Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 31/07/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Di Maio: Sbarchi emergenza nazionale, vanno messi fuori uso i barconi
Gli sbarchi di migranti sono diventati un’emergenza nazionale, vanno messi fuori uso i barconi. Lo afferma il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervistato da Emanuele Buzzi per il Corriere della Sera. Luigi Di Maio, lei ha mostrato preoccupazione per la situazione degli sbarchi. In passato ha sposato la linea dura appoggiando il blocco delle navi. Ora? «Vede io vorrei intanto mettere una cosa in chiaro, qui non si tratta di avere una linea dura o meno, non c’è e non deve esserci un approccio ideologico al tema, bensì pragmatico e concreto. La questione degli sbarchi, unita al rischio sanitario con la pandemia è un tema di sicurezza nazionale. Quanto accaduto a Caltanissetta e a Porto Empedocle deve far pensare, i cittadini chiedono giustamente delle risposte e il dovere di uno Stato è darle quelle risposte, lavorando per risolvere il problema alla radice. Le ricordo che abbiamo avuto più di 35 mila morti per il coronavirus e come ho già detto se qualcuno è sottoposto a quarantena non può pensare di violare le regole italiane e andarsene in giro liberamente. Vale per chi ha diritto alla protezione internazionale così come per chiunque altro». Cosa è cambiato allora? «Il momento è molto delicato, lo ha fatto presente anche la ministra Lamorgese. C’è una fase di instabilità politica in Tunisia che sta alimentando gli arrivi verso l’Italia e noi non dobbiamo pensare a come fermare gli sbarchi, ma a come bloccare le partenze. Questo è il nodo che stiamo affrontando già a livello governativo. Anche perché la Tunisia è un Paese sicuro e chi parte per l’Italia viene rimpatriato. Non sarà regolarizzato nessuno. Proprio oggi tra l’altro abbiamo convocato l’ambasciatore tunisino chiedendogli di accelerare i rimpatri e ci ha assicurato che dai primi di agosto ripartiranno (80 a volo). Inoltre abbiamo chiesto maggiore vigilanza a Sfax e sono stati trasferiti due pattugliatori dal governo di Tunisi». Come interverrà il governo? Ha parlato con Conte e Lamorgese? «Si, ci siamo riuniti in questi giorni anche insieme al ministro Guerini. Il piano da avanzare è articolato. Intanto va portato avanti il negoziato per un nuovo accordo in materia migratoria e presto io stesso andrò a Tunisi per affrontare il tema, ma prima voglio i fatti. Bisogna lavorare subito ad un accordo con le autorità tunisine affinché sequestrino in loco e mettano fuori uso barchini e gommoni utilizzati per le traversate, perché le imbarcazioni che stanno arrivando sono di questo tipo qui, cosiddette fantasma, spesso fuggono ai radar. Lo scenario ricorda quello albanese degli inizi del 2000 e allora con il governo di Tirana si cooperò in questo senso, il che contribuì a fermare i flussi. Con Tunisi dobbiamo sperimentare la medesima strada a mio avviso, lavorando naturalmente su più fronti». Quali? «Ad esempio in materia di cooperazione bilaterale, valorizzando gli stanziamenti della cooperazione allo sviluppo: rafforzare le istituzioni locali serve ad offrire possibilità di crescita e sviluppo a chi è in difficoltà e a dargli una prospettiva futura nel suo Paese di origine. Allo stesso tempo, facilitare gli investimenti delle nostre imprese nella regione mediterranea. Ma prima di parlare di questo, ci aspettiamo piena collaborazione sul rafforzamento della cooperazione in ambito migratorio».
 
Catalfo: L’economia verde creerà 500mila posti di lavoro
L'economia verde salverà i posti di lavoro messi in pericolo dalla crisi del coronavirus e creerà 500mila nuovi posti di lavoro. Lo afferma il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo intervistata da Paolo Griseri per La Stampa. Ministra Catalfo, le Borse crollano. Chi investe fa fosche previsioni e vende le azioni delle società. La Bce dice che senza il blocco dei licenziamenti in Italia la disoccupazione sarebbe al 25 per cento. Quando quel blocco finirà, che cosa succederà? «La Bce riconosce la bontà della nostra terapia. Con il blocco e gli aiuti alle imprese, secondo la Uil, abbiamo salvato 5milioni di posti. La nostra disoccupazione oggi è all’8,8 per cento, in Spagna è al 15,3». Bene: abbiamo preso la medicina e la febbre è scesa. Ma la medicina costa e quando finirà la febbre della disoccupazione tornerà altissima. Come evitarlo? «Ci sono settori più penalizzati sui quali intervenire. Penso a turismo, spettacolo, fiere sui quali ho aperto specifici tavoli insieme al ministro Franceschini. Ma da settembre fiere e congressi ripartiranno». Basterà? «No, certo. Servono interventi in profondità. Come il Fondo nuove competenze. E’ pensato per riqualificare i lavoratori. Invece di andare in cassa integrazione, il lavoratore rientra in azienda e il suo orario di lavoro può essere rimodulato: una parte di esso viene retribuito dallo Stato e dedicato a corsi di formazione che consentono lui di accrescere le proprie competenze per dare valore aggiunto all’impresa. E poi stiamo preparando piani per il rilancio del Paese che creano anche nuovi posti di lavoro: investimenti nel digitale, in economia verde, grandi infrastrutture, bonus al 110 per cento già inserito nel decreto Rilancio». Quanti posti di lavoro si creereanno cosi? «Fino a 500 mila solo per i greenjobs».
 
Boschi: Su Open Arms nessun interesse pubblico, Salvini voleva solo strumentalizzare
Sulla vicenda Open Arms da parte di Salvini non c’è stato interesse pubblico ma solo voglia di strumentalizzare. Lo afferma la capogruppo di Italia viva alla Camera, Maria Elena Boschi intervistata da Alessandro Di Matteo per La Stampa. Avete preso tempo perché la richiesta non vi convinceva? «Quando si parla di autorizzazioni a procedere noi non ci fermiamo ai tweet: noi leggiamo i documenti, noi studiamo. L’articolo 96 della Costituzione giustifica un ministro solo se c’è un interesse pubblico preminente. Nelle scelte di Salvini e di Toninelli questo interesse pubblico non c’era: c’era solo il desiderio di strumentalizzare la drammatica vicenda dell’immigrazione». Salvini ha reagito male: preferisce «il silenzio M5s», dice, al comportamento di Renzi... «Che Salvini preferisca i 5Stelle a Renzi è un dato oggettivo: ci hanno persino fatto il Governo insieme. Hanno scritto insieme le leggi sull’immigrazione e i grillini hanno già salvato una volta Salvini. Garantismo non significa che i processi non si fanno, ma che devono seguire delle regole. Non è garantista chi scappa dai processi, ma chi accerta la verità senza ricorrere agli slogan truci del giustizialismo. Le dichiarazioni di Salvini sono sconcertanti: proprio lui parla di garantismo dopo aver sempre giocato la carta del populismo più volgare?». Anche Renzi, però, ha parlato di «deriva venezuelana» chiedendo una riforma della giustizia. Riuscirete a farla con Bonafede, col quale eravate quasi al punto di rottura? «Vorremmo farla con l’intero Parlamento. Questo è stato l’appello di Renzi quando ha ricordato anche ai 5 Stelle che chi oggi spara sentenze potrebbe domani trovarsi in situazioni analoghe. Tocca al Parlamento decidere e sono certa che il Governo abbia tutto da guadagnare da una seria discussione organica sul rapporto tra politica e magistratura». Maggioranza in tilt sulle commissioni. Un messaggio politico, come sostiene Leu? «Alla Camera tutto è andato bene, al Senato no per responsabilità dei fuoriusciti 5 Stelle. I franchi tiratori sono stati soprattutto in commissione Agricoltura al Senato, dove non mi pare ci sia un problema di giustizialismo. Poi il fatto che Piero Grasso non abbia ottenuto i voti, ovviamente, dispiace. Ma non farei saltare una legislatura solo perché Grasso non ha ottenuto una presidenza».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Contundente
Contundente
Costume
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.