Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPiù 08/07/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Pedro Sanchez: da Italia e Spagna una risposta titanica
Italiani e spagnoli hanno reagito all’emergenza coronavirus «con disciplina, con resistenza, con spirito di vittoria. Abbiamo subìto un colpo durissimo, ma non ci siamo abbattuti; abbiamo fatto fronte in modo titanico». Lo dice il premier spagnolo Pedro Sanchez, intervistato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera. «Abbiamo messo in campo – spiega Sanchez, che oggi a Madrid incontra Giuseppe Conte – sforzi senza precedenti. Non ci siamo limitati a chiuderci in casa; il che già non era scontato. È emerso il valore e l’animo dei due popoli. In Spagna ci siamo mossi per salvare le imprese, evitare i licenziamenti, sostenere tre milioni e mezzo di lavoratori senza stipendio, aiutare un milione e mezzo di autonomi. E abbiamo introdotto il reddito minimo vitale, una misura simile al vostro reddito di cittadinanza. Ma ora l’Europa deve essere all’altezza dei suoi popoli». Non tutto ha funzionato, però. C’è qualcosa che non rifarebbe? Non era meglio impedire la riunione di piazza dell’8 marzo, per cui è stato molto criticato? «Il senno è sempre del poi. Se avessimo saputo a fine febbraio quel che sappiamo adesso, avremmo chiuso prima. Ma se avessi chiuso allora, la società e il Parlamento non mi avrebbero seguito. Ero consapevole che stavo chiedendo uno sforzo enorme, infatti lo stato d’allarme è stato prorogato ogni 15 giorni; e ogni 15 giorni mi sono sottoposto alla discussione e al voto del Parlamento. È stato come fare un dibattito sullo stato della nazione ogni due settimane». Si può parlare di un patto, di un’alleanza politica tra lei e Conte per chiedere all’Europa una svolta, per la solidarietà e gli investimenti? «Sì. Questa alleanza, questo patto tra Italia e Spagna è necessario e può portare grandi frutti all’Europa. Siamo due popoli fratelli, mediterranei, europeisti. Abbiamo avuto dissidi, ad esempio sull’immigrazione…».
 
Silvio Berlusconi: Forza Italia voterebbe sì al Mes
Intervistato da Tommaso Labate sul Corriere, della Sera, Silvio Berlusconi ribadisce che è pronto a votare in Parlamento a favore dell’utilizzo del Mes. «Certamente a favore – dice il leader di Forza Italia –, ma solo perché è il bene dell’Italia, perché sarebbe assurdo privare proprio in questo momento, solo per fare due esempi, la sanità della Campania di 2.725 milioni e quella della Puglia di 2.450 milioni. Gli schieramenti, le tattiche politiche, le alleanze non c’entrano. Il voto sul Mes non ha alcun significato di politica interna». Lei ha evocato un nuovo governo e, comunque, continua ad auspicare elezioni anticipate. Secondo lei, le tensioni tra Pd e M5S porteranno a una caduta del governo Conte? «Sono convinto che le contraddizioni prima o poi si riveleranno insanabili e l’inadeguatezza di questo governo di fronte alla drammaticità dei problemi del Paese indurrà i parlamentari o le forze politiche più responsabili a staccare la spina». Se lo spettro delle tensioni sociali in autunno si andasse ad aggiungere alla sconfitta del centrosinistra alle Regionali, come temono anche ai piani alti del Pd, Forza Italia chiederebbe un atteggiamento responsabile alle altre forze del centrodestra per arrivare a un governo di unità nazionale? «Mi scusi, ma, come ho già più volte dichiarato, non sono affatto convinto che un governo di unità nazionale sarebbe una scelta responsabile. Questa legislatura ha già conosciuto governi fra forze politiche incompatibili e il risultato è stato pessimo. La strada più responsabile sarebbe quella di lasciare agli italiani la possibilità di indicare da chi vogliono essere governati. Anche la subordinata al governo di unità nazionale, quella di un’altra maggioranza in sintonia con la volontà del Paese e capace di realizzare un programma per far ripartire l’Italia a cui avevo qualche volta accennato, non solo appare a oggi assolutamente improbabile, ma è altresì ritenuta inaccettabile dai nostri alleati di centrodestra».
 
Paolo Gentiloni: sono preoccupato per l’autunno
Se guardiamo soltanto all’andamento del Pil, il peggio sembra essere alle spalle. Ma per Paolo Gentiloni – intervistato da Marco Bresolin sulla Stampa – c’è il rischio che in autunno, in Italia, si manifestino «le conseguenze sociali» della crisi, soprattutto sul fronte dell’occupazione. È anche per questo che il commissario Ue all’Economia spera in un accordo rapido sul Recovery Fund. Uno strumento che – in attesa dei soldi veri, in arrivo soltanto a partire dal 2021 – secondo l’ex premier potrebbe aiutare a migliorare il clima di fiducia in Italia, favorendo così la ripresa economica già a partire dai prossimi mesi. L’impatto della crisi sanitaria sulle economie europee è devastante, ma in Italia sarà più forte che altrove: è solo colpa della pandemia oppure anche di una cattiva gestione? «L’Italia è stata il Paese europeo con il periodo di chiusura più prolungato. E siccome abbiamo visto l’impatto devastante che i lockdown hanno sulle economie, questo ha certamente un effetto». Però l’Italia è anche tra i Paesi che più di tutti faticheranno a tornare ai livelli pre-crisi: cosa frena la ripartenza? «Le previsioni sulla ripresa nel prossimo anno sono basate su diversi fattori, non ultimo le preoccupazioni legate al fatto che la zona più colpita dalla crisi sanitaria è anche la zona motore dell’economia italiana. Inoltre ci sono timori sul commercio internazionale: l’Italia è un Paese molto orientato all’export e questo ha un impatto. Comunque si prevede un rimbalzo di crescita superiore al 6%». Nelle previsioni economiche, la Commissione scrive che il momento peggiore è alle spalle. In Italia però c’è il timore di un “autunno caldo”, tra crisi occupazionale e aziende in carenza di liquidità: condivide questa preoccupazione? «Il peggio è passato dal punto di vista della pandemia e delle cifre del Pil che hanno registrato un crollo significativo nei primi due trimestri. Però sì, condivido le preoccupazioni per quello che potrebbe succedere in autunno».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.