Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Se il guru del virus ha cosý tanti dubbi il governo non pu˛ fare finta di nulla

Redazione InPi¨ 20/11/2020

Altro parere Altro parere Franco Bechis, Il Tempo
Sul Tempo Franco Bechis commenta l’annuncio-choc di Andrea Crisanti, il professore dell’Università di Padova affermatosi come uno dei guru del coronavirus, il quale ha detto ieri che non si farà vaccinare se le case produttrici dei vaccini non metteranno a disposizione tutti i dati dei test. I vaccini non sono ancora pronti – osserva Bechis – ma in Italia abbiamo già il solito ineguagliabile commissario alla chiacchiera, Domenico Arcuri che illustrai suoi piani per distribuirlo sul territorio nazionale. Ma Crisanti è stato chiaro: «Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio. Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie». Se non è sicuro Crisanti – che non è un no vax e tanto meno un negazionista – di quei vaccini, come facciamo ad esserlo noi cittadini comuni? Crisanti può spiegare il suo scetticismo: «Questi vaccini sono stati sviluppati saltandola normale sequenza Fase 1, Fase 2 e Fase 3. Questo è successo perché hanno avuto fondi statali e quindi si sono potuti permettere di fare insieme le tre fasi perché i rischi erano a carico di chi aveva dato i quattrini. Ma facendo le tre fasi in parallelo, uno si porta appresso tutti i problemi delle varie fasi». Sono parole pesanti in un momento così. Se le ha dette con leggerezza e senza fondamento, togliete qualsiasi microfono a Crisanti. Se invece sono considerazioni ponderate e gli stessi dubbi albergano nei pensieri di altri professori e scienziati, non possono essere lasciate scivolare nel nulla dal governo italiano come dalle istituzioni internazionali.
 
Pierfrancesco De Robertis, Quotidiano Nazionale
Sul Quotidiano Nazionale Pierfrancesco De Robertis si occupa della crisi in seno al centrodestra, che ha vissuto e vive – osserva – uno dei suoi momenti più drammatici, come sono tutti i momenti di passaggio. Un momento non imprevisto. Una leadership e un partito appaiono nella loro fase declinante, gli altri cercano di riposizionarsi all’interno di quell’elettorato che dal 2018 in poi le ha consegnato il governo di quindici regioni. Ma quando appare ormai chiaro che il Conte II reggerà per altri due anni e che il centrodestra non potrà sfaldarsi perché in primavera ci sono importantissime amministrative, ecco che i giochi al suo interno si fanno più duri. Il centrodestra che si presenterà al voto nel 2023 non sarà quello di adesso, ma per assumere un nuovo assetto servirà una grande rivoluzione. La potrà fare Forza Italia o quello che di qui a due anni e mezzo sarà dell’ala più moderata del centrodestra? Non è facile, perché Forza Italia appare troppo legata a una leadership, quella di Berlusconi, che con tutti i suoi meriti, con tutti gli elogi possibili per il coraggio e la lucidità che tuttora il Cavaliere sta mostrando, è per forza di cose destinata ad affievolirsi. A meno che al centro del centrodestra non nasca qualcosa di diverso, e con i tempi che corrono tutto è possibile, è allora più probabile che il salto in avanti sia appannaggio degli altri due attori in campo, la Lega e Fratelli d’Italia, mettendo in piedi una sorta di opa non tanto verso i pezzi di nomelklatura azzurra, quanto sui voti e sui temi che Forza Italia ha rappresentato. In parte ci sono già riusciti, ma per vincere le elezioni servirà incarnare quel mondo che per adesso è loro in parte estraneo. Tutti e due, Salvini e Meloni, hanno in teoria le carte in regola per farlo, magari mutando l’atteggiamento verso l’Europa, ma ora come ora forse è Fratelli d’Italia che appare più in grado di presentarsi come un soggetto «nazionale».
 
Altre sull'argomento
Messaggi (ambigui) a Bruxelles
Messaggi (ambigui) a Bruxelles
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
La nostra anarchia di Stato
La nostra anarchia di Stato
Sintesi degli editoriali dei principali editoriali
Di Maio nella palude grillina
Di Maio nella palude grillina
Che sta logorando governo e maggioranza
La
La "pandemic fatigue" che logora i cittadini
Il 27% pensa che ci vorrÓ pi¨ di un anno per uscirne e il 42% Ŕ cauto ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.