Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Cosa (non) ci ha insegnato il lockdown

Redazione InPi¨ 22/05/2020

Altro parere Altro parere Michele Brambilla, Il Giorno
“La pur deprimente immagine dell’assembramento di deputati che si azzuffano alla Camera è in fondo una buona notizia: sta a significare, simbolicamente, che il lockdown è finito, che si torna alla normalità”. Michele Brambilla direttore del Giorno la butta sull’ironia ma neanche troppo: “È però, appunto, una normalità. Ci eravamo illusi che il flagello dell’epidemia ci avrebbe resi tutti migliori. Anche i politici avevano assicurato, all’inizio, che sarebbero stati tutti uniti per il bene del Paese, passando sopra a divisioni, interessi di parte, vecchi e nuovi rancori. Invece, sono tornati litigiosi come e peggio di prima. Ma non me la prendo solo con i politici. Temo che il discorso riguardi ciascuno di noi. Avevamo sperato e perfin scritto che la sofferenza ci avrebbe resi più attenti, innanzitutto, al dono della vita, che diamo sempre per scontato come se fosse un nostro diritto e non invece qualcosa che ci è data. Poi, l’economia. Le privazioni - pur limitate e provvisorie - ci avrebbero dovuto far prendere coscienza che abbiamo avuto la fortuna di capitare nella parte più ricca del mondo e della storia: quella che ci ha garantito il necessario (in abbondanza) e pure il superfluo. La crisi economica straordinaria seguita a soli due mesi di stop avrebbe dovuto farci riflettere sul fatto che questo nostro sistema ha una sua fragilità e forse una sua menzogna. E poi l’accorgersi che durante il lockdown siamo stati tenuti vivi dai lavoratori meno pagati: gli infermieri, i rider, le commesse dei supermercati, i postini, i carabinieri i poliziotti e i militari, gli edicolanti, gli operai che hanno continuato a produrre i beni di prima necessità, i camionisti che li hanno trasportati... Se il loro lavoro è così essenziale, perché sono pagati meno di coloro di cui si è potuto fare a meno? Non è forse il segno di un’ingiustizia sociale di cui ora si dovrebbe tenere conto? E ancora il valore del tempo: imparare a far scorrere le ore lente dentro gli anni veloci. Vedo però che siamo già tornati all’insofferenza per una semplice attesa in coda. Ma era sbagliato pensare al lockdown come a una sospensione della nostra complessa umanità. Abbiamo tutti memoria, ora, di aver fatto cose buone e altre che non ripeteremmo”.
 
Andrea Marcenaro, il Foglio
L’Andrea’s Version sul Foglio, di Andrea Marcenaro, propone un impietoso quanto arduo confronto: quello tra Churchill e Zingaretti. E lo fa con il consueto sarcasmo: “C’è lo statista di un tipo e lo statista di un altro. Così Nicola Zingaretti, per esempio, durante la conferenza stampa all’ospedale Spallanzani di Roma: ”Ai ragazzi dico: spero che la mascherina diventi un nuovo accessorio di moda dell’estate, come un foulard, un braccialetto. Resistete, ragazzi, forza!”. Così l’abusato Churchill molto prima, cioè dopo Dunkerque, alla Camera dei Comuni: “Combatteremo in Francia, sui mari e gli oceani, combatteremo sulle spiagge, nei campi, sulle strade e sulle colline…”. Combatteremo, Nicola, combatteremo. Noi si apprezza il made in Italy, Nicola caro, figurarsi l’Italia da bere, ma non è esattamente: ci truccheremo sui mari e sulle spiagge, il rossetto tra i campi, spalmeremo tutto il fard tra le colline”.
 
Altre sull'argomento
L'app Immuni e i timori per la privacy
L'app Immuni e i timori per la privacy
Le preoccupazioni sono eccessive e il contact tracing pu˛ essere molto utile
Contundente
Contundente
Assemblea
Purosangue (e polli) alla corte di Zaia
Purosangue (e polli) alla corte di Zaia
Le polemiche del virologo Crisanti con i dirigenti sanitari regionali
 E' il turismo il settore pi¨ colpito
E' il turismo il settore pi¨ colpito
ůbisogna investire in proporzione al danno
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.