Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 23/06/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Baretta: per spingere i consumi meglio abbassare l’Irpef
Per spingere i consumi è meglio abbassare l'Irpef che l'Iva. E' l’opinione del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, intervistato sul Corriere della Sera da Lorenzo Salvia. L’ipotesi di abbassare l'Iva è un fuoco d’artificio per la fine degli Stati generali o c’è qualcosa di concreto? «Gli Stati generali sono stati un’occasione importante, è utile parlare di tutto ciò che può aiutare l’economia. Detto questo bisogna stabilire un ordine di priorità». Sta dicendo che ci sono cose più urgenti? «Personalmente credo che possa dare risultati più efficaci una politica di rilancio degli investimenti pubblici, in grado di trascinare anche quelli privati insieme a una riforma fiscale complessiva, che quindi riguardi anche, anzi soprattutto, l’Irpef». Pensa che una riduzione dell’Iva, a meno che non sia massiccia, non riuscirebbe a spingere i consumi? «Il rischio c’è. In una situazione di incertezza come quella che stiamo vivendo, più che sui consumi il risparmio privato tende a prendere la strada della valorizzazione del patrimonio. Per questo credo che funzionerà bene l’ecobonus al 110% per le ristrutturazioni edilizie, che diede buoni risultati già tra il 2008 e il 2014, quando non era così vantaggioso». Allora l’Iva è davvero solo un fuoco d’artificio? «No, il tema è sul tavolo. La decisione finale la prenderà il premier, anche se la questione va discussa con Bruxelles visto che si tratta di un’imposta armonizzata a livello comunitario. Potrebbe avere senso un intervento mirato su alcuni settori, a partire da quello del turismo, che ha sofferto molto. Ma potrebbe funzionare se dovesse accompagnare una riforma fiscale complessiva. Rimodulare l’Irpef potrebbe avere un effetto molto più marcato sui consumi perché metterebbe soldi nelle tasche delle persone che potrebbero decidere liberamente dove orientare i loro consumi, a prescindere dalle oscillazioni dell’Iva».
 
Tabellini: taglio dell’Iva va bene solo se temporaneo
«Abbassare l’Iva ha senso se siamo convinti che in questo momento gli italiani stiano risparmiando troppo. Ma deve trattarsi di un intervento temporaneo perché in prospettiva l’Iva va alzata, spostando la tassazione dai fattori produttivi ai consumi». Lo sostiene Guido Tabellini, professore di Economia ed ex rettore della Bocconi, intervistato su Repubblica da Ettore Livini. Il taglio dell’Iva è davvero efficace per rilanciare il Pil? «Se il risparmio accumulato in questi mesi dai nostri concittadini è solo precauzionale sì. Una mossa di questo tipo è uno strumento utile perché induce i consumatori ad anticipare le spese e a ridurre i soldi messi da parte. Si induce a spendere di più oggi e meno domani. E questo è un fattore di cui tenere conto, perché quando l’Iva risale si ha come conseguenza un rallentamento della domanda». Il risparmio in effetti è aumentato. Secondo lei perché? «In buona parte perché nessuno spendeva. Penso sia successo un po’ a tutti. In questo periodo non siamo andati al ristorante non perché si aveva paura di aprire il portafoglio ma per il rischio del contagio. E se quest’estate non si va in vacanza, penso sia per lo stesso motivo. Per questo ha senso sostenere i consumi con un taglio alle imposte». In molti spingono per un taglio deciso dell’Iva per ristorazione e turismo, due dei settori più colpiti dal Covid. Che ne pensa? «Secondo me sarebbe un errore. Purtroppo, non andare a cena fuori e non fare attività a rischio contagio è una scelta che oggi ha una sua giustificazione evidente. Abbassare l’Iva a questi settori significa incentivare comportamenti anti-sociali. Io credo che per tutelare i servizi a domanda ridotta per il timore di contrarre il virus sia più intelligente puntare sui sussidi all’occupazione».
 
Enria: con la pandemia le banche valutino nuove aggregazioni
«La pandemia metterà ancora più sotto pressione la redditività delle banche, che già è insufficiente. L'aggravarsi di questa debolezza strutturale potrebbe rendere utile considerare operazioni di aggregazione, anche se non sta a noi, come autorità di vigilanza, intervenire direttamente». Lo afferma Andrea Enria, presidente del consiglio di vigilanza Bce, intervistato sul Sole 24Ore dal direttore Fabio Tamburini. Il sistema bancario europeo è in posizione migliore rispetto a dieci anni fa grazie a più capitale, più liquidità, più solidità patrimoniale e meno Npl, dimezzati in dieci anni. Possiamo stare tranquilli? «Finora ha retto bene, permettendo alle imprese di avviare la traversata nel deserto necessaria per ripartire, ma la crisi è ancora in una fase delicata. L'incertezza è radicale, come confermano i colleghi Bce che si occupano di proiezioni macroeconomiche. La verità è che non sappiamo quale sarà il punto di caduta della situazione attuale né se ci sarà una seconda ondata di contagi e misure di contenimento. E' chiaro che in quest'ultimo caso finirebbe per avere conseguenze ben più gravi sui bilanci bancari. Per questo stiamo avviando un’analisi di vulnerabilità su come i costi delle banche potrebbero evolvere attraverso diversi scenari». Il sistema bancario italiano è messo peggio della media europea? «Non è disallineato perché si è rafforzato sia in termini patrimoniali sia come crediti deteriorati. Così il livello di solidità è diventato migliore, avvicinandosi alla media delle banche europee. Rimangono limiti strutturali: bassa redditività, costi elevati, carenza di investimenti in tecnologie avanzate o dipendenza da sistemi obsoleti. Aggiungo che l’opera di pulizia dei bilanci non è ancora completata. In Italia gli Npl sono al 6,7% contro una media del 3,2% nell’area euro».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.