Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Liberta' vigilata no

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 21/05/2020

Liberta' vigilata no Liberta' vigilata no Alessandro Sallusti, Il Giornale
Il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, critica le minacce di richiudere tutto lanciate da governatori, sindaci e pure dal premier dopo le immagini di persone riunite all’aperto senza mascherine e senza distanziamento. “Il premier è furioso, i governatori anche e i sindaci pure: troppa gente in giro a zonzo, troppi assembramenti. Avanti così, dicono, «e si torna alla chiusura» minacciando pure un inasprimento delle multe. Già, tutto giusto in linea teorica ma un conto sono gli assembramenti organizzati in spregio a norme e buon senso, altro è se una somma di comportamenti corretti porta a una situazione di possibile rischio e quindi perseguibile in punta di legge. Se io esco, da solo o in compagnia, equipaggiato e distanziato, e girando l’angolo mi ritrovo affiancato ad altre persone che facciamo? Tiriamo a sorte chi deve fare retromarcia, iniziamo a questionare su chi è uscito prima di casa? O si chiude o si apre, sapendo i rischi che si corrono. Pensare di trasformare l’utopia in norma applicabile è tempo perso, soprattutto se parliamo di grandi numeri e di spazi liberi. Voler legiferare sulla sana incoscienza dei bambini, sugli ormoni degli adolescenti, sulla necessità relazionale dei giovani o sulle libertà personali degli adulti è una battaglia illiberale, ma soprattutto contro i mulini a vento, simile al tentativo (ovviamente fallito) di voler riaprire il calcio con le regole degli scacchi. La questione non è se è giusto o sbagliato, è semplicemente impossibile, quindi tanto vale farsene una ragione e smetterla di minacciare ogni giorno tutto e tutti con toni che vanno dal paternalista al dittatoriale. Siamo stati convinti sostenitori della necessità di chiudere tutto e non abbiamo deciso noi di riaprire, chi lo ha fatto spero abbia fatto tutti i ragionamenti del caso. Se la reclusione aveva un senso – conclude Sallusti -, la libertà vigilata proprio non ci piace”.
 
Francesco Guerrera, La Stampa
Sulla Stampa Francesco Guerrera analizza gli effetti del gigantesco supporto finanziario offerto da banche centrali e governi durante l’epidemia e parla di una “clamorosa divergenza tra mercati borsistici ed economie reali”. “I prezzi delle azioni – spiega Guerrera - riflettono il futuro: il flusso di utili che gli investitori credono che le aziende guadagneranno nei mesi a venire. Il Coronavirus ha nullificato questa teoria. L’S&P 500 è salito di più del 30% nell’ultimo mese e mezzo. Il Nasdaq ha già cancellato tutte le perdite del 2020. In Europa lo Stoxx 600 è a +22% dopo aver toccato il fondo a fine marzo. L’economia mondiale, invece, sta malissimo. La disoccupazione Usa è quasi al 15%, mentre in Europa si paventa un crollo epocale del Pil. Ci sono tre ragioni principali per questa clamorosa divergenza. La prima è che gli aiuti massicci sborsati dalle autorità monetarie di mezzo mondo hanno convinto gli investitori che i potenti del pianeta non tollereranno fallimenti di massa. Quando la Fed dice che è pronta a comprare obbligazioni-spazzatura di società in difficoltà, i mercati capiscono che il rischio di perdite è limitato. Il secondo motivo è il boom tecnologico del nostro secolo. A tirare la volata agli investitori è un piccolo gruppo di giganti di Silicon Valley. La capitalizzazione di mercato di Apple, Alphabet, Amazon, Facebook e Microsoft vale un quinto di tutto l’S&P 500. E la terza ragione è che i gestori di capitale non hanno alternative: i rendimenti delle obbligazioni sono ai minimi storici proprio perché le banche centrali mantengono tassi bassissimi per stimolare l’economia. Ma questa divergenza non sarà di lunga durata - avverte Guerrera -. Il rischio di un secondo picco del virus, o anche semplicemente gli effetti di un lungo periodo in cui milioni di persone non hanno prodotto nulla, costringeranno gli investitori a piegarsi alle difficoltà di economie, consumatori e aziende”.
 
Paolo Garimberti, Repubblica
“Lo scontro di inusitata violenza diplomatica che si è svolto all’assemblea dell’Oms è stato la plateale conferma che la nuova guerra fredda ha come attori protagonisti gli Stati Uniti e la Cina”. Lo sostiene su Repubblica Paolo Garimberti, secondo il quale “la pandemia sembra aver aperto gli occhi a Trump: la vera minaccia alla supremazia americana nel mondo viene dalla Cina. La Russia ha ancora la forza militare e l’abilità nello spionaggio. Ma arsenali e spie sono strumenti della vecchia guerra fredda. Oggi ne servono altri, forza economica e sofisticazione tecnologica. Nel 1990 l’economia cinese era il 40% di quella sovietica. Oggi è otto volte quella russa. La Belt and Road Initiative vale dieci volte il Piano Marshall, Pechino spende 38 miliardi di dollari l’anno per aiuti all’estero e destina ogni anno 10 miliardi di dollari in propaganda. La Cina ha creato 525 Confucius Institute e l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha 180 uffici sparsi in cinque continenti. Una macchina che consente alla Cina di combinare soft power con lo sharp power, scalzando la Russia nel ruolo di influencer sulla scena internazionale. Il presidente cinese Xi Jinping sembra essere uscito indenne dalla crisi sanitaria. E la sua risposta alla sfida di Trump, sul palcoscenico dell’assemblea Oms, è stata quella di chi si sente ormai allo stesso livello: una donazione di due miliardi di dollari. La prima guerra fredda non era stata soltanto una corsa agli armamenti ma anche una gara di popolarità nel mondo. Gli Usa l’avevano vinta grazie a quattro strumenti: l’attrazione culturale, gli incentivi economici, la finezza diplomatica e la protezione militare. Trump sembra incapace di usarli. Peggio, li rifiuta. La seconda guerra fredda è piena di incognite – conclude Garimberti -. Soprattutto per quell’Alleanza occidentale nella quale il presidente americano pare non credere più”.
Altre sull'argomento
Altro parere
Altro parere
La scienza a orologeria
A rischio l'unita' dello Stato
A rischio l'unita' dello Stato
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
A rischio l'indipendenza delle banche centrali
A rischio l'indipendenza delle banche centrali
Come conseguenza dell'acquisto massiccio di titoli di Stato dovuto ...
Il perdono in Arabia Saudita oggi
Il perdono in Arabia Saudita oggi
Jamal Kashoggi, gli assassini e la famiglia
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.