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Altro parere

La trappola dello scontro di civiltÓ

Redazione InPi¨ 30/10/2020

Altro parere Altro parere Alberto Negri, il manifesto
Sul manifesto Alberto Negri scrive che a Nizza è scattata nel sangue la trappola dello scontro di civiltà. All’indomani dell’attentato nella città francese (tre persone uccise da un terrorista islamico di origini tunisine), c’è il pericolo che dal vaso di Pandora dilaghi, oltre al Covid, quella contrapposizione tra l’Occidente il mondo musulmano che si presta a strumentalizzazioni di ogni genere. L’estremismo islamico tuttavia non nasce dal nulla ma dalla crisi di quei regimi secolaristi che in buona parte erano stati alleati dell’Occidente e si alimenta in maniera esponenziale con gli interventi militari americani e dei loro alleati in Medio Oriente. Nel 2003 gli Usa decisero, sulla scorta di false prove sulle armi di distruzione di massa irachene, di distruggere il regime baathista di Saddam Hussein aprendo la strada ad Al Qaida e poi anche al Califfato. Da lì si è aperto il vaso di Pandora che nessuno ha saputo più richiudere. La Siria e le primavere arabe del 2011 sono state l’ultimo esempio di come l’Occidente e il mondo arabo-musulmano – con le monarchie del Golfo a pompare soldi agli estremisti – abbiano strumentalizzare il jihadismo e il radicalismo islamico. Gli Stati Uniti, su ispirazione del segretario di Stato Hillary Clinton, diedero a Erdogan carta bianca per abbattere il regime di Assad alleato dell’Iran e della Russia. La stessa Francia è stata complice di un piano che ha portato oltre 40 mila jihadisti dalla Turchia alla Siria e ora Parigi deve gestire il ritorno in patria dei jihadisti francesi da Iraq e Siria. Prima del 2015 americani, turchi e francesi erano messi d’accordo a defenestrare Assad con ogni mezzo, anche con i tagliagole islamisti, mentre Parigi, Washington e Londra avevano già fatto fuori Gheddafi in Libia. Questo non è uno scontro di civiltà come si vuol fare credere ma di interessi che erano prima convergenti e poi divergenti.
 
Cesare De Carlo, Quotidiano Nazionale
Anno maledetto, il 2020, scrive Cesare De Carlo sul Quotidiano Nazionale. Tutti i nodi, i nostri errori, presunzioni, convenienze sembrano essere arrivati al pettine. E così nel pieno della pandemia, di una crisi economica e di una disoccupazione epocali, di una privazione delle nostre libertà senza precedenti dalla metà del secolo scorso, ci ritroviamo di nuovo alle prese con il terrorismo. Non un terrorismo anonimo come ci dicono le anime belle, ma un terrorismo che ci ha dichiarato la guerra santa e che va chiamato con il suo nome, terrorismo islamico o terrorismo islamista nell’accezione più morbida. E che è in casa nostra (l’accoltellatore di Nizza era un tunisino sbarcato a Lampedusa). Chi se ne ricordava? Laggiù in Medio Oriente, dopo tante gole tagliate, avevamo sconfitto l’Isis, ucciso il ‘’Califfo’’, liberato quelle popolazioni dal ricatto fondamentalista. I foreign fighters sopravvissuti, le loro spose convertite, i figli del fanatismo erano ritornati in quell’Europa che odiano e che aveva accolto i padri e i padri dei padri. Anche il tempo dei cani sciolti sembrava finito. E invece i fatti francesi ci riportano alla realtà. Non basta combattere il terrorismo. Non bastano la prevenzione, l’Intelligence. Né tanto meno gli appelli a rispettare valori che per essere nostri non sono meno universali. Sono proprio quei valori, sono le nostre leggi laiche all’origine della predicazione ostile degli Iman radicali. I più moderati vi diranno di condannare la violenza ma anche le offese al loro profeta. Dunque, se così è, il governo francese se l’è cercata. Non avrebbe dovuto consentire la ripubblicazione di Charlie Hebdo. Ma il punto è proprio questo. Quelle vignette hanno la presunzione di essere satiriche. A mio giudizio sono solo banali, se non addirittura stupide. Ma in un sistema libero chiunque ha il diritto di essere stupido. Possono capirlo i predicatori dell’odio? Ovviamente no. Lo può capire quell’Erdogan che ha riportato la Turchia indietro di cent’anni? Nemmeno. Ataturk si rivolta nella tomba.
 
 
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