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Altro parere

Questi debiti da rimettere

Redazione InPiù 15/10/2020

Altro parere Altro parere Leonardo Becchetti, Avvenire
Rispetto alle preoccupazioni per l’aggravio di debito pubblico necessario per far fronte alla crisi Leonardo Becchetti su Avvenire invita a cambiare radicalmente approccio. “La pandemia ci ha proiettato violentemente fuori dai sentieri macroeconomici convenzionali e molti economisti ragionano su vie d’uscita altrettanto non convenzionali dalla crisi. Le Banche centrali, in realtà, sono su percorsi non convenzionali da tempo. Una vecchia proposta ‘radicale’ è quella del piano Padre (Politically Acceptable Debt Restructuring in the Eurozone), formulato dagli economisti Pierre Paris e Charles Wyplosz, secondo la quale la Bce potrebbe acquistare il debito oltre il 60% del Pil di ciascun Paese membro e trasformarlo in titolo irredimibile a tasso zero. La proposta non comporterebbe effetti inflazionistici, ma perdite ingenti sul bilancio Bce colmate nel tempo coi proventi da signoraggio. Nell’ipotesi avanzata lo scorso marzo da Giavazzi e Tabellini sarebbero invece gli Stati membri a emettere titoli irredimibili per raccogliere risorse per l’emergenza Covid che la Bce dovrebbe impegnarsi ad acquistare. E’ forse arrivato il momento di porre una questione di principio che ruota attorno a queste proposte e all’operato non convenzionale della Bce: non sarebbe ‘giusto’ che la Bce condonasse il debito creato durante il Covid e non sarebbe possibile, più in generale, per la Bce cancellare porzioni di debito pubblico degli Stati nazionali? La risposta è sì, ma la questione è più politica che economica. Parliamo tanto di ripartenza, rigenerazione e siamo tutti preoccupati di come potremo riprenderci con un fardello così pesante sulle spalle. I tempi straordinari che stiamo vivendo – conclude Becchetti - invitano a interrogarsi se non sia il caso di pensare ad una risposta altrettanto straordinaria che potrebbe dare una spinta decisiva alla rigenerazione dell’economia e della società dopo la pandemia”.
 
Alessandro Sallusti, Il Giornale
Il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, auspica la collaborazione tra maggioranza e opposizione per fronteggiare l’emergenza sanitaria e accusa Pd e M5S di non fare abbastanza per ricercarla. “Se le cose si mettono male - e si stanno mettendo male - chi è al governo comanda, chi sta all’opposizione deve collaborare. Non sarebbe questa la prima volta che il «richiamo all’unità nazionale e al senso di responsabilità», da generica e retorica enunciazione, diventa fatto politico concreto. E’ successo a ogni calamità o dramma nazionale. Chi governa comanda, dicevamo, ma se per sua debolezza è costretto a dover eventualmente contare sulla comprensione delle opposizioni, non può pretenderlo se i partiti della maggioranza non sospendono a loro volta le ostilità. Da tempo l’opposizione sta lanciando segnali di disponibilità a fare fronte comune nella lotta al virus nemico. Non altrettanto si può dire di Pd e M5S. E non mi riferisco soltanto al merito dei provvedimenti che riguardano l’emergenza, ma più in generale a un clima politico che permane inutilmente astioso su tutti i fronti. Che senso ha che il Pd a Roma invochi concordia e poi in Lombardia massacri giorno e notte il governatore di centrodestra accusandolo strumentalmente di ogni nefandezza? Oppure, come fa Conte a chiedere collaborazione a Salvini mentre lo manda vigliaccamente a processo usando la favola giudiziaria del «sequestro di persona» invece che difendere l’operato politico del suo governo che decise all’unanimità il blocco dei porti? Gli esempi sarebbero infiniti, ma ci fermiamo qui per dire che una opposizione deve sì essere responsabile, ma non si può pretendere che sia pure fessa. In tempo di chiusure da Covid, è urgente chiudere anche il ring infetto della politica, l’unica restrizione che farebbe scattare l’applauso di tutti i cittadini, di destra e di sinistra”.
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