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Altro parere

E ora subito il Recovery fund (e pure il Mes)

Redazione InPi¨ 13/10/2020

Altro parere Altro parere Raffaele Marmo, il Giorno
Per poter sperare nella ripresa occorre ricorrere al Recovery Fund ma anche al Mes, subito. Lo scrive Raffaele Marmo sul Giorno: “Alla «ripresa a U» dell’economia nella seconda metà dell’anno o agli inizi del 2021 - osserva - è stato difficile, per non dire impossibile, credere in momenti non sospetti. Ma sarebbe bastato almeno poter fare affidamento su quel «rimbalzo» del Pil tra l’estate e l’autunno più volte pronosticato dal Ministro dell’Economia. I numeri e le previsioni sulla curva dei contagi che abbiamo sotto gli occhi, però, ci fanno temere che, come in primavera, non «andrà tutto bene». Il nuovo clima psicologico dentro il quale, ora dopo ora, stiamo entrando rischia di far deragliare il fragile treno della ripartenza che mese dopo mese, da giugno a settembre, abbiamo cominciato a vedere in cammino. Il Ministro Roberto Gualtieri ha spiegato che le stime del governo sul Prodotto interno lordo, la misura dello stato di salute della nostra economia, scontano l’aumento dei contagi in corso: come dire che nel calcolo erano contenuti sia l’aggravamento della situazione sanitaria del Paese sia gli effetti economici negativi delle pur necessarie nuove misure restrittive per contrastare la diffusione esponenziale del Coronavirus. A frenarci non più i divieti, ma le paure, quella lunga coda psicologica del lockdown dalla quale ci siamo liberati a fatica. Il rischio di oggi è di entrare in una sorta di sospensione della vita sociale e di attesa di ulteriori strette, tali da farci nuovamente contenere nei consumi e nei comportamenti di acquisto. E, del resto, gli economisti ci hanno spiegato il valore delle aspettative e della psicologia di massa nei risultati economici. E, dunque, il problema esiste, eccome. Sarebbe colpevole sottovalutarlo, sarebbe criminale negarlo. E semmai si tratta per Conte e Gualtieri di mettersi all’opera per farvi fronte ed evitare una nuova e fatale fermata dell’economia. Come? Accelerando, come mai prima, sul Recovery Fund e ricorrendo alle risorse del Mes senza se e senza ma”.
 
Claudio Cerasa, Il Foglio
“Non si vive di sola paura” scrive il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, che invita Conte e Zingaretti a imporre una svolta alla loro azione: “Ci sono molte ragioni per essere preoccupati rispetto al decorso della pandemia in Italia (ieri 5.901 positivi, 41 morti e 62 persone in più in terapia intensiva). Ma - sottolinea - ci sono buone ragioni per essere allarmati anche per un altro motivo. Che non c’entra con la diffusione del virus e che c’entra invece con la diffusione di una consapevolezza altrettanto allarmante che potremmo provare a sintetizzare così: l’incapacità da parte del governo di individuare, almeno fino a oggi, una chiave per mettere a fianco alla paura il sentimento di speranza. E nel caso specifico, la speranza non è legata solo alla possibilità di contenere il contagio o alla possibilità di avere un vaccino. Ma è legata anche a un’altra possibilità che chiacchiere a parte non sembra essere una priorità del governo: spiegare in che modo il nostro paese ha intenzione di trasformare il passaggio storico che stiamo vivendo in un’occasione per rivoluzionare l’Italia. E da questo punto di vista, la preoccupazione si moltiplica se ci si pongono alcune domande elementari. Primo: a parte dire di voler spendere i soldi a fondo perduto che arriveranno dall’Europa, e ci mancherebbe, il governo ha offerto o no indicazioni su quali sono le cinque o sei grandi scelte prioritarie per l’Italia del domani, a parte la fuffa della rivoluzione verde? Secondo: a parte dire di voler sostenere le imprese, e ci mancherebbe, il governo ha offerto o no indicazioni chiare sulle misure choc da adottare per trasformare la pandemia in un acceleratore del futuro? Terzo: a parte dire di voler investire sulle infrastrutture, e ci mancherebbe, il governo ha offerto o no indicazioni chiare su quali infrastrutture trasformare nella nuova autostrada del Sole? Quarto: a parte dire di voler ridare fiducia al paese, e ci mancherebbe, il governo ha offerto o no prospettive concrete su come rendere l’Italia un paese più accogliente per gli investitori stranieri? Quinto: a parte dire di voler collaborare con l’opposizione, e ci mancherebbe, il governo, ora che l’opposizione per la prima volta mostra segnali di apertura, cosa aspetta per trasformare i progetti del Recovery plan non in una grande lista della spesa, non nello svuota tasche dei ministeri, ma in una grande vetrina di un nuovo orgoglio italiano? Dare una direzione al governo non solo proteggendo i cittadini dalla pandemia ma anche indicando obiettivi in grado di dare al paese una spinta per ricominciare a sognare. La vera sfida del Pd di Nicola Zingaretti in fondo è tutta qui”.
 
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