Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 29/05/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Amendola: i fondi Ue non possono essere usati per ridurre le tasse
I fondi Ue per stimolare la ripresa non possono essere usati per abbassare le tasse. Lo sottolinea il ministro degli Affari europei Enzo Amendola in un’intervista a Federico Fubini del Corriere della Sera. Nel governo c’è chi pensa di usare il Recovery Plan per un taglio delle tasse. Le pare fattibile? «Due mesi fa il tormentone era: “l’Europa ci ha abbandonato”. Oggi si fa a gara nel fare proposte sull’utilizzo delle risorse, notevoli, che ci saranno messe a disposizione. Io mi limito a far notare che i sussidi e i prestiti del Recovery Plan sono destinati a investimenti, non alla spesa corrente. E servono per tornare a crescere in modo robusto, in modo da ridurre il debito». Dunque quei soldi non si possono usare per tagliare delle tasse? «No, sono destinate a investimenti supplementari rispetto a quanto avremmo fatto senza il piano europeo». Olanda, Austria, Danimarca e Svezia si oppongono alla proposta della Commissione sul Recovery Plan. Come si superano queste obiezioni? «Per prima cosa, in una trattativa non banalizzerei mai le posizioni contrarie. E’ un errore. A maggior ragione in Europa, dove sbattere i pugni sul tavolo non serve a niente. Credo che alla fine tutti capiremo che la proposta non mira a salvare questo o quel Paese e che il rischio riguarda l’intero mercato unico. L’impianto proposto dalla Commissione, con piani di ripresa e riforme di competitività, serve gli interessi dell’intero continente». Nuove forme di tassazione europea implicano un aumento della pressione fiscale? «Il recovery fund si finanzia con titoli di debito emessi sul mercato. Quindi non ci sarà un aumento dei contributi nazionali ma avanzeremo, finalmente, nella direzione di creare e utilizzare risorse proprie della Ue. Avremo forme di tassazione europea legate a obiettivi come l’ambiente e il digitale. In altri termini, si profila una nuova sovranità europea». Ma le tasse per i cittadini aumentano o no? «No. Semmai potrà esserci uno spostamento del prelievo dal livello nazionale al livello europeo. Non un aumento netto».
 
Solinas: vogliamo garantire ai turisti vacanze serene
«La Sardegna vuole garantire vacanze serene a tutti e per questo abbiamo chiesto una garanzia sulla salute di chi arriva». Così il governatore Christian Solinas, intervistato da Nicola Pinna sulla Stampa, prova a mettere una pezza al messaggio rischioso che ha lanciato negli ultimi giorni: la proposta di richiedere un passaporto sanitario ai turisti che arriveranno sull’isola. Resta sempre convinto dell’idea del passaporto sanitario, nonostante la valanga di critiche? «In questo tempo di pandemia la sicurezza sanitaria è uno dei principali fattori che influenzano le scelte della vacanza. E’ una tendenza internazionale. Basta vedere le Canarie che hanno creato il passaporto sanitario digitale. Stessa cosa ha fatto la Corsica. Le isole si tutelano così. Non abbiamo chiesto nulla di impossibile. Solo una cautela in più, ai turisti che vogliamo accogliere a braccia aperte». Il governo dice che la sua proposta è anticostituzionale. Ha un’altra idea? «Io credo che non sia una questione di libera circolazione dei cittadini. E' una banalizzazione: bisogna bilanciare tutto col diritto alla salute, che non si può aggirare. Mi devono spiegare come sia possibile che milioni di italiani sono stati tenuti in casa per mesi. Se fosse incostituzionale ora lo sarebbe stato anche allora». Chi vuole programmare le vacanze cosa deve fare? Non le sembra ora di fare chiarezza? «Tutto molto chiaro, chi vuole fare le vacanze può andare in un laboratorio e richiedere un test». Che però non è affidabile. «Anche il tampone non è affidabile al 100%. Siamo consapevoli che non esiste la garanzia totale, ma al non controllo preferiamo uno screening che filtra il 30-40%». Sala dice che il successo turistico della Sardegna è merito dei milanesi. Cosa risponde? «I sardi hanno costruito con la loro fatica le proprie fortune. Sala non può cancellare la storia a suo piacimento».
 
Soros: la Ue stia in guardia con la Cina
«Il presidente cinese Xi è un dittatore, ma l’Unione europea e i suoi ambienti industriali vedono la Cina come un partner economico, senza rendersi conto che fare dipendere le nostre infrastrutture dalla tecnologia di Pechino ci espone a ricatti e condizionamenti». Intervistato su Repubblica da Enrico Franceschini, il finanziere e filantropo George Soros esorta la Ue a schierarsi nella nuova Guerra fredda tra Stati Uniti e Cina. La crisi del coronavirus può accelerare una nuova Guerra fredda? «Il rapporto tra Usa e Cina è estremamente complesso. Da un lato dovrebbero lavorare insieme su cambiamento climatico e ricerca di un vaccino per il Covid 19. Dall’altro è evidente che non si può fare se c’è concorrenza su chi svilupperà e utilizzerà il vaccino. Il fatto che siano due sistemi diversi, una democrazia e un’autocrazia, rende le cose ancora più difficili. Molti ritengono che si debba comunque collaborare molto strettamente con la Cina. Io non sono d’accordo». Quale atteggiamento suggerisce verso Pechino? «E’ necessario proteggere il nostro sistema democratico. Certo, per combattere cambiamento climatico e coronavirus occorre trovare il modo di cooperare. Ma non sarà facile». Come giudica la campagna della Cina a base di investimenti economici all’estero e assistenza sul Covid? «Per me è ovvio che la Cina costituisce una minaccia: Xi Jinping è un dittatore, che ha consolidato un regime basato su principi totalmente opposti a quelli dell’Unione europea. Ma questo non è ancora ben chiaro ai Paesi della Ue, né agli ambienti industriali, specialmente in Germania». L’effetto negativo del coronavirus sull’economia dell’eurozona durerà a lungo? «Più a lungo di ciò che pensa la maggior parte della gente».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.