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Altro parere

La colpa del contagio Ŕ sempre degli altri

Redazione InPi¨ 16/10/2020

Altro parere Altro parere Vittorio Macioce, Il Giornale
Vittorio Macioce critica sul Giornale l’atteggiamento – assai diffuso a suo avviso tra gli italiani – di dare sempre la colpa agli altri per la diffusione del virus.  Non importa neppure sapere chi siano veramente. Non servono nomi e cognomi. La colpa è generica e il presunto colpevole indefinito. È la folla. Sono gli italiani o i soliti brutti, sporchi e cattivi, quelli con il marchio doc. È il vicino di casa, di sedia, di scrivania, di tavolo o quello che al tavolo del bar aspetta che si raffreddi il cappuccino. È quello che corre, cammina, balla, porta a spasso il cane e la notte si dà alla pazza gioia, sognando orge con altre sette persone o giocando a tombola. L’unica difesa contro il Covid allora sta diventando questa: puntare il dito. È una difesa facile. Siccome gli altri sono indefiniti nessuno sbaglia e ognuno si toglie di dosso le proprie responsabilità. È il sentimento degli italiani e il governo lo sta incarnando alla perfezione. Il ministro dei Trasporti dice che il virus non si trova su autobus, treni o aerei. Andrà a piedi. Il ministro dell’Istruzione assicura che nelle scuole il virus è assente. Sarà ignorante. Se ci fosse un ministro delle discoteche, e magari c’è, giurerebbe che il virus balla da solo. Il ministro della Salute ha detto che il virus è in casa ed era pronto a sguinzagliare la polizia. Fortuna che i poliziotti oltre ad avere anche loro una casa hanno il senso della Costituzione. Il più furbo di tutti però è sempre il premier. «Non escludo un lockdown a Natale. Molto dipenderà dal comportamento dei cittadini». Questo sangue non ricadrà su di me. La responsabilità politica è dei cittadini. Stiamo arrivando a una strana democrazia, dove il governo vota per scegliere gli elettori. Tutto il tempo perso in questi mesi? È colpa degli altri. È questa la fortuna di Giuseppe Conte. È lo specchio di questo Paese. «Anche se vi sentite assolti siete lo stesso coinvolti».
 
Davide Rondoni, Quotidiano Nazionale
Il Paese miope che volta le spalle ai giovani. Sul Quotidiano Nazionale, Davide Rondoni rimarca come in Italia – nonostante i recenti appelli di Mattarella e Mario Draghi per tutelare i più giovani di fronte all’emergenza – sarà proprio la generazione dei ventenni che pagherà più di tutti lo sconquasso economico provocato dal virus cinese, tanto che esiste un documento firmato da eminenti personalità mondiali che richiama l’attenzione a non far pagare il costo del Covid ai giovani del pianeta. Di certo, da noi lo stanno già pagando. I contratti a termine che sono saltati o stanno saltando in molti settori interessano lavoratori giovani e studenti lavoratori, la paralisi dell’economia rende più difficile le entrate nel mondo del lavoro dei più giovani. Così come per beghe politiche salta il voto ai diciottenni per il Senato. La situazione sta tarpando le ali a loro, anche per l’esperienza tra grottesco e mesto del fare scuola e università in questo modo, estremo segno di crisi educativa, o l’accanimento sui giovani e i loro ritrovi come se fossero untori. Interessano davvero i giovani o altro? Molti di loro si chiedono perché il trattamento di cassa integrazione o d’aiuto, chiamiamolo così, alle partite Iva non abbiano privilegiato fasce di età più giovani. O perché si vuole dare l’idea che il virus circoli meglio dopo mezzanotte, chiudendo locali o stringendo cinema e teatri in una morsa di regolamenti a cui sfuggono ad esempio gli aerei della compagnia nazionale. Senza contare i dati impietosi di Istat sul calo della popolazione giovane nel Paese, a cui non è vero che rimediano gli immigrati. Insomma, se il Presidente si aspetta, come ripete, una ripresa del Paese come nel dopoguerra, tenga conto, come sa bene, che allora c’erano più giovani e si puntò su di loro. Non solo a parole.
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