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Interviste da non perdere

Redazione InPiù 09/07/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Cancelleri (M5S): Sulle concessioni il governo rischia
Sulla questione delle concessioni ai Benetton il governo rischia. Lo afferma il vice ministro alle Infrastrutture e ai trasporti, Giancarlo Cancelleri (M5S), intervistato da Emanuele Lauria per la Repubblica. «Ho saputo del rinnovo della concessione ad Autostrade come tutti, dai mezzi d’informazione. La ministra mi ha mandato un messaggio che era già quasi mezzogiorno». Non esattamente un esempio di condivisione delle scelte. «Che devo dirle? Non do neppure eccessivo peso all’episodio. Siamo davanti a un passaggio obbligato, se volete a un atto giuridico di poco conto. A qualcuno il ponte lo devi dare, il concessionario esiste e gestisce quel tratto. Il problema, evidente, è che non si doveva arrivare all’8 luglio senza decidere». Il problema è anche che i 5S non sono riusciti a evitarlo, non crede? «Eh no, io avevo avvisato del pericolo già quattro mesi fa. Ho rotto le scatole a tutti: guardate - dicevo - che arriviamo alla vigilia dell’inaugurazione di un’opera senza sapere a chi affidarla. Avevo visto bene. Non sono stato ascoltato». Aspi va commissariata? «Assolutamente sì. Con l’utilizzo di Anas per fare i controlli di sicurezza al posto di Spea e la messa a bando delle nuove concessioni. Sull’intera tratta autostradale italiana. Qualcuno pensa di togliere ai Benetton solo le autostrade della Liguria: faremmo loro un regalo, essendo quella la tratta meno remunerativa...». Siete al governo dal 2018 e non siete riusciti a centrare l’obiettivo della revoca che avevate più volte annunciato. Non crede che ciò allontanerà i vostri elettori? «Noi abbiamo portato avanti una battaglia in modo genuino e con serietà. Nessuno può dire che siamo stati noi a non decidere: prima frenava la Lega, ora lo fanno Pd e Italia Viva allo stesso modo. Ma il tempo è finito. Dobbiamo stabilire da che parte andare». Crede davvero che ciò possa accadere, visti i precedenti? «Mi sembra che una decisione che stia bene a tutti è molto lontana. Ma siamo consapevoli che questa vicenda non si può chiudere in questo modo. Io non dimentico che i Benetton non hanno mai chiesto scusa ai familiari delle vittime». E se non trovaste un accordo? «Avremmo un bel problema. Il rischio di una crisi, se entro una settimana non ci fosse una soluzione, sarebbe inevitabile. Ma dell’argomento non abbiamo ancora parlato in un vero vertice: e questa è la cosa più assurda. Peraltro l’atto del passaggio di consegne è subordinato a un protocollo d’intesa fra ministero, commissario e concessionario pro-tempore. Servono delle linee. E, visti i margini temporali ristretti, si può fare un decreto legge per rivedere la concessione ad Autostrade».
 
Bucci: Consegnerò il Ponte Morandi i primi di agosto. Modello Genova è valido
Il nuovo Ponte Morandi sarà consegnato i primi di agoasto. Il modello Genova è valido. Lo afferma il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, intervistato da Erika della Casa per il Corriere della Sera. Sindaco Marco Bucci, la sentenza della Consulta ha confermato il decreto che ha permesso di commissariare i lavori. «Sì, la sentenza conferma la validità del modello Genova». E se le chiedessero di fare il commissario per altre opere per Genova come qualcuno sta chiedendo? «Se serve a Genova io mi rimbocco le maniche e sono qui. Ma quello che bisogna fare non è nuovi commissari, ma replicare il modello Genova che ha funzionato bene come tutti possono vedere». Il ministro De Micheli le ha comunicato che al termine del suo mandato di commissario dovrà consegnare il nuovo ponte sul Polcevera ad Autostrade. Che cosa farà? «Obbedirò. Ovvio. Su queste cose bisogna essere chiari, anzi rigidi. Non ci devono essere ambiguità. Ad oggi è così: non c’è altra soluzione che consegnare l’opera ad Aspi». Lei dice però “ad oggi”. «Certamente: io farò quello che al momento della consegna mi sarà detto di fare come commissario al termine del mandato. Non è detto che sia confermato quello che oggi è stato annunciato». Lei vuol dire che si apre una finestra in cui le cose possono cambiare. «Non dipende da me. La competenza è dei ministri e del governo. Intanto però voglio dire che il ministro mi ha affidato un nuovo compito, il collaudo di viabilità sul ponte, questo allunga un po’ i tempi. Ci stiamo attrezzando per farlo». Normalmente il collaudo di viabilità spetta al concessionario. «Esatto. In questo caso lo fa ancora il commissario». Un lavoro ulteriore quindi. Che tempi prevede quindi per la consegna? «Il 2 o l’8 agosto».
 
Fauci: Il virus resta forte, la pandemia è ancora agli inizi
Il virus resta forte, negli Usa è fuori controllo e la pandemia è solo agli inizi. Lo afferma l’immunologo a capo della task force Usa, Anthony Fauci, intervistato da Giuseppe Sarcina per il Corriere della Sera. Dottor Fauci, la pandemia è ancora molto forte negli Stati Uniti e altrove. Che cosa ci dobbiamo aspettare a livello mondiale nei prossimi mesi? «A meno che tutti i diversi Paesi non adottino misure di contenimento, dobbiamo aspettarci una diffusione del contagio ancora più vasta. Negli Stati Uniti abbiamo un problema, perché la nostra epidemia non è sotto controllo. Stiamo osservando grandi focolai in Brasile, in Sud Africa e ora in Asia. In definitiva siamo soltanto all’inizio della pandemia globale che, molto probabilmente, peggiorerà ulteriormente, prima di migliorare». Il virus è meno letale? «Non sono in grado di dare una risposta precisa. E credo non ce l’abbia nessuno. Probabilmente stiamo curando in modo più efficace i pazienti, anche con terapie che non avevamo prima. In questa fase il nostro sistema sanitario non è più travolto, come è successo nel Nord Italia proprio all’inizio dell’epidemia. E, infine, negli Stati Uniti vediamo che ci sono più giovani tra i contagiati rispetto a quanto accadeva un paio di mesi fa». In Italia è in corso un acceso dibattito tra gli scienziati. C’è chi sostiene che il Covid-19 si sia indebolito e chi, invece, ritiene sia ancora forte e pericoloso. La sua opinione? «Non c’è proprio alcuna prova che il virus stia diventando più debole. Questo è certo. Immagino che sia solo un auspicio sostenere il contrario. Il coronavirus è destinato a restare con noi per un tempo considerevole, fino a quando non avremo adottato misure molto buone di contenimento e non avremo messo a punto il vaccino». Come giudica la gestione italiana della pandemia? «L’Italia ha avuto sfortuna. È stata colpita in modo molto duro e molto rapido nello stesso tempo. Probabilmente perché c’erano molti lavoratori cinesi nel Nord del Paese. Il sistema sanitario ha dovuto affrontare una sfida veramente ardua, dato l’alto numero dei contagi. Ma alla fine, considerate le circostanze così difficili, penso che l’Italia abbia fatto un buon lavoro». Negli Usa il Covid-19 sta colpendo duramente gli Stati del Sud. Cosa è andato storto? «Alcuni Stati, nel riaprire il territorio, hanno allentato le restrizioni troppo velocemente e così molte persone, per lo più giovani, non hanno seguito le linee guida, affollando bar e ristoranti. Il risultato è un aumento delle infezioni in Stati come California, Arizona, Florida e Texas». Perché è così difficile far rispettare le precauzioni? «Questa è una buona domanda perché credo che molti giovani non si rendano conto della gravità di questa epidemia. Sono convinti, erroneamente, che il virus non li colpirà severamente. Ed è anche una cosa vera. Il punto è che contribuiscono a diffondere il contagio tra le persone più vulnerabili».
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