Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Una Ue piu' moderna per rispondere alla pandemia

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 13/10/2020

Una Ue piu' moderna per rispondere alla pandemia Una Ue piu' moderna per rispondere alla pandemia Francesco Grillo, Il Messaggero
Vista l’entità della seconda ondata di contagi in Europa, il Next Generation Eu rischia di arrivare in una situazione completamente diversa rispetto al momento in cui fu concepito. Lo sostiene sul Messaggero Francesco Grillo, secondo il quale, “senza neppure aver completato il processo di approvazione delle risoluzioni del Consiglio Europeo, bisogna già ripensare perimetro e distribuzione del progetto, dimostrazione del fatto che la rapidità dei cambiamenti in atto richiede una trasformazione radicale dei meccanismi con cui governiamo le crisi. Certo, i numeri dei nuovi casi sono parzialmente ridimensionati dalla diminuzione dei decessi e delle ospedalizzazioni. Tuttavia, essi prefigurano un impatto devastante: più di centomila casi nuovi in un giorno in Europa significa che si bloccano, al giorno, mezzo milione di persone e rimangono ferme per almeno una settimana. Ci ritroviamo a fare i conti con l’ipotesi che la stagione delle chiusure non sia affatto chiusa; che ondate di lavoratori costretti alla quarantena agiscano come un terremoto dalle scosse continue, destinato a causare cancellazioni, interruzioni di forniture, fratture nelle catene di generazione del valore capaci di rendere tutto più instabile.  E’ evidente che in questo scenario diventa incerta anche la previsione di un rimbalzo a V previsto per il 2021 sulla quale si basa la Nota del ministro Gualtieri. Non c’era un vero Piano B nella proposta della Commissione (anche se si prevedeva una revisione delle allocazioni entro 30 giugno 2022) perché, in realtà, è la strutturale debolezza di un’architettura istituzionale ancora ostaggio delle unanimità che, inevitabilmente, rende quei meccanismi decisionali troppo lenti per rispondere ad un’emergenza. Costruire un’Unione Europea all’altezza della ‘nuova generazione’ – conclude Grillo - impone un ripensamento radicale”.
 
Angelo Panebianco, Corriere della Sera
“Perché la questione del Mes è praticamente scomparsa dai radar politici del Paese?”. Se lo chiede sul Corriere della Sera Angelo Panebianco, secondo il quale è assurdo che nel momento in cui ripartono i contagi non possiamo disporre di una massa di denaro utilizzabile per fronteggiare la nuova sollecitazione del sistema sanitario. "Il movimento «NoMes» – spiega Panebianco - è stato fino ad oggi vincente per tre ragioni. In primo luogo, perché, in politica, quando la razionalità si scontra con l’identità, la razionalità esce di solito sconfitta. In secondo luogo, perché nelle democrazie parlamentari i numeri contano e il partito più forte della coalizione di governo prevale quasi sempre quando è in gioco ciò che esso considera un «valore non negoziabile», ossia qualcosa su cui quel partito ha deciso di giocarsi l’identità di fronte agli elettori. In terzo luogo, perché il partito più debole della coalizione di governo può spuntarla contro tali valori non negoziabili solo se dispone di un potere di ricatto e il Pd non può nemmeno minacciare (credibilmente) una crisi di governo. Ma quali sono le ragioni attuali dell’opposizione 5 Stelle al Mes? Possiamo forse solo dire che la storia pesa. Per molto tempo il Mes è stato per il M5S una specie di bestia nera. Dopo aver a lungo spiegato ai suoi elettori e militanti quanto brutto e cattivo fosse il Mes, diventa poi difficile dipingerlo come bello e buono. Soprattutto se i tanti compromessi hanno intaccato l’originaria purezza ideologica del M5S. Forse chi governa potrebbe trovare qualche gabola che permetta di ricorrere al Mes fingendo di fare tutt’altro. Oppure bisogna lasciar perdere, non pensarci più. In quest’ultimo caso, sarebbe una cosa gentile se il primo ministro dicesse, sull’argomento, qualche parola chiara ai cittadini”.
 
Dario Cresto-Dina, Repubblica
Su Repubblica Dario Cresto-Dina si scaglia contro l’ipotesi, rilanciata da alcune Regioni del Nord, di far ripartire la didattica a distanza alle superiori in modo da contenere i contagi. “Se la più grande saggezza è non avere paura, cominciamo dalla scuola, come ha detto un mese fa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Vo’ Euganeo: «La scuola serve a formare cittadini consapevoli, a sconfiggere l’ignoranza con la conoscenza, a frenare le paure con la cultura». Ora non importa se e chi abbia rimesso sul tavolo delle decisioni l’ipotesi di tornare alle lezioni a distanza nelle superiori ed è normale e prudente che se ne discuta, ma c’è un confine che governo e Regioni devono saper vedere e difendere con le stesse energie dedicate a salute e lavoro ed è quello dell’istruzione - sottolinea l'editorialista di Repubblica -. I numeri dei bassi contagi in classe rappresentano una magra consolazione se messi accanto a un’altra cifra, gli oltre ottantamila insegnanti che ancora mancano, e alle immagini degli autobus carichi di ragazzi pigiati uno sull’altro in quasi tutte le città italiane. Chiudere le scuole a marzo è stato doloroso, l’ammissione di una resa che ha lasciato un segno nell’apprendimento e nella serenità di migliaia di studenti, e madri e padri, perché in classe contano sì i professori ma anche il compagno di banco, il confronto quotidiano con il prossimo, la condivisione di successi e sconfitte, persino le divergenze e le liti. E’ a scuola che mette le radici la società, è a scuola che spesso si trova una seconda famiglia, è a scuola che si impara la libertà con i limiti che ognuno di noi deve accettare per renderla di tutti. Chiuderla un’altra volta, anche se in parte, rischia di essere un errore non più rimediabile”.
Altre sull'argomento
Covid, viva la critica della critica
Covid, viva la critica della critica
Troppi interventi contro le decisioni del governo che fronteggia ...
Teledidattica e pandemia
Teledidattica e pandemia
Se avesse avuto i computer, forse anche Socrate li avrebbe usati
Gli errori e i sacrifici
Gli errori e i sacrifici
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.