Massimo Franco, Corriere della Sera
“I messaggi ambigui a Bruxelles” che arrivano dall’Italia sulla vicenda Mes. Ne parla Massimo Franco sul Corriere della Sera: “Il grillismo al tramonto sul piano politico sta accarezzando una vittoria di Pirro sul Mes. Essere riuscito a coalizzare il fronte populista, con l’aggiunta sorprendente di Silvio Berlusconi, sul «no» tutto ideologico al prestito europeo, segna un punto a favore del 5 Stelle: sebbene sia molto opinabile che lo segni anche a favore degli interessi dell’Italia. La sensazione è che abbia prevalso una lettura demagogica del Fondo salva Stati; e che, di nuovo, la maggiore forza di governo abbia subito il richiamo della foresta dell’ostilità populista all’Europa. Un’ostilità condivisa con la destra di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni: la stessa Europa alla quale il M5S cerca affannosamente di ancorarsi bussando alle porte delle famiglie politiche storiche. È improbabile che sul Mes il governo vada in crisi. Ma i rischi crescono, se non altro per i numeri parlamentari. E comunque non è difficile prevedere che quest’ultimo scarto, rivendicato con iattanza dall’intera nomenklatura, peggiorerà la percezione del Movimento nelle cancellerie europee. Ma sarebbe il male minore. Il problema è che indebolirà l’Italia e il suo governo a livello continentale, perpetuando l’immagine di un Paese imprevedibile e perentorio nel chiedere fondi ma non nel fornire garanzie a chi li presta. Lo stesso premier Giuseppe Conte ne riemergerà ammaccato, seppure sulla poltrona di Palazzo Chigi. Insomma, sembra proprio il trionfo della peggiore ideologia, in un momento in cui l’emergenza del coronavirus imporrebbe il massimo di pragmatismo e di senso di responsabilità. Le reazioni sconcertate che si avvertono nelle file di Forza Italia raccontano un disorientamento palpabile. Ma le contraddizioni dell’opposizione non possono velare la spaccatura che si protrae da oltre un anno nella maggioranza tra M5S, Pd, Iv e Leu. Mostrano un’Italia intrappolata in ideologie non solo dure a morire, ma tuttora vive e in grado di condizionare i gruppi dirigenti dei partiti. Riflettono un’egemonia che si nutre della cultura dell’emergenza da coronavirus; e che in suo nome piega l’intervento obbligato dello Stato alle parole d’ordine assistenziali”.
 
Stefano Folli, la Repubblica
Forza Italia, il voltafaccia sul Mes e le sue possibili conseguenze. Ne scrive Stefano Folli su Repubblica. “Come il colpo di pistola di Sarajevo - sottolinea - il voltafaccia di Berlusconi sul Mes rischia di avere conseguenze incontrollabili sulla stabilità del governo Conte. Nulla è compromesso finora, ma si tratta senza dubbio del passaggio più critico per il presidente del Consiglio e la sua maggioranza, che al Senato è esigua. Nell’incertezza di queste ore, esiste anche uno scenario favorevole al premier. Lo si può riassumere così: Forza Italia si divide sull’onda di una ribellione al leader carismatico di portata mai vista in un quarto di secolo. Il 9 dicembre i dissidenti votano a favore del Mes, con ciò decretando la fine della creatura politica di Berlusconi. Al tempo stesso la rivolta nei Cinque Stelle - 17 senatori e 52 deputati dichiaratisi contrari alla riforma - in parte rientra, essendo provocata da ragioni emotive più che da un calcolo di opportunità. E infatti già ora alcuni dei ribelli affermano di non voler provocare il collasso della coalizione. Alla fine, nel gioco del dare e avere, il governo ottiene il via libera delle Camere, dentro uno scenario in cui le carte sono state rimescolate. Conte tira un sospiro di sollievo e rimette insieme i pezzi vecchi e nuovi del mosaico parlamentare. La destra di Salvini e Meloni è soddisfatta perché l’equivoco Berlusconi si è comunque chiarito, mentre qualcuno rilancia il tema: al centro c’è un vuoto, occorre lavorare per colmarlo con una nuova iniziativa a supporto di Conte, forse il primo passo di un “partito del premier”. Allo stato delle cose questa fotografia è possibile, ma non ancora probabile. La realtà dice che il cambio di passo del fondatore di Forza Italia ha avuto l’effetto di dar fuoco alle polveri nell’accampamento dei 5S. Bisogna pur considerare quali forti interessi attraversano in questo momento l’Europa - in particolare Germania e Francia - esprimendosi a favore della riforma del Mes. È un salto di qualità, diciamo così, nel rapporto tra i singoli Paesi e l’Unione. Si capisce che può essere doloroso e faticoso per un Paese come l’Italia, super-indebitato e con un sistema politico debole. Ciò significa che nei sei giorni che ci dividono dalla seduta parlamentare, si moltiplicheranno le pressioni. Berlusconi avrà tempo per costruire il sentiero dell’astensione. Conte e Di Maio, sia pure non in sintonia tra loro, faranno lo stesso per riassorbire il dissenso del M5S. Ma il punto di fondo è che Roma arriva a un appuntamento così significativo in una condizione di grave debolezza".
 
Massimo Cacciari, La Stampa
Sulla Stampa, Massimo Cacciari si interroga su come evitare la “bancarotta generazionale” a causa della Pandemia: “Non è un ragionamento ‘scientifico’ – scrive - e neppure uno semplicemente etico. Agli aspetti tecnici sarebbe lecito attendersi proposte dalle burocrazie ministeriali (oltre che dai responsabili dei vari dicasteri), e magari dalla nuova infornata di tecnici-esperti che le nostre guide sembrano in procinto di nominare (a quali costi?). Affrontare rapidamente il problema, spiegare bene da parte degli ‘avvocati del popolo’ che cosa si intende fare, è l’unico mezzo per mantenere un minimo indispensabile di coesione sociale, senza di cui nessuna ripresa è concepibile. Il problema oggi è un altro: da dove ottenere le risorse per evitare se non la bancarotta tout court, certo la bancarotta generazionale, e cioè l’indecente scaricare su giovani e non nati la montagna del debito che ci troveremo dopo covid e vaccino. Di questo deve parlare il governo. Altro che mitragliate di Dpcm sulle buone pratiche anti-contagio. Queste ce le spieghino pure virologi e medici. Per difendere i redditi più bassi, per fronteggiare l’aumento spaventoso delle persone in stato di povertà, per salvare le imprese a rischio, per rafforzare l’effetto del Recovery fund e, infine, per avere voce politica in Europa, sarebbe necessaria una manovra nel corso del ’21 di almeno 200 miliardi. Patrimoniale? A sinistra uno squillo: O salvaci Signore. Incredibile dictu, l’invocazione sorge immediata da 5Stelle e Pd. Perché? Forse non la fece Amato? Forse è una parolaccia? Si spieghi piuttosto che cosa la rende estremamente difficile – a parte l’inopportunità di presentare la proposta in sede di emendamenti. Non disponiamo di uno straccio di anagrafe patrimoniale, che ci permetta di individuare davvero i soggetti detentori dei patrimoni più consistenti. E dunque, come fu nel caso sopra citato, si finirebbe col raschiare dappertutto, più o meno iniquamente. Il grosso della manovra, volto a ottenere ingenti risorse, non potrà muoversi intorno a capitoli diversi. Ma ve ne sono altri che possono avere un certo valore simbolico. Si dice così, non è vero pentastellati e “sinistre”? Di manovre simboliche ne avete fatte di straordinarie davvero; dopo aver migliorato sensibilmente la situazione finanziaria del Paese con riduzione di deputati, vitalizi, ecc., perché non continuare su questa strada, magari anche con qualche risultato economicamente più rilevante? Quanti sono gli stipendi pubblici in Italia superiori, poniamo, ai 5000 euro? Compresi ovviamente quelli di deputati e senatori. Perché non conferire in titoli di Stato ogni aumento contrattualmente previsto per il pubblico impiego, sempre per stipendi superiori a una certa cifra? Amato lo fece, senza suscitare rivoluzioni. Sarebbe un bel segnale, che ne dite?”.
Altre sull'argomento
L'aumento dei risparmi carburante per la ripresa
L'aumento dei risparmi carburante per la ripresa
Nel 2020 la ricchezza finanziaria delle famiglie in crescita di 60 ...
Biden vede la ripresa economica
Biden vede la ripresa economica
L'unico rischio sarebbe l'inefficacia dei vaccini
Altro parere
Altro parere
Nel tredicesimo mese dell'anno
Prospettive 2021, verso la nuova normalitÓ?
Prospettive 2021, verso la nuova normalitÓ?
Coi vaccini comincia il contrasto al Covid, ma le restrizioni ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.