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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 27/11/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Salvini: gruppo unico vera risposta a chi vuole dividerci
«Il tentativo del Pd è chiaro da mesi. Vuole scegliersi un pezzo dell’opposizione con cui lavorare. Ma il centrodestra non è a disposizione di nessuno, siamo maggioranza nel paese e governiamo 14 regioni su 20». Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini, intervistato sul Corriere della Sera da Marco Cremonesi, all’indomani del voto a favore di tutto il centrodestra allo scostamento di bilancio chiesto dal governo. La lettura corrente è che il Sì della vostra alleanza sia arrivato grazie a Berlusconi. «Altri si vogliono prendere i meriti? Ma guardi che a me non interessano primati, non mi interessa ricordare che siamo il primo partito e via dicendo. Al voto di ieri siamo arrivati tutti insieme». Ma cosa è successo nella notte prima del voto? «Beh, che ho dormito pochissimo. Sarò stato al telefono con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni circa una ventina di volte. Ma devo dire che sono state energie ben spese, al di là dei protagonismi dei singoli, abbiamo non dico costretto ma almeno convinto il governo a mettere nero su bianco che le risorse finiscono alle partite Iva e all’economia e non ai monopattini». Ma la federazione del centrodestra da lei proposta esce rafforzata o indebolita dal voto di ieri? «L’unità del centrodestra si deve dimostrare ogni giorno. Anche oggi, sui temi della sicurezza nazionale: sono sicuro che i 250 parlamentari del centrodestra, e non solo i 130 leghisti, lavoreranno insieme». Quale potrebbe essere il primo passo concreto della federazione? «I gruppi parlamentari. Lei pensi cosa sarebbe avere un gruppone di 250 deputati e 150 senatori. Chiaro che la nostra forza e peso sarebbero diversi. Uniti si vince e lo vediamo anche nei comuni e nelle regioni. Un gruppo unico sarebbe una bella risposta anche a Pd e 5 Stelle e ai loro tentativi di dividerci. Poi, è chiaro che ogni gruppo ha i suoi presidenti e vicepresidenti, le sue dinamiche... Ma io sono ambizioso, se ci uniamo saremo più forti».
 
Castelli: stop alle imposte, presto nuovi aiuti
«Sono molto contenta dell’ampia convergenza parlamentare. E’ un bel segnale di unità, per affrontare questa pandemia nel migliore dei modi dobbiamo fare gioco di squadra». Lo afferma la viceministra all’Economia Laura Castelli a proposito del Sì del Parlamento allo scostamento di bilancio. Intervistata sulla Stampa da Giuseppe Bottero, Castelli aggiunge che «entro fine mese» arriveranno fondi pure per chi, in questa fase, non è stato costretto a chiudere. Partiamo dal quarto decreto ristori. Che cosa prevede? «Un rinvio dei versamenti del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap che, per chi ha registrato un calo di fatturato superiore al 33%, arriverà ad aprile 2021. Sospendiamo anche le scadenze tributarie di dicembre e il versamento dei contributi per gli esercizi chiusi nelle zone gialle e rosse. Anche a dicembre erogheremo un’indennità di 1.000 euro ai lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo, a quelli intermittenti ed autonomi». Cosa prevedono gli interventi fiscali? «Rinviamo al 10 dicembre la scadenza per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, rifinanziamo alcuni Fondi e rinviamo le scadenze per la Rottamazione ter ed il saldo e stralcio. Ci sarà una norma che consente anche di far ripartire le rateizzazioni decadute». Il contributo a fondo perduto per gli autonomi che non hanno chiuso ma hanno visto scendere il fatturato arriverà? «Entro il prossimo mese va fatto, ci sono partite Iva e lavoratori autonomi che non possono più aspettare. Lo approveremo velocemente, c’è anche un’ampia convergenza parlamentare, assieme ad un nuovo pacchetto di norme Salva Imprese». Che cosa prevedono? «Anticipiamo alcune disposizioni del Codice delle crisi d’impresa, utili ad agevolare l’imprenditore in crisi nella attuale situazione e poi ampliamo le possibilità di accesso alle procedure concorsuali, nella prospettiva del risanamento dell’impresa o di salvataggio dell’azienda attraverso una cessione, tutelando anche il creditore».
 
De Micheli: non bastano più bus, in classe anche nel week end
«Non basta avere più bus, bisogna scaglionare di più gli orari di ingresso a scuola, anche facendo lezione nel week end». Lo afferma la ministra dei Trasporti Paola De Micheli, intervistata su Repubblica da Corrado Zunino. Le scuole sono state chiuse il 4 novembre. Dall’avvio dell’anno scolastico, e fino alla fine di ottobre, treni, metro e bus erano stipati e pericolosi. «Nessuno mi ha portato uno studio che dimostri che i trasporti sono la principale ragione della crescita della curva. Comunque, le Regioni hanno messo a disposizione quasi diecimila bus aggiuntivi in tutto il Paese con le risorse assegnate dal Governo. Sono pronti a scendere in strada». Con questi nuovi autobus garantirete il distanziamento sui mezzi pubblici? «No. Con 24 milioni di persone a bordo di mezzi dimezzati non sarà possibile». Ci spiega? «Siamo tornati alla capienza del 50% e dobbiamo restarci almeno fino all’estate. Oggi per garantire lo stesso servizio in una città come Milano servirebbe far uscire dall’autorimessa, dalle 7 alle 9, altri cinquecento mezzi pubblici. Impossibile, dovremmo togliere dalle strade le automobili. Quasi tutte le città metropolitane non sono nelle condizioni di ospitare numeri così alti di nuovi mezzi pubblici». E quindi, se non sono sufficienti neppure diecimila bus in più, come si ottiene un trasporto a prova di contagio? «Con lo scaglionamento degli ingressi e delle uscite da scuola». C’è già: prevede ingressi sfalsati dalle 8 alle 9. «Largamente insufficienti. Dobbiamo spalmare l’entrata e l’uscita degli studenti sulle prime dodici ore della giornata, dalle 8 alle 20». Significa che alcune classi potranno fare ingresso alle undici, a mezzogiorno? «Lo dicono le aziende di trasporto. Siamo in emergenza, credo anche che sia necessario fare lezioni in presenza anche il sabato o la domenica».
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