Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Bonafede salvato dal virus

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 20/05/2020

Bonafede salvato dal virus Bonafede salvato dal virus Federico Geremicca, La Stampa
Federico Geremicca parla sulla Stampa delle mozioni di sfiducia al ministro della Giustizia Bonafede che verranno votate oggi in Senato. “Oggi vanno alla prova tante cose. Ma innanzitutto il grado di consapevolezza che si ha a Roma della situazione nella quale si trova il sempre citato Paese reale. Si fatica a ripartire, la gente è arrabbiata, il sostegno economico del governo è per molti una chimera: e intanto, mentre l'Europa definisce percorsi e condizioni degli aiuti economici anti-pandemia, l'Italia è costretta ad accodarsi. Di fronte a un quadro così, nella maggioranza di governo a nessuno è mai venuto in testa anche solo di ventilare l'idea di una crisi: farlo ora assumerebbe un profilo che rasenta l'irresponsabilità. Che la scarcerazione di alcuni boss e la lite con il giudice Di Matteo non abbiano arricchito il curriculum del ministro, è evidente: eppure, utilizzare queste debacle per far saltare il banco è una scelta che, in quanto a lungimiranza, ricorda molto il Papete. Un suicidio, nemmeno richiesto. E infatti non accadrà. Le quotazioni di una crisi di governo ieri erano in netto ribasso: si dice che la nomina di un nuovo sottosegretario da assegnare a Italia Viva e l'annuncio di una qualche futura correzione di rotta, potrebbero bastare a Renzi per rinfoderare la pistola. Si fatica a crederlo, ma è lo svolgimento più prevedibile, considerata la situazione. C'è un Paese in ginocchio sul quale stanno per piovere centinaia di miliardi per favorire la ripartenza. Nessun governo rinuncerebbe ad una occasione così, che in fondo rappresenta anche un'opportunità per riguadagnare i consensi perduti. Trappole parlamentari permettendo, nemmeno Conte lo farà. E Bonafede potrebbe passare alla piccola storia politica per essere stato il primo ministro salvato dalla pandemia”.
 
Antonio Polito, Corriere della Sera
Sul Corriere della Sera Antonio Polito riscontra un’analogia tra il 2 giugno del ’46 e la data scelta dal centrodestra per mettere fine al lockdown della piazza. “Meloni e Salvini erano certamente consapevoli del valore simbolico della data, anniversario del referendum che fece nascere la Repubblica e dell’elezione della prima assemblea democratica dopo il fascismo”, momento conclusivo di una fase in cui “i partiti che sarebbero diventati nemici giurati si misero d’accordo sulle regole comuni. E’ un’analogia – sostiene Polito - che dovrebbe far riflettere l’opposizione. Oggi il suo ruolo, in attesa delle elezioni che verranno e dinanzi a un Paese in ginocchio, deve essere quello di «governare» già da subito, con capacità di proposta e pretesa di ascolto e non siamo certi che la protesta sia il modo migliore per farsi sentire. Ma c’è un altro motivo di riflessione da considerare. Ed è il cambiamento della situazione geopolitica in cui potrebbe avvenire la «ricostruzione» italiana se la proposta Merkel-Macron avrà successo. E’ meglio non lasciarsi sedurre dai paragoni con il Piano Marshall, ma certo quella scelta strategica degli Usa cambiò radicalmente le regole del gioco politico in Italia. I democristiani ne diventarono gli alfieri, e governarono per 45 anni; i comunisti ne diventarono gli avversari, e finirono all’opposizione per 45 anni. I leader del centrodestra di oggi, Salvini e Meloni in particolare, visto che Berlusconi sembra esserne più consapevole, devono sapere che se l’iniziativa franco-tedesca si realizzerà niente potrà essere come prima. Un’agitazione sovranista contro l’Europa, mentre questa collabora trasferendo per la prima volta risorse da uno Stato un altro sarebbe difficilmente comprensibile per la nostra opinione pubblica. Se dalle nebbie della pandemia si stagliasse la figura di un nuovo gigante buono solidale con l’Italia chi avrebbe voglia di tirargli le pietre?”.
 
Alessandro Penati, Repubblica
Su Repubblica Alessandro Penati ragiona sui limiti dell’intervento dello Stato sul capitale delle imprese. “Per fronteggiare la crisi, lo Stato ha predisposto una pletora di interventi che lo porterà a giocare un ruolo importante nella vita delle imprese. L’intervento pubblico è giustificato dall’emergenza, ma avviene in modo scoordinato, senza una strategia chiaramente definita, frutto di compromessi e convenienze della politica. Dovrebbe essere limitato nel tempo, volto ad aiutare le imprese a superare la crisi e sostenerne l’eventuale ristrutturazione e il rilancio, per poi uscire, magari guadagnandoci. Ma evitando di prolungare l’agonia di quelle prive di prospettive. Non è una questione ideologica: tutte le risorse che lo Stato investe sono prese a prestito dagli altri Paesi tramite Commissione, Bce e Mes, oltre che dagli investitori privati in Btp e risparmio postale. Prima o poi ne dovrà rendere conto. L’efficienza dell’apparto statale nel gestire l’emergenza sanitaria e il lungo elenco di dissesti che l’intervento pubblico non è mai riuscito a risolvere non fanno ben sperare. Senza una chiara prospettiva, la maggiore presenza dello Stato rischia di diventare irreversibile, col rischio di pregiudicare ulteriormente la nostra capacità di crescita. Oggi l’Europa benedice lo Stato imprenditore sospendendo le norme sugli aiuti di stato e la concorrenza, e ammettendo che si ergano barriere ai movimenti di capitale infra-europei (Stato azionista e golden power, sono la più formidabile delle barriere), dando in questo modo un colpo di piccone al progetto originale del mercato unico. Nei fatti si scoraggiano le aggregazioni e ristrutturazioni nell’Eurozona che invece sarebbero indispensabili per competere efficacemente con le imprese di Usa e Cina. Per l’Italia – conclude Penati -, un altro passo verso la decrescita infelice".
Altre sull'argomento
Visco e la vera sfida dell'Italia
Visco e la vera sfida dell'Italia
Utilizzare bene le colossali risorse finanziarie dell'Europa
Ridurre le tasse con i soldi europei?
Ridurre le tasse con i soldi europei?
Un'idea due volte sbagliata: in realtÓ dovremmo concentrarci sulla ...
La speranza del Governatore
La speranza del Governatore
Serve una strategia per ridurre i ritardi del passato e promuovere uno ...
L'Europa c'Ŕ (e Conte Ŕ europeo)
L'Europa c'Ŕ (e Conte Ŕ europeo)
Ora il problema Ŕ utilizzare bene i 750 miliardi del Recovery Fund
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.