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Altro parere

Il presidente imbattibile Ŕ battibile

Redazione InPi¨ 03/06/2020

Altro parere Altro parere Giuliano Ferrara, Il Foglio
Sul Foglio Giuliano Ferrara tratteggia la figura di un presidente americano in crisi tra lock down e proteste antirazziali: “In ginocchio, in divisa, bianchi, contro Trump e i suoi appelli infiammati alla repressione armata delle proteste per la brutalità omicida della polizia verso le minoranze razziali. Più violenta, più divisa, spiaccicata invece che più grande, l’America arriva alla fine all’appuntamento con il fantomatico ‘american carnage’, evocato dal discorso di inaugurazione e impostura tre anni e mezzo fa, in condizioni non virtuali, non propagandistiche, in condizioni di instabilità tangibile, con molti fattori rovesciati. Il fattore ‘legge e ordine’ si rovescia su sè stesso se brutalità e argomenti da guerra civile razziale diventano il tema dominante. In ogni senso, quello che fanno poliziotti e pompieri ha sempre un elemento di leggibilità a doppio senso nella trama americana, e ora il sindacato dei pompieri che aveva contribuito alla sua vittoria è contro Trump, si ribella all’incumbent. Con la devastante fase della pandemia e del lockdown, minatori e manifatturieri, come riferisce Paul Krugman, risentono di una promessa che si rivela mancata, in un sistema che ha prodotto oltre trenta milioni di disoccupati messo alla (seria) prova del blocco. Il bluff dell’espansione del debito e del rilancio antifiscale ha drogato crescita e valori, che ora sembrano a molti dei sostenitori della vecchia base sociale trumpiana indicatori di diseguaglianza e di disintegrazione sociale crescente. Il campione di un paese ricco, uscito da uno schermo televisivo trash e capace di occupare tutta la scena reale della politica americana con un linguaggio di rara efficacia, si sta bolsonarizzando, sembra lo sceriffo bislacco di un paese impoverito e sgangherato. Il suo narcisismo che castiga i loser, gli sfigati, prende le fattezze non presentabili di una specie di Duterte che adopera strumenti dell’èra segregazionista. Continuerà a cercare un nemico al minuto, si farà in quattro con la possanza dell’istituzione che occupa per trovare altri pertugi e inganni e capri espiatori buoni per il consenso cieco, saranno altre circonvoluzioni pericolose e minacciose le sue, eppure l’inginocchiatoio della gente in divisa e altri segnali dimostrano che l’imbattibile è battibile”.
 
Davide Rondoni, il Giorno
“Uno spettro ai aggira per l’Occidente, e non è piacevole incontrarlo. E più del virus ci farà una sinistra compagnia nei prossimi mesi. Lo spettro si chiama: ira”. Lo scrive Davide Rondoni sul Giorno: "Ne abbiamo visto i bagliori nelle sommosse che hanno attraversato gli Usa, a causa dei noti fatti di Minneapolis. Ma lo abbiamo visto aggirarsi a Parigi e in Francia, con i Gilet gialli e annesse proteste anche violente. E nei giorni scorsi a Bologna un quartiere, detto la Bolognina, è stato in balia di vandali e rovina. A quel che so in tutta Italia si prepara un autunno caldo di proteste e episodi di caos e violenza. Le radici che infiammano tali proteste sembrano lontane tra loro: la rabbia razziale in Usa, le difficoltà economiche altrove, la insubordinazione alle regole imposte con stile autoritario in nome del virus in altri luoghi. Le proteste dei giovani a Hong Kong sembrano invece differenziarsi per richieste di libertà basilari e per stile non violento. Radici diverse per fenomeni diversi ma tutte accomunate da un carburante, l’ira, pronto a infiammarsi per motivi o pretesti diversi, ma di certo largamente disponibile e facile a accendersi. La lunga marcia dei sistemi democratici sembrava esser riuscita a incanalare gli insorgenti sentimenti popolari di ira del ‘900 magari travestendoli da antipolitica. E riorganizzandoli in pacchetti funzionali persino utili a mantenere lo status quo. Ma ora il «fanciullo-massa» occidentale allevato a consumo e diritti individualistici può trovare molte occasioni per sfogare il proprio scontento anche cercando nuove strade di protesta. Non occorre andare a sfogliare certi profetici libri del passato per capire che siamo arrivati a un cambio d’epoca che non riguarda solo gli spostamenti geopolitici, ma il rapporto dell’uomo con la realtà. All’età dell’ansia, come la chiamava il poeta Auden, succede l’età dello Scontento. L’ira si nutre di tale scontento catalizzato da eventi, sofferenze, ingiustizie o anche vaghe generiche insoddisfazioni. L’ira trova e troverà paglia disponibile per i suoi incendi. Come affrontarla? Non negandola, non provando solo a nasconderla e contrastarla. Occorre offrire serbatori d’amore dove essa, versandosi, divenga costruttiva. L’ira è una forza, lo sa da Omero in poi la poesia, ma dipende come la si usa. Può scoprire vie nuove e buone. Ora occorrono uomini forti come monaci che offrano serbatoi giusti. Incendiari sì, ma d’amore”.
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