Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 03/08/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Zampa: Sbagliato fare cassa togliendo i divieti a bordo dei treni
E’ sbagliato cercare di fare cassa togliendo i divieti di distanziamento a bordo dei treni. Lo afferma la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, intervistata da Alessandro Di Matteo per La Stampa. e vi trovate a discutere con regioni come Lombardia e Liguria che danno l’ok al pieno utilizzo dei posti su autobus e metro... «Mi ha colpito molto questo atteggiamento. La situazione è sotto controllo, i numeri sono assolutamente rassicuranti. Ma al tempo stesso in molti Paesi europei c’è una ripresa e anche da noi rimangono focolai che ci ricordano l’importanza di rispettare regole di comportamento. C’è un aspetto sottovalutato da queste Regioni: che quei treni verranno riempiti, mi aspetto che le persone abbiano paura. Se l’intento è fare il tutto esaurito per fare cassa, secondo me hanno sbagliato i calcoli. E mi colpisce non si comprenda proprio in una regione come la Lombardia, che ha pagato caro il fatto di essersi fermata molto meno di altre regioni anche durante il lockdown». Il governo interverrà sulle Regioni? «Il governo presterà molta attenzione, contando sul fatto che le Regioni saranno come sempre collaborative. Guarderemo con attenzione i dati ed eventualmente si decideranno nuove misure, se i dati lo dovessero richiedere. Sperando ovviamente che non sia necessario. Vorrei ricordare dopo le ferie ci sarà la riapertura delle scuole e al governo attendiamo con una certa apprensione di verificare quale sarà l’impatto sui contagi». Temete la riapertura delle scuole? «Non siamo preoccupati di quello che potrà accadere dentro le scuole, gli studenti saranno molto tutelati. L’incognita è la movimentazione che la riapertura porta con sé: appunto le metro, i bus... Per questo dico che nelle Regioni si poteva avere il buonsenso di attendere almeno 15 giorni dalla riapertura delle scuole per permetterci di misurare egli effetti. Piuttosto, mettano più treni, non si metta a rischio la salute pubblica. Io credo sia necessario un pronunciamento del Comitato tecnico scientifico sul trasporto scolastico, e sono convinta che la ministra De Micheli ne sia perfettamente consapevole e si stia attivando per garantire la massima sicurezza come fatto per le aule».
 
Toti: Con questa stretta l’Esecutivo sbaglia, non c’è nessuna emergenza
«Mi sembra che questo governo continui con una strada e una metodologia veramente spiacevole, con un’ordinanza a metà estate che ci riporta alle conferenze stampa notturne senza che vi siano più quelle urgenze di drammaticità». Lo afferma il governatore della Liguria, Giovanni Toti, intervistato da Marco Galluzzo per il Corriere della Sera. Come presidente della Liguria condivide la stessa posizione dei suoi colleghi di Lombardia e Friuli Venezia Giulia: l’ordinanza del governo sul distanziamento nei treni nazionali «non sta in piedi, crea allarme ingiustificato, è sbagliata nel merito e nel merito». Ma ci sono esigenze di prevenzione che sono cambiate, i dati del contagio sono in risalita. «Non ce n’è nessuna e l’ordinanza è arrivata senza alcun confronto in una materia che è palesemente in una materia concorrente, e francamente questo atteggiamento è inaccettabile. Se questo Paese è ripartito è soprattutto merito delle Regioni che si sono prese le responsabilità di scrivere le linee guida, in una notte drammatica che ancora tutti ricordano». Vi accusano di sottovalutare la situazione. «Nessuno sottovaluta ma non si può gridare al lupo al lupo al minimo allarme, in questo momento in Liguria ci sono 20 ricoverati di media intensità di cura e zero persone in terapia intensiva. In questo momento non esiste alcuna allerta a livello clinico e ospedaliero e i numeri dei positivi al Covid dipendono, come ho sentito sostenere anche da Zaia, dalla migliorata capacità di tracciare i contagi. Francamente in un Paese che sta cercando di rialzare la testa non si possono fare dei passi indietro in modo affrettato, unilaterale e allarmistico». Però l’ordinanza del governo ha alle spalle le raccomandazioni del Cts. «Ma il Cts fa il suo mestiere, e talvolta credo debba anche ribadire la sua esistenza in vita, la politica ne fa un altro, che è quello di trovare una mediazione fra le esigenze di controllo del virus e quella altrettanto importante di riportare il Paese alla normalità, direi che tra contagiati e crollo del Pil la politica debba fare una mediazione, non possiamo essere governati dal Cts». Quindi lei non fa nessun passo indietro? «Non ci penso nemmeno, i dati clinici che fra l’altro raccogliamo noi mi dicono che oggi non c’è alcuna emergenza, e parlo della Liguria ma anche del resto del Paese. Nessuno sta dicendo che il Covid non esiste più, non facciamo confusione con il negazionismo, ma bisogna anche tenere conto dell’emergenza senza precedenti sociale ed economica».
 
Mauri: Sui migranti niente lezioni dal M5S, con la Tunisia serve il dialogo
Sui migranti il Pd non prende lezioni dal M5S. Con la Tunisia serve il dialogo. Lo afferma il vice ministro agli Interni, Matteo Mauri, intervistato da Giovanna Vitale per la Repubblica. Viceministro Matteo Mauri, il Pd è d’accordo con la linea dura di Di Maio sui migranti, che prevede di fermare gli sbarchi mediante il sequestro e l’affondamento dei gommoni per impedire la partenza dei tunisini diretti in Italia? «Il Pd ha una linea molto chiara. Non ha bisogno di prendere lezioni da altri, nemmeno sul rispetto rigoroso delle regole. Noi siamo per mettere in campo una nuova politica dell’immigrazione. Togliendo di mezzo propaganda e isterie utili solo a chi prova a strumentalizzare il fenomeno». In verità ci provate da un anno e con scarsi risultati visto che i decreti Salvini sono tuttora in vigore. «ll testo base per le modifiche era già pronto a febbraio. Appena dopo il lockdown siamo ripartiti e abbiamo trovato l’intesa. Cosa non scontata visto il tema complesso. Che noi pensiamo si debba affrontare rivedendo completamente la Bossi-Fini e azzerando tutti gli effetti pericolosi dei decreti Salvini. Leggi che producono solo illegalità e insicurezza, annullando ogni possibilità di ingresso regolare e condiviso da Paesi con cui invece si potrebbero fare accordi sui flussi. È il motivo per cui abbiamo dovuto fare una regolarizzazione, che ha già superato le 150mila domande, così come sono stati costretti a fare per ben tre volte i governi a guida Berlusconi con la Lega in coalizione». Condivide la mossa del ministro degli Esteri — non concordata con il Viminale — che minaccia di bloccare i fondi per la cooperazione in mancanza di impegni chiari su blocco delle partenze e rimpatri? «La Tunisia vive una crisi economica senza precedenti che sta spingendo anche la classe media a imbarcarsi e a rischiare la vita per cercare fortuna in Europa. Un fenomeno inedito, a cui bisogna rispondere trovando forme nuove ed efficaci di cooperazione. Proprio per questo la ministra Lamorgese è appena stata in Tunisia e ha chiesto un forte coinvolgimento dell’Europa. Non dimentichiamo che i rimpatri verso quel Paese sono numerosissimi. E che, fino a prima del lockdown, non sono mai stati così alti come con questo governo. Ora sono ricominciati e c’è già l’accordo per farli crescere ancora. La Tunisia è uno dei Paesi con cui il dialogo è più avanzato, mi sembra utile continuare a lavorare su questa strada». La sensazione è che tra M5S e Pd non ci sia unità di vedute. È stato da ultimo Di Battista a dirsi contrario alla modifica dei decreti Salvini, il cui varo in Cdm è stato rinviato a settembre. Finirà come l’accordo sulla legge elettorale: siglato dalla maggioranza e poi non rispettato? «Al tavolo di maggioranza, che ha condiviso cambiamenti profondi alle norme sull’immigrazione, c’è stata una grandissima sintonia tra tutti, a partire di 5S. Non vedo perciò motivi per cui dovrebbero cambiare idea. Il rinvio a settembre non è stata una scelta politica ma tecnica. Visto che un decreto decade se non viene convertito entro 60 giorni, proprio perché ci teniamo, sarebbe stato da irresponsabili vararlo adesso, con davanti la pausa estiva e molti altri decreti da convertire in Parlamento».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.