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Il salto in avanti

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 18/11/2020

Il salto in avanti Il salto in avanti Avviso: le rassegne stampa di InPiù quersta mattina escono in ritardo a causa di un problema tecnico del sistema. Ce ne scusiamo con gli abbonati
 
Danilo Taino, Corriere della Sera
Il Corriere della Sera dedica l’editoriale, Danilo Taino, alla vicenda dei vaccini anti Covid. “I vaccini annunciati da Pfizer-BioNTech lo scorso 9 novembre e da Moderna il 16 – sottolinea - sono qualcosa di più della siringa alla fine del tunnel messa giustamente in copertina dall’Economist. Indicano che dalla pandemia possiamo uscire meglio di come ci siamo entrati. Forse molto meglio. Lo raccontano le realizzazioni e le tendenze della scienza, dell’innovazione tecnologica e organizzativa, dell’economia. Lo scenario si materializzerà però a una condizione. L a condizione è che i governi superino la straordinaria incompetenza che una parte di loro ha mostrato in questi dieci mesi di crisi. I due vaccini non sono la vittoria definitiva contro il virus. Per quella occorreranno altri sforzi produttivi e distributivi, a cominciare dalla realizzazione di una struttura logistica del freddo. No, illustrano che durante la pandemia l’accelerazione della ricerca scientifica e dell’innovazione è stata straordinaria. Nel secolo scorso, per sviluppare un vaccino, per esempio quelli del morbillo e della polio, servirono dai dieci ai vent’anni. Contro la Sars-Cov-2 ci si sta arrivano in un anno. Non solo: sono in via di sviluppo oltre trecento altri vaccini. E molti di questi si basano su tecnologie nuove, fondate su istruzioni genetiche che aprono prospettive anche per altri utilizzi. Il balzo in avanti è grande, indica territori nuovi alla scienza e alla medicina e mette le società e i governi di fronte a un’evidenza: che le opportunità nella cura della salute sono maggiori e meno lontane di quanto si pensasse prima della pandemia. Ma non è solo il vaccino la novità di questi tempi. L’utilizzo del web e delle telecomunicazioni è molto cresciuto, almeno del 25%. E ha cambiato il modo di lavorare in numerosi settori. Ciò crea problemi seri, come ogni innovazione che si trascina una capacità «distruttiva» al fianco di quella creativa. Enormi passi avanti si stanno compiendo nelle biotecnologie, nella conquista dello Spazio anche con obiettivi economici, nelle tecnologie energetiche pulite, nella gestione del denaro e nella forma stessa del denaro. Tutto ciò ha la potenzialità di aumentare, finalmente, la produttività del lavoro, che è la forza capace di creare crescita economica e ricchezza”.
 
Sebastiano Messina, la Repubblica
Su Repubblica, con Sebastiano Messina, si parla della “farsa e del dramma” dei commissari calabresi: “Nel pieno del dramma Covid, la più povera delle terre del Sud – scrive - è passata dalla tragedia della morte della governatrice Santelli alla farsa dei tre commissari governativi della Sanità. Abbattuti – anzi abbattutisi da soli – nel giro di dieci giorni, uno dopo l’altro. Con lo stesso Strada che ha aspettato invano una nomina che non arrivava – anche se adesso Conte ha deciso di inviarlo subito sul campo. a mossa del premier arriva quando il caso Calabria è ormai diventato un terremoto politico, con epicentro Palazzo Chigi. Perché è stato proprio il presidente del Consiglio ad aprire la partita, licenziando su due piedi Saverio Cotticelli. E non c’è da stupirsi se ancora una volta l’emergenza Covid sia diventata un pasticcio politico, perché nella sventurata Calabria le mani dei partiti su ospedali, nomine e appalti hanno creato il peggior sistema sanitario d’Italia, come sanno bene i calabresi che infatti, quando si mette male, vanno a farsi curare a Milano, a Padova o a Firenze, visto che a Polistena bisogna aspettare 306 giorni solo per un elettrocardiogramma, come ricordava Giuseppe Smorto qualche giorno fa. Certo, la sorte è stata beffarda. Sembrava che la terra di Bernardino Telesio fosse stata risparmiata dal coronavirus: il 9 marzo, quando il governo decretò il lockdown nazionale, qui c’erano solo nove positivi (contro i 4490 della Lombardia). E ancora qualche settimana fa – era il 30 ottobre – la Calabria fu l’unica regione italiana che la Germania escluse, a sorpresa, dall’elenco delle zone con quarantena obbligatoria. Eppure, cinque giorni dopo essere scampata alla lista nera del governo tedesco, è finita tra le zone rosse del governo italiano. Con questo panorama drammatico sullo sfondo, ci è toccato assistere a scene da commedia all’italiana. La drammaticità della situazione esigerebbe una scelta limpida, la nomina di un commissario che abbia l’autorevolezza e la competenza necessari non per bonificare la sanità calabrese – impresa che richiederà non anni ma decenni, se mai verrà avviata – ma per assicurare agli incolpevoli cittadini di questo sventurato Sud i mezzi per affrontare con dignità e speranza l’offensiva del coronavirus. Ora Conte promette una nomina meditata. E tutti speriamo che il governo, dopo aver sbagliato tre volte, non commetta l’errore numero quattro”.
 
Flavia Perina, La Stampa
Flavia Perina sulla Stampa si sofferma sulle parole del presidente della Repubblica che ha invitato tutti a mettere da parte liti e polemiche prima che sia troppo tardi. “A chi parla il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quando ricorda alle istituzioni il dovere di non dividersi e di non dividere l’Italia? Alla politica, di certo. Ai partner di governo, alle forze di opposizione, ai Governatori ribelli, ai sindaci scontenti, alle parti sociali in agitazione. M a anche – forse soprattutto – all’Italia normale, che da giorni assiste stupefatta alle teatrali lacerazioni nella macchina dell’emergenza Covid, aspettando segnali di normalizzazione che non arrivano. Il Quirinale parla all’Italia che aspetta vanamente al telefono una risposta della Asl o del dottore di famiglia. Ai genitori degli studenti senza scuola quasi da un anno. Ai lavoratori che già si sanno licenziati. Agli anziani spaventati come Olga e Vincenzo, 63 anni di matrimonio, morti ieri nello stesso ospedale milanese dopo aver atteso per giorni in casa una diagnosi e una cura. A tutti cerca di prospettare una speranza semplice: quella che il Paese ritrovi la capacità di fare fronte comune nella tempesta, accantonando lo spirito di parte, o peggio di fazione, che nelle ultime settimane ha preso il sopravvento tra i decisori della crisi. Il messaggio del presidente Mattarella, ora, ricorda a tutti gli attori della lotta alla pandemia le loro responsabilità, prima tra tutte quella di presentare un fronte solidale, se non unitario, nella reazione alla eccezionale catastrofe che ha colpito noi come tutto il mondo. Il virus è già, per sua natura, un agente di caos sociale e di divisione tra giovani e anziani, garantiti e precari, lavoratori pubblici e privati, uomini e donne, ricchi e poveri: evitare di moltiplicarne gli effetti con la zuffa continua tra istituzioni sembra, davvero, il più elementare dei doveri”.
 
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