Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Se le poltrone contano piu' delle riforme

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 29/07/2020

Se le poltrone contano piu' delle riforme Se le poltrone contano piu' delle riforme Marcello Sorgi, La Stampa
“A dieci giorni dal vertice di Bruxelles i partiti della maggioranza giallo-rossa che sorregge il governo stanno dando una prova di irresponsabilità”. Marcello Sorgi firma sulla Stampa un duro editoriale contro le forze politiche che sostengono il governo. “In un Paese normale ci si sarebbe messi subito al lavoro per concordare progetti e riforme” da realizzare con il Recovery Fund. Progetti e riforme, non va dimenticato, che la Commissione Ue dovrebbe ricevere entro ottobre. Invece, dal giorno dopo, è avvenuto esattamente il contrario. Polemiche all’eventuale ricorso al Mes, polemiche sul prolungamento dello stato d’emergenza, polemiche sulla riapertura della scuola, polemiche sulla riforma della legge elettorale, polemiche sul ritorno degli sbarchi di immigrati. Bersaglio di tutti questi attacchi è ovviamente il premier Conte. Ma accusarlo di non saper governare un tutti contro tutti come quello in corso sul palcoscenico della politica italiana, onestamente, non si può. Conte, infatti, non ha un partito. Fu scelto dai 5 Stelle, ora in preda all’anarchia, ricevendo un appoggio intermittente da quelli che teoricamente dovrebbero sostenerlo di più. Del Pd ha rifiutato il corteggiamento insistente per non accendere sospetti tra i grillini. Con Renzi va a corrente alternata. Con LeU le cose andavano meglio, ma in mezzo ci s’è messa la controversia sul Mes. E’ quasi miracoloso che il premier riesca ancora a stare in piedi. Un inviato della Commissione Ue farebbe davvero fatica a capire perché, dopo esser stato gratificato da tanta attenzione dall’Europa, il nostro Paese stia cercando di suicidarsi con tanta convinzione. Sarebbe impossibile spiegargli che tutto è fermo perché i partiti non riescono ad accordarsi sulle presidenze delle commissioni parlamentari. Chissà cosa ne penserebbero i leader ‘frugali’ nord-europei, che ce l’avevano messa tutta per dimostrare che l’Italia, anche dopo l’emergenza, è rimasta inaffidabile”.
 
Maurizio Molinari e Jürgen Kaube, Repubblica
“La ripresa post Covid rappresenta un’opportunità in grado di rafforzare l’Ue e un rischio che può avere esito diametralmente opposto”. Ne parlano il direttore di Repubblica Maurizio Molinari e il direttore della Frankfurter Allgemeine Zeitung, Jürgen Kaube. “L’opportunità – scrivono Molinari e Kaube in un editoriale congiunto - nasce dal fatto che la quasi totalità dei Paesi europei è stata colpita all’improvviso da un nemico che non si arresta ai confini di nessuna nazione, e dalla presa di coscienza che l’Europa è un sistema politico-economico in cui nessun Paese può prosperare se gli altri sono in perenne difficoltà. Tutti i Paesi dell’Ue affrontano oggi il rischio comune di una grave crisi economica. Questo rischio può spingere l’Europa a concertare una politica comune mirata alla ripresa, a combattere le ineguaglianze, creare nuovi posti di lavoro, tutelare il clima. Ma se non si giungerà all’unità, se le divisioni e l’egoismo nazionale avranno la meglio, avremo l’effetto opposto, ciascun Paese andrà per la sua strada e la ripresa arricchirà alcuni stati e ne impoverirà altri. Significa consentire ai populisti di ogni colore di sfruttare le divisioni per rilanciare la sfida contro l’Europa. Sta ai leader e ai cittadini dell’Ue cogliere l’opportunità ed evitare il rischio. Dipende da loro ed è un banco di prova della capacità di leadership agli occhi del resto del mondo. Dato che l’ultimo Consiglio europeo e i negoziati tra gli stati membri indicano che è possibile che prevalga il disaccordo, spetta a noi mobilitarci e dire con chiarezza che bisogna agire assieme per far ripartire la nostra economia. La mancata unità di intenti farà solo il gioco di chi auspica il crollo dell’Europa, ossia i populisti all’interno e gli avversari strategici all’esterno. Sono entrambi impazienti di dividere l’Europa e ancor più soddisfatti se sarà l’Europa stessa a dividersi”.
 
Ernesto Galli Della Loggia, Corriere della Sera
“Solo qualche mese fa il problema delle periferie dei centri urbani sembrava essere ai primissimi posti nella lista delle urgenze nazionali. Oggi non compare in nessun elenco dei grandi progetti da mettere in cantiere per il Recovery Fund. E’ completamente scomparso”. Lo segnala sul Corriere della Sera Ernesto Galli Della Loggia, secondo il quale la pandemia ripropone il tema delle periferie con maggiore urgenza di prima. “Da dove pensiamo mai che provengano in larga maggioranza le turbe di giovani che dappertutto stanno agitando le notti italiane? Da dove, se non dalle invivibili periferie, dagli sperduti quartieri dormitori? Ormai è diventato un rito. Al calar d’ogni sera, specie nel fine settimana, quei giovani si rovesciano nelle piazze, nei centri storici delle città, e sembrano farlo come posseduti da un desiderio di rivalsa che oggi si manifesta nella volontà d’infrangere tutti gli obblighi e le precauzioni sanitarie, di farsi beffa in tal modo di ogni regola di civile convivenza. Li muove, si direbbe, quasi il torbido proposito di seminare il contagio. Di distruggere quanto non possono avere. Da tempo un gran numero di periferie italiane sono diventate il luogo dove si addensa il potenziale di un inedito conflitto sociale. Che ha la sua avanguardia nei «giovani» e che si manifesta nell’occupazione selvaggia degli spazi pubblici, nel raid violento, nel vandalismo. Un conflitto il quale, essendogli estranea qualunque dimensione organizzata, si riconosce piuttosto in quella del piccolo gruppo guidato da un’erratica spontaneità, e non possedendo alcuna strategia rivendicativa, non può che esprimersi in azioni puramente distruttive. Dietro tale conflitto c’è la drammatica disuguaglianza di standard socio-culturali che colpisce chi vive nelle periferie. Una diseguaglianza che si traduce nella sensazione di essere abbandonati, di essere esclusi dal circuito della cittadinanza ad opera di un potere estraneo ed ostile. Contro il quale, dunque, non resta che l’arma della rivolta e della rappresaglia”.
Altre sull'argomento
Promemoria per la ripresa
Promemoria per la ripresa
A settembre dovremo correre per rispettare la tabella di marcia europea
Si gioca a Ischia
Si gioca a Ischia
...L'ultima scommessa di Angela
La calda estate dell'America
La calda estate dell'America
Tutto va a rotoli, forse anche Trump
Le incognite sul Pil e sul rimbalzo di consumi e crescita
Le incognite sul Pil e sul rimbalzo di consumi e crescita
Ma finchÚ non sarÓ risolta la crisi sanitaria tutte le previsioni ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.