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Altro parere

W il partito degli ex premier

Redazione InPi¨ 10/07/2020

Altro parere Altro parere Claudio Cerasa, Il Foglio
Partendo dalle parole di apertura di Romano Prodi espresse nei confronti dell’eterno rivale Silvio Berlusconi, il direttore del Foglio Claudio Cerasa nota “la presenza di una classe dirigente trasversale che parla la stessa lingua”. “C’è un dato politicamente rilevante emerso in questi mesi di pandemia, che corrisponde a una consapevolezza improvvisa che ha arricchito il dibattito pubblico e che ci dice anche qualcosa di interessante e non di retroscenistico relativamente alle parole di elogio spese da Prodi nei confronti di Berlusconi: la nascita di un movimento del buonsenso, deciso a combattere alcune scemenze della politica antisistema, guidato proprio dagli ex capi di governo del nostro paese. Apparentemente Giuliano Amato, Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Massimo D’Alema, Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni potrebbero dare l’impressione di avere pochi punti in comune l’uno con l’altro. Eppure, nelle ultime settimane, di fronte alle molte scemenze messe in campo sui temi europei da parte dei movimenti antisistema, si sono ritrovati, pur discutendo probabilmente poco tra di loro, a parlare tutti la stessa lingua. Tutti si stanno spendendo, compatibilmente con i propri ruoli e con le proprie vite, per tenere l’Italia il più lontano possibile dal nazionalismo populista e il più vicino possibile al riformismo europeista. Di fronte alla necessità di rispondere in modo onesto sul tema del Mes non c’è stato un solo ex presidente del Consiglio che abbia risposto nel modo in cui hanno risposto i sovranisti populisti. E la loro risposta su questo tema è stata unanime: dire di no al Mes sarebbe una boiata pazzesca. Il fatto che in Italia ci sia un fronte trasversale che, pur senza parlarsi molto, ha scoperto di parlare la stessa lingua sui temi cruciali – sostiene Cerasa -, è una buona notizia che ci ricorda perché il nostro paese in fondo è molto più forte di chi cerca ogni giorno di farlo diventare un po’ più debole”.
 
Massimo Gramellini, Corriere della Sera
Nel suo “Il caffè” sul Corriere della Sera Massimo Gramellini parla di giustizia e di faziosità politica. “Come mai Pd e Cinquestelle non hanno votato a favore di una Giornata della Memoria per le vittime degli errori giudiziari, da celebrarsi ogni 17 giugno in ricordo dell’arresto di Enzo Tortora? Se lo è chiesto giustamente Gaia Tortora, e me lo chiederei anch’io, se non temessi di conoscere già la risposta: l’iniziativa era partita dalla Lega. Solo un pazzo potrebbe pensare che le vittime della giustizia siano tutte di destra e i magistrati che sbagliano tutti di sinistra. Ma a un certo punto la sinistra ha sposato acriticamente i giudici (che fino agli anni Settanta considerava nemici del popolo), forse perché processavano i suoi avversari. E la destra, che per secoli era stata il partito delle manette, si è trasformata altrettanto acriticamente in quello degli avvocati, forse perché difendevano i suoi leader. Così, mentre ogni anno mille cittadini vengono privati ingiustamente della libertà personale, la politica continua a ragionare per tifoserie e astrazioni. Lo stesso schema, a squadre rovesciate, è andato in scena a Bologna per la concessione della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, lo studente dell’ateneo felsineo fermato in Egitto. Il centrodestra bolognese ha votato contro, e certo non perché abbia le prove che il mite Zaki sia un pericoloso terrorista, ma perché la proposta era uscita dai banchi del Pd. Ci vorrebbe una Giornata della Memoria per le vittime dei pregiudizi della politica, ma temo si fermerebbe l’intero Paese”.
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