Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

A rischio l'unita' dello Stato

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 29/05/2020

A rischio l'unita' dello Stato A rischio l'unita' dello Stato Luigi La Spina, La Stampa
“In Italia la pandemia rischia anche di disarticolare quella che l’articolo 5 della Costituzione definisce «una Repubblica una e indivisibile»”. Sulla Stampa Luigi La Spina firma un durissimo editoriale contro i presidenti delle Regioni. “Il protagonismo mediatico a sfondo elettorale dei cosiddetti governatori sta devastando quel sentimento di unità nazionale che in poco più di 150 anni è stato faticosamente costruito e difeso. Tutto – spiega La Spina - è nato da un equivoco, comodo sia per il governo, sia per le Regioni: quello delle competenze in materia sanitaria in un caso eccezionale come quello della pandemia. La confusione che si è creata in questi tre mesi è stata convenientemente sfruttata da entrambe le parti, per quel palleggio di responsabilità che ha consentito il reciproco scarico di accuse quando i risultati erano negativi e la reciproca assunzione di meriti quando gli effetti delle disposizioni erano positivi. Sul filo di questa furbesca ambiguità si è assistito a uno spettacolo indecente, in cui la troppo esaltata fantasia italica si è accoppiata a una corsa alla popolarità dei presidenti regionali, che si sono eretti a difensori dei poveri corregionali, insidiati prima da un governo centralista e arrogante, insensibile alle sacrosante diversità locali, poi persino messi a rischio dagli spietati untori delle altre regioni. La responsabilità dei governatori è gravissima perché soffiano sul fuoco di un demagogico risentimento contro lo Stato che può avere effetti davvero gravi tra italiani che stanno soffrendo disagi economici e sociali quali forse mai patiti dall’epoca del secondo dopoguerra. Abbattere qualsiasi residuo di fiducia ricorrendo al sottofondo di ostilità campanilistiche e provinciali – conclude La Spina - costituisce una bieca e vile operazione politica”.
 
Antonio Polito, Corriere della Sera
La stessa analisi viene condivisa sul Corriere della Sera da Antonio Polito, il quale, con toni più lievi, si concentra in particolare sulle polemiche nate dopo l’idea di alcuni governatori regionali di richiedere ai turisti un passaporto sanitario. “Quando si andava allo stadio incorreva in sanzioni chi si rendeva colpevole con cori o striscioni di «discriminazione territoriale». Ma non avremmo mai immaginato che un giorno si sarebbe ipotizzato di limitare lo sbocco al mare degli italiani sulla base del territorio da cui provengono. Si vede che qualcuno ha scambiato i lombardi con i longobardi, e vuol rovinare la loro storia d’amore con le isole. Che dura almeno da quando, più di centocinquanta anni fa, sbarcarono in 437 a Marsala per liberare le due Sicilie (179 erano bergamaschi, 63 bresciani). La polemica sul passaporto sanitario, che tenta Sardegna e Sicilia e fa infuriare il sindaco di Milano, in realtà è fondata sul nulla. Intanto perché per usare un passaporto ci vogliono frontiere, di cui le regioni non dispongono. E poi perché comunque non sarebbe sanitario, visto che non esiste un test che possa garantire l’immunità. Contribuisce però grandemente a peggiorare quella tendenza al sovranismo regionale che ha già più volte complicato la crisi del coronavirus, producendo un patchwork di normative locali. Si vede che qualche governatore si è un po’ montato la testa, e qualche sindaco l’ha un po’ persa. Suggeriremmo a tutti di darsi una calmata. Se gli amministratori litigano sul bagnasciuga, che cosa accadrà tra residenti e turisti sulle spiagge? Da oggi – ammonisce con ironia Polito - comincia la fase 2 giugno, Festa della Repubblica. Una e indivisibile (articolo 5 della Costituzione)”.
 
Bernard Guetta, Repubblica
Nella nuova guerra fredda tra Usa e Cina, destinata ad acuirsi sulla scia di quanto sta accadendo ad Hong Kong, Bernard Guetta su Repubblica si chiede quale potrebbe essere il ruolo dell’Europa. “Per l’Unione Europea, seconda potenza economica mondiale dopo gli Stati Uniti ma prima della Cina, la partita è estremamente delicata perché non ha né un governo centrale né un esercito, perché resta un nano politico nel momento in cui è virtualmente stretta nella morsa di due Stati nazione. La domanda dunque è: che fare? La prima opzione sarebbe di schierarsi al fianco degli Stati Uniti, per indurre la Cina a più miti consigli. Gli americani, tanto i democratici quanto i repubblicani, non chiedono di meglio. Anzi, fanno esplicitamente pressione in questo senso sugli europei, e tutto spinge l’Unione in questa direzione. La Cina – sostiene Guetta - è la più grande e sofisticata delle dittature, oltre a essere il Paese più popolato al mondo. Anche tralasciando il Pireo, di cui è ormai proprietaria, è già impiantata con forza in altri undici dei principali porti europei. Fusione del peggio del capitalismo e del comunismo, la dittatura cinese piazza le sue pedine in tutta l’Unione, con metodicità tale che gli europei avrebbero grande necessità di poter ricorrere all’opzione americana. Sarebbe un’opzione praticabile se a novembre fossero i democratici a prevalere. Con loro sarebbe possibile negoziare una convergenza a condizioni affidabili e reciprocamente vantaggiose. Ma se a prevalere dovesse essere Trump, sarebbe difficile negoziare un accordo di lungo periodo con un uomo così instabile. In questa ipotesi, l’Ue dovrebbe semmai cercare di tenersi in equilibrio fra Washington e Pechino, scambiando una relativa neutralità contro la garanzia dei suoi interessi economici fondamentali. L’Europa, e con lei il mondo intero, viaggerebbe in questa eventualità in territorio sconosciuto”.
Altre sull'argomento
Donald, mio zio
Donald, mio zio
Arriva il libro di Mary Trump, nipote e psicologa
I Benetton e la revoca impossibile
I Benetton e la revoca impossibile
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Altro parere
Altro parere
Il virus e i nuovi confini tra sinistra e destra
Recessione e profezie autoavverantesi
Recessione e profezie autoavverantesi
Il calo dei consumi anche di chi potrebbe spendere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.