Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Stato banchiere e debito sovrano

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 01/12/2020

Stato banchiere e debito sovrano Stato banchiere e debito sovrano Francesco Guerrera, La Stampa
“Il francese che ha avuto più successo in Italia dai tempi di Platini potrebbe essere defenestrato da un atto di dirigismo di stampo gallico ma di fattura italiana”. Così Francesco Guerrera commenta sulla Stampa la rivoluzione ai vertici di Unicredit, con l’Ad Mustier che si dimetterà ad aprile a causa delle divergenze col Cda sulla fusione con Mps, sostenuta dalla maggior parte del board e dal governo. “La stampa ama chiamarlo il Risiko delle banche ma è un più un Cluedo: chi è il colpevole e quale l’arma del delitto? Non è un mistero che il governo sia l’autore di una politica industriale più aggressiva, in cui aggregazioni e nomine devono beneficiare l’’Azienda Italia’. Il filo conduttore che passa per Borsa Italiana, Alitalia e Autostrade non poteva che arrivare a Siena. La patata bollente del Mps è stata gettata in direzione Mustier e il banchiere francese non l’ha presa al volo. Dopo aver passato quattro anni a ‘ripulire’ UniCredit, con ragguardevoli risultati, l’idea di sobbarcarsi una banca come Mps non è proprio un regalo di Natale. Gli analisti sono d’accordo: meglio fare un accordo con un istituto europeo che creare un campione nazionale che sarebbe molto più nazionale che campione. Anche se arrivasse un bel sussidio statale per addolcire la pillola, non c’è abbastanza logica strategica che giustifichi l’immenso lavoro di integrare le due banche. Il consiglio di UniCredit deve prendersi le sue responsabilità. Visto che i loro datori di lavoro sono gli azionisti e non il governo, avrebbero potuto rispondere in maniera più robusta alle pressioni politiche. E’ forse troppo tardi, ma una via d’uscita per Mustier e UniCredit sarebbe quella di trovare un’altra fusione che abbia più senso. Commerzbank o Société Général potrebbero funzionare, ma non è detto che i tedeschi o i francesi siano interessati a fare da sponda. E un accordo di questo tipo non risolverebbe il caso Mps per il governo, soprattutto se la proposta-Sassoli di cancellare il debito sovrano – e quindi liberare fondi per aiutare l’economia e le banche – non trova favore nelle capitali europee. Ma l’alternativa è un divorzio che nuoce a tutti”.
 
Beppe Severgnini, Corriere della Sera
Sul Corriere della Sera Beppe Severgnini commenta gli assembramenti visti nel fine settimana in molte città italiane e invita tutti i cittadini a una maggiore responsabilità. “Lo shopping prenatalizio è partito e la folla è ricomparsa nelle vie del centro. Ma possiamo permettercelo? Le scene che abbiamo visto sono compatibili con una pandemia? La risposta è facile: no. Il secondo lockdown tricolore (rosso, arancione, giallo) è servito, per fortuna. Le cose vanno meglio, ma non vanno bene. Cosa fare allora perché l’umanissimo, comprensibile sollievo prenatalizio non porti una terza ondata Covid e un nuovo disastro? Il governo deve aggiungere regole e inasprire i controlli? Non servirebbe a nulla – sostiene Severgnini -, se non a indispettirci. Di regole ce ne sono abbastanza e non ne servono altre. E il compito prioritario del governo, oggi, è un altro: preparare un efficace «piano vaccini», affinché non si ripeta quanto è accaduto con le mascherine in primavera e con il vaccino influenzale in autunno. Maggiori controlli sarebbero necessari. Ma carabinieri, polizia e polizia municipale hanno già abbastanza da fare. La grande maggioranza degli italiani sta dimostrando capacità di sopportazione e pazienza. Ma della pazienza dei popoli non si deve abusare mai. Cosa fare allora, per evitare che si ripetano le scene viste sabato? Dobbiamo guardarci in faccia e dire: adesso tocca a noi. Siamo adulti, i rischi di una pandemia e le regole-base per evitarli li abbiamo capiti, ormai. Sembra una norma anacronistica, e invece è la regola alla base di tutte le regole. Si chiama responsabilità. Se tutti evitano gli assembramenti, gli assembramenti non si formano. Il premier Conte potrebbe farne un motto, se volesse: nuove regole no, nuova responsabilità sì. Solo così ne verremo fuori”.
 
Linda Laura Sabbadini, Repubblica
“A 50 anni dalla legge sul divorzio è ora di aprire una nuova stagione dei diritti”. Lo scrive su Repubblica Linda Laura Sabbadini invitando a pensare “all’arretratezza della situazione delle donne. Meno della metà lavora e non c’è verso di aumentare seriamente i posti nido e le infrastrutture sociali. I nidi – spiega la direttrice centrale dell’Istat - servono ai bimbi, per il loro percorso formativo, servono alle loro madri, per avere meno carico di lavoro familiare, e poter più facilmente lavorare, servono al Paese perché contribuiscono alla giustizia sociale, ma anche alla crescita economica. Investire sui nidi e le infrastrutture sociali ha un effetto moltiplicatore di perequazione e di contrasto alle diseguaglianze. Il Comitato Colao aveva proposto di agire tempestivamente e di darsi l’obiettivo del 60% di copertura dei nidi. Il segretario del Pd Zingaretti si è dichiarato più volte d’accordo proprio sul 60%, e così Leu ed esponenti dei 5 stelle. Ma allora perché sui nidi il governo ha stanziato solo 100 milioni, per il 2022? E perché nell’ultima bozza di documento sul Recovery è prevista una cifra di 0,9 miliardi per i nidi? Cioè il nulla? Perché c’è una resistenza culturale profonda a tutto ciò che riguarda la parità di genere e le infrastrutture sociali. Non è nelle priorità. E poi ci si lamenta del calo della fecondità. Ma che dovrebbero fare le donne senza un minimo di sostegno? Che dovrebbero fare senza nessuna politica di condivisione dei carichi familiari? E in più senza neanche il lavoro. Emendate la legge di bilancio, siate trasparenti sulla cifra di copertura dei nidi a cui volete arrivare. Cambiate il documento del Recovery e aggiungete un settimo pilastro sulla parità di genere. Finanziatelo adeguatamente. Siamo ancora in tempo”.
Altre sull'argomento
L'aumento dei risparmi carburante per la ripresa
L'aumento dei risparmi carburante per la ripresa
Nel 2020 la ricchezza finanziaria delle famiglie in crescita di 60 ...
Biden vede la ripresa economica
Biden vede la ripresa economica
L'unico rischio sarebbe l'inefficacia dei vaccini
Prospettive 2021, verso la nuova normalitÓ?
Prospettive 2021, verso la nuova normalitÓ?
Coi vaccini comincia il contrasto al Covid, ma le restrizioni ...
Gli effetti del Pnrr sul Pil
Gli effetti del Pnrr sul Pil
Corretta in aumento la stima della prima bozza: da pi¨ 2,3 a pi¨ 10 nel 2026
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.