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Altro parere

I giovani traditi dalla politica

Redazione InPi¨ 27/10/2020

Altro parere Altro parere Davide Rondoni, Quotidiano Nazionale
Sul Quotidiano Nazionale Davide Rondoni critica aspramente la decisione del Governo di imporre la didattica a distanza alle superiori e all’Università. “Il governo sa bene che i dati ufficiali dell’età media di vittime della epidemia indica 82 anni. E perché invece di proteggere quelle fasce, si chiudono i ragazzi in casa davanti a un pc? E’ giusto che paghino loro la crisi organizzativa del sistema sanitario? E’ intelligente far pagare errori remoti e recentissimi a coloro che dovranno rappresentare la spinta futura del Paese? Si ha l’impressione di un desiderio di dissolvimento nella parte più anziana al comando del Paese. Come se odiassero la gioventù, non scommettessero sul futuro dell’Italia. A parole tutti insistono sulla centralità dei giovani. Poi si dimenticano di pensare a ciò che serve a loro in questo periodo difficile, cioè scuola vera, università vera, trasporti, luoghi di ritrovi sicuri. Si obietterà: è solo un mese. Ma si tratta di un mese dopo altri mesi in cui questi nostri ragazzi hanno vissuto la primavera e l’amicizia dalla finestra e dallo schermo, e il messaggio che arriva dritto è: siete voi il problema. Invece non è vero. Il rischio forte che i nostri giovani si sentano presi in giro non ce lo possiamo permettere, perché è di loro che ci sarà bisogno. Occorrerà gente non demotivata per rifare l’Italia. Ammesso che la si voglia rifare. La botta di stanchezza emotiva e di difficoltà oggettive che si sta abbattendo sui ragazzi è l’investimento peggiore. Non solo sull’istruzione ma su tutti quei piccoli lavori nei bar e nei locali che permettevano a molti di dare una mano in famiglia. Ci si augura che verranno sostenute le tante aziende in difficoltà, ma non esiste un risarcimento adatto alla sfiducia. Non esiste soprattutto se dovuta alla menzogna”.
 
Claudio Cerasa, Il Foglio
Un editoriale nelle pagine interne del Foglio, non firmato e quindi attribuibile al direttore Claudio Cerasa, offre una doppia luce di speranza nella lotta alla pandemia. “Difficile in questi giorni vederla, ma la piccola luce in fondo al tunnel ieri si è fatta strada nel buio per due volte. La prima, quando da Londra è giunta la notizia che il vaccino messo a punto dall’Università di Oxford con l’azienda Irbm di Pomezia, giunto alla terza fase di sperimentazione, ha generato una forte risposta immunitaria negli anziani. E’ il vaccino di cui l’Italia avrà a disposizione due-tre milioni di dosi. Si attende la fine della sperimentazione, poi la parola passerà alle agenzie regolatorie per la validazione, che potrebbe avvenire entro la fine del 2020. E se è vero che all’inizio la vaccinazione riguarderà le categorie a rischio, in qualche mese si potrebbe estendere al resto della popolazione. «Non potete immaginare quanto buona sia questa notizia», ha twittato ieri il sempre prudente Roberto Burioni. Poi, a illuminare il momento di tensione e rabbia, ci sono le parole di Sergio Mattarella. «Siamo impegnati «in una battaglia difficile contro un virus temibile e in parte ancora scarsamente sconosciuto», ha detto il presidente, e questa condizione «ci mostra ancora meglio quanto grande sia il valore della ricerca». Il domani: questo sembra mancare ora, nel momento in cui è difficile dare una data di scadenza all'inquietudine e alla paura. «Mai smettere di pensare al futuro», è stata l’esortazione di Mattarella. Come? Intanto, si può continuare a fare ricerca sulle malattie che in parte sono state sconfitte anche se sembrava impensabile, e cominciare a pensare di poter vincere, uniti, anche questo nemico che pare impossibile da battere. «Sapevano i pionieri che l’umanità avrebbe vinto». E’ la lezione di ieri che vale per oggi, e per un attimo è bello alzare lo sguardo oltre le polemiche, i dubbi e i bollettini”.
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