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Altro parere

Non aprite quelle scuole

Redazione InPi¨ 25/11/2020

Altro parere Altro parere Franco Bechis, “Il Tempo”
La riapertura delle scuole italiane, avvenuta non in sicurezza, è all’origine della seconda ondata di coronavirus in Italia. Lo sostiene su “Il Tempo” Franco Bechis, citando i dati dei bollettini di sorveglianza settimanali dell’Istituto superiore di Sanità. Come abbiamo più volte dimostrato su “Il Tempo” – osserva Bechis – è proprio fra la popolazione scolastica, quella da zero a 19 anni che fra fine agosto e la prima settimana di novembre sono esplosi i contagi. Al 25 agosto in quella fascia di età erano 9.544 i ragazzi contagiati. Al 7 novembre erano diventati 102.419, con una crescita record del 1.073,10%, il doppio di quello che è avvenuto nella fascia di età 20-29 (dove comunque c'erano tutti gli studenti universitari), e cinque volte più di quel che era avvenuto nelle altre fasce di età. Ma la conferma è arrivata dall'ultimo bollettino, che riporta i dati fino al 18 novembre scorso. Il 6 novembre con un dpcm a firma di Giuseppe Conte si sono chiuse in tutta Italia le scuole superiori, e con le istituzioni delle varie zone rosse si è applicata la didattica a distanza anche per le seconde e le terze medie. Da quel momento la classifica dei contagi è radicalmente mutata: la fascia scolastica che era ampiamente in testa alla classifica è scesa al quinto posto: davanti aveva i contagi fra i trentenni, i quarantenni, i cinquantenni e i sessantenni. Fin lì i contagi fra i ragazzi fino a 19 anni erano cresciuti di dieci volte, dalla chiusura in poi sono saliti invece solo del 45,69%, una percentuale venti volte inferiore a prima. E senza quel boom la curva dei contagi che era esponenziale fino al dpcm del 6 novembre, è rallentata per poi addirittura diminuire negli ultimi giorni. È stata dunque la scuola il cuore della tragedia che stiamo di nuovo vivendo. Il governo, dunque, ne aveva fatta una sola giusta: la chiusura delle scuole. E siccome tutto il resto ha sbagliato clamorosamente, sta già pensando di fare marcia indietro.
 
Adalberto Signore, “Il Giornale”
Su “Il Giornale” Adalberto Signore evidenzia tutti i motivi di contrasto tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i vertici del Pd. Misure anti Covid, Mes, riforme costituzionali, nomine: tra Conte e i vertici del Pd – scrive Signore – non c’è più un solo dossier che non sia motivo di tensioni e incomprensioni. Un rapporto, quello tra il premier e il Pd, così logorato che ormai Conte vive come un incubo i rumors sempre più insistenti su una possibile discesa in campo di Mario Draghi. D’altra parte, sembra che negli ultimi tempi l’ex governatore della Bce sia tornato molto attivo, con una girandola di faccia a faccia che - per quanto riservati - non sono passati inosservati nell’entourage del premier. Che, non a caso, studia le contromosse. E guarda con interesse alla proposta che gli ha fatto alcuni giorni fa un gruppo di senatori del Misto (tra loro ci sarebbero alcuni esponenti del Maie), pronti a dar vita ad un gruppo parlamentare autonomo che si impegnerebbe a sostenere Conte senza se e senza ma. Visti i numeri di Palazzo Madama, una buona scialuppa di salvataggio se a qualcuno venisse in mente - fra qualche mese, quando l’emergenza Covid inizierà a rientrare - di fare saltare il banco, magari per aprire la strada proprio a Draghi. Così il premier non ha potuto che gradire l’offerta, nonostante l’operazione sia ancora in fase embrionale e al momento non siano stati arruolati tutti i dieci senatori necessari a dar vita al nuovo gruppo parlamentare. Quando avverrà - si è però impegnato Conte con i suoi interlocutori - una delegazione del neonato gruppo «contiano» sarà subito ricevuta a Palazzo Chigi così da dare un segnale politico inequivocabile. È questo, dunque, il quadro all’interno del quale si muove oggi una maggioranza che sembra sempre più navigare a vista.
 
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