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Altro parere

Il governo non Ŕ pi¨ solo un'accozzaglia

Redazione InPi¨ 17/07/2020

Altro parere Altro parere Claudio Cerasa, Il Foglio
“Anche alla luce del caso Autostrade” il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, nota “una trasformazione significativa della maggioranza, passata dall’essere una sterile accozzaglia tenuta in piedi solo per evitare che Salvini potesse andare al governo a essere un’armata brancaleone capace di governare con un metodo, un senso e persino un progetto politico. La direzione del governo può piacere o no, ma non si può negare – spiega Cerasa - che la fase della maggioranza che vive solo alla giornata è venuta a mancare nel momento stesso in cui essa si è ritrovata a fare un bagno di realtà affrontando la stagione della pandemia. E se si ha la forza di osservare quello che sta succedendo all’Italia non si potranno non mettere in fila alcuni fatti eclatanti. Il primo fatto riguarda l’Europa e sarebbe interessante sapere chi due anni fa avrebbe scommesso che il Parlamento meno europeista della storia della Repubblica si sarebbe ritrovato oggi a farsi guidare mano nella mano nella progettazione del futuro dall’Europa di Von der Leyen e di Lagarde, dalla Germania di Merkel e dalla Francia di Macron. Il secondo fatto eclatante è che la traiettoria imboccata da questa pazza maggioranza non ha avuto l’effetto di rafforzare il nazionalismo, ma al contrario ha contribuito a svuotare alcuni serbatoi del sovranismo. Il terzo fatto eclatante di questa maggioranza è l’aver in qualche modo dimostrato che il populismo becero può funzionare bene su Twitter ma non può funzionare quando si arriva al governo. Il populismo al governo si è rivelato come una grande tigre di carta e c’è da scommettere che alla fine i grandi nemici del Mes accetteranno anche di prendere i soldi del Mes attingendo da una pratica politica un tempo considerata tabù: la ricerca di un punto di incontro. La maggioranza è fragile, scombiccherata, instabile, migliorabile e a volte persino impresentabile. Ma una maggioranza che si affida alla mediazione facendosi tenere la mano dall’Europa è una maggioranza che un progetto ce l’ha. E forse continua a essere ciò che di meno peggio oggi può offrire l’Italia”.
 
Marco Gervasoni, Il Giornale
Marco Gervasoni sul Giornale si scaglia contro le iniziative politiche volte a rompere gli accordi tra Italia e Libia sull’immigrazione. “Cinque anni fa commosse tutti la foto di un bambino morto su una spiaggia turca, Alan Kurdi. Attorno a quell’immagine, un intero trust di Ong, di media internazionali, di forze politiche, orchestrò una campagna per chiedere all’Europa di aprirsi totalmente a chi arrivava dal mare. Oggi, benché solo su scala italiana, si ritenta la stessa operazione, con la fotografia di un immigrato morto, incastrato in un canotto alla deriva da giorni nelle acque del Mediterraneo: ieri Repubblica ha lanciato la campagna mediatica, subito raccolta da un buon numero di deputati della maggioranza favorevoli a rompere gli accordi tra Italia e Libia sull’immigrazione. Non cadiamo perciò nel ricatto morale, la sinistra non possiede il monopolio della compassione e anzi non si fa remore a sfruttare una morte, come purtroppo ve ne sono tante durante gli attraversamenti, per i propri obiettivi politici: fare aumentare a dismisura gli arrivi e trasformare l’Italia in un gigantesco campo profughi. E’ evidente che se l’Italia rompesse gli accordi con Tripoli il numero di morti durante gli sbarchi aumenterebbe invece di diminuire. Come del resto accadde durante la stagione «generosa» dei governi Letta e Renzi. L’uso strumentale delle immagini può anche generare l’effetto opposto a quello desiderato dagli immigrazionisti, come il caso di Alan ricorda. Quella foto servì a legittimare l’apertura decisa unilateralmente dalla Germania, una scelta che persino i fan più scatenati della Merkel oggi giudicano disastrosa. Alimentò l’ostilità di un gran numero di tedeschi, fece esplodere il voto all’Afd, obbligò Orbán a difendere il suo Paese chiudendo tutto, diffuse in Africa la convinzione di un’Europa accogliente verso tutti: e i piccoli Alan morti aumentarono, senza che però nessuno li vedesse. Se la sinistra vuole ripetere gli stessi errori...”
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