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Altro parere

Prima donne e bambini?

Redazione InPi¨ 16/11/2020

Altro parere Altro parere Antonella Marani, Avvenire
Su Avvenire, Antonella Marani si sofferma sulla gestione della scuola durante la pandemia e sui risvolti che questa ha per donne e bambini: “Si allunga la lista delle Regioni italiane in cui le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse per alcune settimane. Un passo – scrive - ben oltre ciò che prescrive il Dpcm del 3 novembre, che ‘salva’ l’insegnamento in presenza per le elementari e per la prima media. In cinque Regioni italiane invece i portoni di tutte le scuole, nessuna esclusa, nei prossimi giorni resteranno sbarrati, benché senza incontrovertibili dati scientifici che attribuiscano la responsabilità dell’aumento dei contagi alla frequenza scolastica, prova ne siano la Francia e la Germania dove, con gli studenti in classe, la curva comincia a scendere. Ma c’è un altro aspetto sul quale non ci si è soffermati a sufficienza, forse perché considerato – a torto – un risvolto "privato" della questione apertura/chiusura delle scuole. Se anche gli alunni più piccoli restano a casa in didattica a distanza, di conseguenza le famiglie hanno il compito di accudirli e di accompagnarli nello studio. Dal primo lockdown sappiamo com’è andata, cioè che le madri lavoratrici sono state le più penalizzate. Anche i padri sono stati coinvolti, non c’è dubbio, ma le madri di più. Nella seconda ondata, le lavoratrici italiane (così come quelle di quasi tutti i Paesi europei in cui le scuole sono rimaste aperte) si erano illuse di essere risparmiate da questa immensa fatica. Non a tutte è andata bene. E forse non è un caso che a optare per la chiusura completa delle scuole siano quattro Regioni del Sud Italia in cui il tasso di occupazione femminile è sensibilmente inferiore alla media nazionale. È come se si approfittasse di una situazione di fatto – il gran numero di donne inoccupate – per rendere apparentemente meno ‘dolorose’ le conseguenze di una misura assai più drastica di quelle messe in campo dal Governo. Se si crede che il disequilibrio di genere nel mondo del lavoro sia un reale handicap per la crescita dell’Italia, è importante che i segnali siano inequivocabili, da Nord a Sud. Anzi, soprattutto al Sud. La chiusura totale delle scuole, per quanto decisa in una situazione di grande preoccupazione, è una dimostrazione del fatto che il sovraccarico nel migliore dei casi e la disoccupazione o la sottoccupazione nel peggiore, per qualcuno non sono un problema per risolvere il quale val la pena impegnarsi in via prioritaria anche in tempi di crisi, ma addirittura possono diventare una discutibilissima ‘risorsa’ da sfruttare”.
 
Mattia Feltri, La Stampa
“La famosa regola dei vent’anni – quelli necessari alla sinistra per comprendere le cose del mondo, ricredersi e noncurante riposizionarsi – nell’eccezionale circostanza del Cavaliere Nero ha richiesto un supplemento d’indagine”. Così Mattia Feltri nel suo Buongiorno sulla Stampa descrive le piroette a sinistra verso Berlusconi: “Stavolta ce ne sono voluti ventisette e – e al termine di una settimana in cui Nicola Zingaretti ha calorosamente accettato la mano tesa di Silvio Berlusconi, e il Parlamento ha protetto dalle grinfie straniere le sue aziende, e cioè Mediaset, l’ex arsenale del conflitto d’interessi – la più smagliante testa del Pd, quella di Goffredo Bettini, ha sollecitato il governo ad accogliere i contributi «delle forze politiche consapevoli e democratiche» e a richiamare al suo interno «le energie migliori». Si chiama rimpasto ma che vuoi, la politica ha i suoi arzigogoli. È invece delizioso come l’ex sdoganatore di fasci e secessionisti, l’ex capo della mafia, l’ex avvelenatore del buon ordine costituzionale, l’ex monarca della tangente, l’ex pedofilo eccetera venga d’improvviso accolto nel circolo di velluto delle migliori forze democratiche. Solo lui, infatti, può aiutare a contenere le balordaggini dei populisti e l’offensiva dei sovranisti, e a salvare la baracca. Guarda un po’, quello che fa dal 1994. Combinandone di tutti i colori, per carità, ma proprio alleandosi con Msi e Lega condusse l’uno e l’altra dalle ridotte di Valtellina e Padania alle paludate dinamiche repubblicane. Si trattò, precisamente, di un’operazione democratica e delle migliori. Ci fossero arrivati prima, forse ci saremmo risparmiati Salvini e Grillo. Vabbè, pazienza. Con ritardo sul ritardo, ma benvenuti”.
 
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