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Altro parere

Alt al mercato degli innocenti

Redazione InPi¨ 21/05/2020

Altro parere Altro parere Antonella Mariani, Avvenire
Antonella Mariani su Avvenire parla della “disumana pratica dell’utero in affitto” e delle decine di neonati nelle culle allineate in un albergo di Kiev in attesa che le coppie committenti vadano a ritirarli. Una vicenda emersa a causa del lockdown imposto dalla pandemia. “Quando afferma che «la surrogata più economica in Europa è in Ucraina, il Paese più povero d’Europa» il sito web della clinica BioTexCom, specializzata in Gravidanza per altri, commette un clamoroso autogol certificando che utero in affitto e povertà sono strettamente connessi. Laddove c’è più miseria, un numero maggiore di donne è disposto a prestarsi per un ‘servizio’ che solo per ipocrisia alcuni chiamano ‘solidale’. Certo, quei bimbi a Kiev sono nutriti e accuditi, ma senza madri e padri accanto. Apolidi. Di nessuno, in definitiva. Persino nella permissiva Ucraina si levano voci sdegnate, ma non ci illudiamo che l’indignazione possa incanalarsi in una proposta per frenare il business della gravidanza a contratto. E tuttavia sappiamo che altri Paesi sono corsi ai ripari proprio sull’onda di scandali analoghi. E’ accaduto in Thailandia, dove la Gpa è stata inibita alle coppie straniere dopo che due genitori australiani avevano rifiutato un bimbo affetto dalla Sindrome di Down, ‘ritirando’ solo il gemello sano. Anche l’India ha fatto dietrofront dopo che decine di inchieste avevano documentato le condizioni di schiavitù in cui erano costrette le donne–incubatrici per conto di committenti di tutto il mondo. Ma qualsiasi misura nazionale per contrastare chi ricorre alla Gpa all’estero si ritorcerebbe sullo stesso bambino, innocente per definizione. La strada repressiva appare impervia perché tra gli attori in gioco ci sono creature che non devono diventare una volta di più ostaggio e vittime delle scelte ingiuste degli adulti. In questo impasse cresce un consistente e agguerrito movimento trasversale che anima mozioni e petizioni pubbliche. L’obiettivo non è a portata di mano, come non lo fu l’abolizione della schiavitù o lo stop all’impiego delle mine antiuomo: il bando universale all’utero in affitto in nome di un principio superiore. La superiore dignità di ogni donna e di ogni bambino”.
 
Massimo Gramellini, Corriere della Sera
Massimo Gramellini sul Corriere della Sera distrugge la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “Avrei voluto spezzare una lancia, o almeno un imbuto, a favore della ministra della Distruzione Pubblica, schernita sui social per avere affermato che gli studenti «non sono imbuti da riempire di conoscenze». A parte che, per far arrivare le conoscenze a studenti barricati in casa da mesi, più che gli imbuti oggi servirebbero le catapulte. Ma mi era sembrato un esercizio di gratuita ferocia demonizzarla per un lapsus. Non posso entrare nel cervello della mia ministra preferita (per lei ho tradito Toninelli), ma immagino che persino Di Maio sappia che gli imbuti servono a travasare i liquidi e non a trattenerli. Senonché ieri la Azzolina ha voluto tornarci su. E, invece di correggere il lapsus, lo ha fieramente ribadito, sostenendo di essersi riferita a un imbuto specifico, quello di Norimberga, e invitando i critici a consultare un motore di ricerca. Una ministra dell’Istruzione che cita Google invece della Treccani dev’essere sicuramente all’avanguardia, ma il guaio è che proprio sul motore di ricerca si scopre che l’imbuto di Norimberga prende il nome da un’incisione settecentesca in cui l’insegnante versa il sapere dentro la testa dell’allievo «con» un imbuto. Quindi gli allievi non sono imbuti neanche a Norimberga. Se fossi la ministra, tornerei a scuola per un ripasso. Peccato che qualcuno l’abbia chiusa”.
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