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Altro parere

Attenti al lupo

Redazione InPi¨ 29/07/2020

Altro parere Altro parere Giuliano Ferrara, Il Foglio
Sul Foglio Giuliano Ferrara lancia un accorato allarme contro Donald Trump, in campagna elettorale per la rielezione. “Trump è sulla via dell’isteria politica, ha mandato il suo Attorney General al Congresso per promettere legge e manganello, ha istruito i suoi deputati per delegittimare popolo e istituzioni con un battage fazioso e menzognero, provoca le proteste, le eccita, e le reprime con l’uso spregiudicato dei federali, la violenza è diventata il suo brodo di giuggiole, tutte le sue mosse sono sotto osservazione per il loro carattere scopertamente elettorale, ma sono mosse di politica estera, politica di sicurezza e politica domestica in un paese di divisioni mai così radicali, mentre il disastro della gestione della pandemia lo rende sempre più debole e pericoloso. Non avrà la sua Convention, il grande show, non ha dalla sua i sondaggi, per adesso almeno, il suo ego di presidente in carica è ferito, l’uomo è pericoloso perché infantile e carogna, perché circondato di yesman che ha premiato in vario modo con soldi e grazie presidenziali, perché il vecchio Partito repubblicano è ridotto a uno spettro disciplinare e ha già dato prova di considerare chiuso il capitolo della divisione dei poteri costituzionali nel processo di impeachment”. Trump, prosegue Ferrara, “ne può combinare di ogni tipo in una campagna elettorale in cui gli restano ‘solo’ i suoi intatti poteri presidenziali. Ora che la volubile impennata economica lo ha tradito, ora che l’opinione gli volta le spalle per il grottesco negazionismo sanitario, ora che la bolla mediatica del vincente contro il loser si sgonfia come un palloncino, ora diventa fortissimo il rischio che Trump si faccia forte della guerra interna, mentre dilaga l’uso delle manifestazioni armate su fronti contrapposti, e vi sovrapponga azioni da Commander in chief mettendo a repentaglio per esclusivi interessi di bottega la sicurezza nazionale e il sistema di equilibrio mondiale. Attenti al lupo: un animale ferito, che potrebbe tornare nella sua gabbia, è motivo di allarme”.
 
Gad Lerner, Il Fatto Quotidiano
Sul Fatto Quotidiano Gad Lerner nota una contraddizione insanabile nella Lega di Matteo Salvini. “Mentre Attilio Fontana portava avanti la sua grottesca autodifesa di presidente riccone che risarcisce di tasca sua il cognato con fondi custoditi all’estero, dai banchi della maggioranza i consiglieri leghisti agitavano drappi con lo stemma della Lombardia inneggiando all’autonomia regionale. Peccato che il loro leader Salvini, quando ha impresso alla Lega la svolta nazionalista, abbia rinnegato quelle medesime istanze autonomiste. Non le ha perseguite quando stava al governo, né le ha riprese ora che sta all’opposizione. Ben presto i leghisti si renderanno conto che per saziare il suo delirio di onnipotenza, Salvini ha inferto al leghismo una fatale mutilazione: non può esistere infatti un partito, tantomeno di governo, che non esprima un suo progetto di Stato. La Lega ce ne aveva uno, scritto addirittura nel primo articolo dello statuto (mai abrogato): l’indipendenza della Padania. Velleitario ma chiaro. In seguito attenuato nel progetto federalista della devolution. Anch’essa, per quanto discutibile e probabilmente inadatta all’Italia, era una riforma degli assetti istituzionali ben definita. Da quando si è posto l’obiettivo di conquistare l’elettorato meridionale, Salvini si è disinvoltamente sbarazzato delle finalità originarie del suo movimento. Ha puntato a costruire un grande partito di destra, per sua stessa natura centralista, ergendosi a difensore dei sacri confini della nazione e ostentando un falso patriottismo che è l’esatto contrario dei sentimenti campanilistici di cui si è sempre nutrito il leghismo. Ora deve fronteggiare al tempo stesso il fallimento della sua classe dirigente lombarda e la concorrenza di una vera sovranista qual è Giorgia Meloni. Un partito sprovvisto di un’idea di Stato non va molto lontano”.
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