Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 04/08/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Salvini: nessuna lite con Giorgia Meloni, il centrodestra marcia unito
 Intervistato da Francesco Storace sul Tempo, Matteo Salvini assicura che non è in lite con Giorgia Meloni e che il centrodestra marcia unito. E sulle polemiche in Veneto sull’autonomia, dice che non c’è alcun rischio per l’alleanza: «Ma guarda, la realtà è che milioni di cittadini hanno detto sì al referendum e chi ci ha fatto perdere tempo sono stati i Cinque stelle. C’è chi in passato ha avuto dubbi ed è naturale che Zaia voglia garanzie». Ma non eravate d’accordo su far marciare di pari passo autonomia e presidenzialismo? «Certo, mica cambiamo idea. Si deve lottare per entrambi gli obiettivi». Se Giorgia Meloni arriva prima di te alle elezioni, torni al Viminale? «Non commento le ipotesi. Tanto decideranno i cittadini e sono certo che la Lega sarà e resterà la prima forza politica del Paese». Che fine fa il partito del Nord? Ieri «Repubblica» ne ha decretato la fine. Dice che non ci sono più iscritti nel settentrione. «Ormai Repubblica ha la stessa attendibilità di Topolino. Fa a gara col Corriere della Sera per chi la spara più grossa sulla Lega. I dati del tesseramento al nord sono invece addirittura superiori allo scorso anno. Hanno scritto balle, come al solito». Ma ti sei pentito di essere andato al governo con i Cinque stelle? «Rivendico quel che abbiamo fatto. E ricordo che accettammo quella sfida con l’ok di Silvio Berlusconi e di Giorgia Meloni...». Un momento, lei dice che non è così. «La realtà è questa e comunque non serve rivangare una polemica. So solo di essere fiero dei risultati ottenuti e che dovrebbero essere considerati comunque come patrimonio comune del centrodestra: da quota 100 alla flat tax per le partite Iva, dalle politiche di contrasto agli sbarchi e all’immigrazione clandestina, dalla legittima difesa al codice rosso a tutela delle donne vittime di violenza»
 
Virginia Raggi: Roma non avrà mai un museo del fascismo
Roma non avrà mai un museo del fascismo. Lo ribadisce la sindaca della capitale Virginia Raggi, in una intervista a Stefano Costantini su Repubblica. Ieri la sindaca ha bloccato e bocciato una mozione presentata da tre esponenti del M5S (la sua stessa formazione), dopo che già era insorto in città il fronte antifascista e la comunità ebraica in particolare, pronti a fiutare il pericolo di un’operazione che avrebbe potuto innescare una reazione contraria alle intenzioni: non sfatare falsi miti, come dicono i proponenti, «ma favorire revisionisti e negazionisti», come ribatte invece Raggi. Per questo dopo l’appello-protesta di un gruppo di intellettuali animati da Luigi Manconi, capito il rischio, la sindaca ha sconfessato l’operazione. È l’iniziativa un po’ ingenua di tre consiglieri o fuoco amico sulla sindaca? Un attacco sulla strada della sua ricandidatura al Campidoglio nel 2021? «Ma no, io vedo solo il tentativo di provare a ragionare su questo drammatico periodo storico». Il risultato però è stato un disastro. «Infatti, diciamo che l’esito non è stato coerente con le premesse. Si rischiava l’effetto contrario: celebrare le pagine più tristi della storia italiana». Sapeva dell’iniziativa o i tre consiglieri 5 Stelle si sono mossi autonomamente? «Appena ho letto la mozione sono intervenuta e ho parlato con Gemma Guerrini: lei è stata subito d’accordo a ritirare la mozione». Roma non ha bisogno di un museo del fascismo, questo le ha spiegato? «Roma è orgogliosamente antifascista e con i fatti l’ho dimostrato in questi anni». Perché ancora oggi ritiene sia importante l’antifascismo? «Vede, in particolare in questo momento storico i valori dell’antifascismo sono fondamentali. Proprio in una situazione come quella creata dagli strascichi del Covid, che hanno creato sacche di povertà, è importante vigilare su chi soffia sul fuoco della disperazione. Dobbiamo fermare i pifferai magici che strumentalizzano le necessità dei più deboli».
 
Il virologo Palù: conviveremo per generazioni con il coronavirus
«II sospetto che il Sars-Cov-2 non sia naturale non è un’eresia. Contiene innesti che possono arrivare dagli animali, ma anche dall’uomo»: è quanto afferma Giorgio Palù, 71 anni, professore emerito all’Università di Padova ed ex presidente della Società europea di virologia, intervistato sulla Stampa da Francesco Rigatelli. Palù sta scrivendo un libro sui misteri del coronavirus: «Non va dimenticato che viene dalla Cina, che è stato taciuto per mesi con la disattenzione dell’Oms e che anche nel 2002 per Sars-Cov-1 i cinesi stettero zitti a lungo». E ora cosa sta succedendo? «Che come nei fenomeni fisici la pandemia si sparge da est a ovest e da nord a sud, attenuandosi col caldo e riemergendo col freddo. È un coronavirus che infetta la specie umana destinato a durare per generazioni. Ha una mortalità del 3,8 per cento contando i positivi al tampone, ma dell’1, 5 se si calcolano tutti i contagiati. Lo scenario probabile è che rimanga senza diventare più virulento, coesistendo con l’uomo fino al vaccino o a un farmaco specifico. Questo non vuol dire che possiamo dormire sonni tranquilli». Come va inquadrato il ritorno dei contagi? «Sono episodi preoccupanti della lunga fase discendente della curva. Si tratta di focolai che fanno crescere i numeri, con un tempo di replicazione di tre giorni, dovuti all’immigrazione e in alcuni casi autoctoni. Vengono dall’Africa, dai Balcani e dal Brasile. Tutti questi casi sono in gran parte asintomatici e in media under 40. Solo il 5 per mille finisce in rianimazione e rischia la morte, sopra i 75anni». Per il professor Galli c’è più virus in Italia di quanto ne arrivi dall’estero. «Lui è un infettivologo, io un virologo e parlo di dati per cui i contagi dall’estero risultano rilevanti. C’è chi drammatizza e chi minimizza, io non faccio il tifo».
 
 
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.