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Altro parere

Il virus e i nuovi confini tra sinistra e destra

Redazione InPi¨ 08/07/2020

Altro parere Altro parere Giuliano Ferrara, Il Foglio
Non è così difficile capire perché ci siano due sensibilità diverse nella reazione all’epidemia. A sinistra – osserva Giuliano Ferrara sul Foglio – si crede nell’uso razionale di strumenti preventivi, al principio di precauzione, al concetto di cura di sé e degli altri, e alla comunità. Di qui propensione maggiore a usare mascherine, a distanziarsi, a osservare regole collettive alla cui radice sta la fiducia nell’umanità, nelle sue magnifiche sorti e progressive, nelle sue risorse comuni e condivise, nei dettami dell’autogoverno e nel welfare di stato. A destra prevale una logica opposta, si teorizza una comunità di destino fondata sulle libertà dell’individuo viste senza illusioni razionalistiche (“alla fine tutti dobbiamo morire”, ha ricordato l’infetto Bolsonaro che gioca d’azzardo per conto proprio e altrui), la prevenzione è una trappola per il controllo del popolo da parte delle élite, le precauzioni riguardano i bambini, ciascuno deve cavarsela senza fare affidamento su un eccesso di cura e di solidarietà comunitaria C’è una eco della diatriba tra il primato della vita e dell’assistenza ai vulnerabili, valori fondati sull’autorità della legge e della sensibilità sociale, e il primato della dignità e dell’indipendenza come garanzie di uno stile di vita che mette al vertice della morale l’intraprendenza del singolo. Sono motivi postilluministici e postromantici che si integrano, si mescolano e si disgiungono fino a opporsi e a cristallizzarsi. È difficilissimo capire come siamo orientati o dobbiamo orientarci, dipende a che ora, in che stato d’animo, al seguito di quali informazioni e ragionamenti, è un po’ come i vecchi quiz dei settimanali rotocalco in cui ci si specchiava con frivolezza per arrivare a sapere che tipo di persona si è. 
 
Nicola Porro, il Giornale
La ferita più grande che questo governo sta producendo in Italia, commenta Nicola Porro sul Giornale, è la totale mancanza di buon senso che lo contraddistingue. E senza nessuna pretesa di esaustività, Porro segnala dieci piccole-grandi follie di questi giorni: 1) In Italia, dice l’Inps, hanno ricevuto un assegno di assistenza 16 milioni di residenti. Il buon senso dovrebbe far capire che questo genere di intervento non è sopportabile; 2) Lo sciagurato decreto Dignità, votato anche dai leghisti, ha ridotto la possibilità di fare contratti a termine. 3) Il governo che assiste 16 milioni di cittadini non poteva lasciare fuori gli happy few che vivono nelle Ztl e ha loro concesso 120 milioni con il bonus monopattini; 4) Il Consiglio dei ministri si riunisce per fare un decreto Semplificazioni in cui tutti bisticciano con tutti. E poi dopo la lite, scrivono che hanno raggiunto un accordo «salvo intese»; 5) Un italiano su dieci vive di turismo. La nostra perla è la Sardegna. Arriva un aereo privato con degli americani, che cacciamo perché a rischio Covid; 6) In quanto a spiagge non è male neanche la Liguria. Peccato che dal ministero abbiano deciso di controllare tutte le sue gallerie con regole ferree a partire da giugno; 7) Le aziende private, capofila Salini-Impregilo, hanno concluso in un annetto il Ponte Morandi crollato a Genova, ma i commissari – che hanno fatto un grande lavoro – non sanno a chi consegnarlo; 8) Il governo ha bloccato sfratti e licenziamenti; 9) La storia del Mes: gli interessi che pagheremmo su un prestito da 10 miliardi emettendo titoli di Stato è di 122 milioni l’anno. E la follia vuole che si rinunci a un prestito (agevolmente restituibile) che ci permetterebbe su dieci anni un risparmio tra i tre e i quattro miliardi di euro; 10) L’ultima questione di buon senso riguarda gli uomini a cui è stata affidata la soluzione dell’emergenza (Arcuri, Tridico e Mimmo Parisi).
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