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Giuseppe cambi o i forconi arrivano a palazzo

Redazione InPi¨ 28/10/2020

Altro parere Altro parere Vittorio Feltri, Libero
Su Libero Vittorio Feltri esorta il premier Giuseppe Conte a cambiare rotta oppure i forconi arriveranno a Palazzo Chigi. Ormai la quaglia è volata via e Giuseppe Conte non la potrà prendere più, scrive Feltri. Egli ha perso la testa come succede a tutti quelli che non ce l’hanno. L’Italia si arrovella nel tentativo vano di capire per quale arcano motivo di giorno, magari in metropolitana, non ci si contagia mentre dopo le ore 18 il virus si risveglia e comincia a mietere vittime. Altro mistero. Dicono i soloni del governo che ci si impesta in famiglia. Grazie al cavolo. Se mio figlio di 18 anni si reca in giro a fare il pirla con gli amici e si becca il Covid, poi torna a casa e ce lo rifila, ovvio che le mura domestiche diventano un allevamento intensivo del Corona. Ma allora bisogna precisare che è meglio andare a spasso piuttosto che ritirarsi con i propri cari nel tinello in cui il morbo va a nozze. Il premier ha smarrito la sinderesi e gli converrà recuperarla in fretta se desidera rimanere a Palazzo Chigi a combinare una casino dopo l’altro. Il più folle dei quali colpisce a morte esercenti e commercianti, che hanno speso l’anima di chi ti è morto per sanificare i loro locali onde poterli far funzionare e ora gli tocca abbassare le serrande quando le galline si ritirano nel pollaio. Ignoro chi siano i consiglieri del premier foggiano, tuttavia ho l’impressione che egli li abbia reclutati in una clinica psichiatrica, reparto inguaribili. L’unica cosa che si raccomanda al presidente del Consiglio è di correggere, o meglio cancellare, il suo ultimo decreto che condanna il Paese a fare una vita grama. Le tensioni sociali, infatti, iniziano a dilagare e c’è il pericolo che sfocino in qualcosa di peggiore: il popolo incazzato fa la rivoluzione senza guardare in faccia nessuno. Va via di forconi e di legnate secondo antiche e consolidate abitudini.
 
Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano
Sul Fatto Quotidiano Marco Travaglio difende il governo Conte. Ed evidenzia come l’Europa sia oggi un lazzaretto di Paesi che, per numero di contagi in rapporto agli abitanti, stanno quasi tutti come noi (Germania, Danimarca, Lussemburgo, Ungheria, Bulgaria) o peggio di noi (Spagna, Francia, Belgio, Regno Unito, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia, Croazia, Romania). Invece, dall’aria che tira in Italia, si direbbe che il nemico sia il governo. E solo quello italiano, anche se naviga a vista sui dati del giorno proprio come tutti gli altri governi del pianeta, chi meglio (pochi) e chi peggio (molti). La curva dei positivi è impetuosa e inarrestabile quasi dappertutto: per fortuna non corrisponde a quelle di morti e malati. Ma basta a stressare i sistemi sanitari, anche quelli meglio organizzati. La ricetta miracolosa non ce l’ha nessuno: le misure di Conte sono molto simili a quelle di Merkel, Macron, Sánchez eccetera. Col raddoppio settimanale dei contagiati, che rendono impossibili i tracciamenti e premono sui pronto soccorso e gli ospedali anche se non ne hanno bisogno, e con i malati che riempiono sempre più i reparti Covid e le terapie intensive, c’è poco da fare. Anche se il governo fosse stato perfetto, le Regioni avessero usato i fondi e i mezzi inviati dal governo e nessuna avesse riaperto le discoteche d’estate, il sistema reggerebbe magari due-tre settimane in più: ma poi collasserebbe ugualmente sotto il peso inesorabile dei numeri. Si può discutere – e l’abbiamo fatto – su ristoranti, bar, cinema e teatri. Ma ora è fondamentale far funzionare la cura per risparmiarci un altro lockdown totale (quelli locali sono inevitabili). Quindi ben venga il ritorno della conferenza stampa della Protezione civile per spiegarci come leggere i dati. La pandemia è un fatto fisiologico e inarrestabile, almeno fino al vaccino, o alla cura, o all’immunità di gregge.
 
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