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Interviste da non perdere

Redazione InPiù 04/05/2020

Oggi hanno detto Oggi hanno detto De Micheli: Non c’è stato assalto a bus e treni. Ora incentivi per le bici
Nel primo giorno di Fase 2 non c’è stato assalto a treni e bus: ora pensiamo a incentivi per le bici. Lo afferma il ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Paola De Micheli intervistata da Giovanna Vitale per La Stampa. «Le previsioni del governo sono state confermate. Da due settimane ripetiamo che l’apertura sarebbe stata graduale e che al massimo il 10% dei “lavoratori di ritorno”, circa 300mila persone in tutta Italia, avrebbero usato i mezzi pubblici. Il monitoraggio di queste ore ci sta dando ragione: non c’è stato nessun caos trasporti». In cifre cosa significa? «Sui treni a lunga percorrenza hanno viaggiato il 5% di passeggeri in più rispetto alla settimana precedente. Fino alle 15, tra Genova e Roma sono partite in tutto 160 persone: 41 in più di lunedì scorso. Sul Torino-Napoli 100 in più. Tra Roma e Bolzano 13 in più. Non proprio un esodo di massa». Non crede però che il vero test debba ancora arrivare: il 18 maggio, quando riapriranno i negozi e il grosso del Paese ripartirà? «Come dimostra la giornata di oggi, la fase 2 del trasporto è sotto controllo. Il 18 scatterà quella che potremo chiamare fase 2.1. Sulla base di quello che sta funzionando introdurremo correttivi e ulteriori modalità organizzative. Già domani rivedrò le associazioni del Tpl. E con il Comitato tecnico scientifico stiamo verificando se si possono validare procedure alternative di sicurezza». Per chi non usa la mascherina sui mezzi pubblici non sono previste sanzioni: le introdurrete? «Il Cts le mascherine le aveva raccomandate, noi le abbiamo trasformate in un obbligo, anche grazie al prezzo imposto e alla distribuzione sul territorio, senza però multe, per dare alle persone la possibilità di organizzarsi. Vista la disciplina dei passeggeri non credo ci sarà necessità di sanzioni». E torniamo all’incubo 18 maggio. Il sistema dei trasporti reggerà? «Ci stiamo lavorando. Investendo non solo sul senso di responsabilità dei cittadini ma anche sulla mobilità alternativa. Il decreto Maggio prevede incentivi sia per l’acquisto sia per lo sharing di monopattini e bici, compresi quelli elettrici». Di quanto sarà l’incentivo? E lo darete a chiunque lo richieda? «Per le biciclette è previsto fino a un massimo di 500 euro. Ma non verrà calcolato per soglie di reddito».
 
Guerini: Ue e Nato i nostri pilastri. Serve trasparenza sull’origine del virus
Ue e Nato sono i pilastri dell’Italia e sull’origine del virus serve trasparenza. Lo afferma il ministro degli Esteri, Lorenzo Guerini, intervistato da Tommaso Ciriaco per la Repubblica. Un virus minuscolo e le informazioni sulla sua genesi stanno alzando un muro imponente tra Stati Uniti e Cina. Ministro Lorenzo Guerini, la pandemia ha generato una nuova guerra fredda? «L’emergenza si sviluppa su diverse dimensioni: sanitaria, economica, geopolitica. Ed è chiaro che questa partita va affrontata partendo dalla collaborazione tra gli Stati, dalla necessaria trasparenza nella comunicazione e nella condivisione dei dati sul virus». Trasparenza e condivisione, dice. Ma Washington accusa Pechino di aver nascosto al mondo notizie fondamentali per contrastare la pandemia, a partire dal virus che sarebbe sfuggito dal laboratorio di Wuhan. Il governo cinese è stato reticente? «Penso che condivisone e circolazione di informazioni sul virus siano essenziali per consentire al mondo di reagire alla pandemia con un’azione adeguata. E alla comunità scientifica di lavorare alle cure. Non possono esserci zone d’ombra, opacità o mancanza di trasparenza». Andiamo ancora più a fondo: l’Italia ha ricevuto aiuti da Cina e Russia. Di fronte a una escalation tra Cina e Usa, rischiamo di dover scegliere tra la tradizionale collocazione internazionale e i nuovi sbocchi commerciali? «Dialoghiamo con tutti, ma i pilastri della nostra sicurezza sono Nato e Unione europea. E questi rimangono. Nella fase dell’emergenza sanitaria, la comunità internazionale ha aiutato l’Italia. L’ha fatto l’Europa, gli Stati Uniti, e altre Paesi tra cui Cina e Russia. Questa circostanza, però, non modifica minimamente il nostro tradizionale quadro di riferimento internazionale. Siamo grati a tutti per gli aiuti, ma non c’entrano con i pilastri della nostra collocazione, che non cambiano». La Via della Seta aveva già messo l’Italia in una posizione scomoda con gli Stati Uniti. Anche l’attuale maggioranza rischia di spaccarsi su questo nodo geopolitico, visto la predilezione dei 5S per la Cina? «La Cina è un protagonista mondiale. È naturale e utile al nostro Paese che vi siano cooperazione e scambi commerciali. Ciò detto, progetto europeo e alleanza atlantica restano i nostri capisaldi, uniti a quella visione multilaterale che da sempre caratterizza l’Italia».
 
Spataro: Da Di Matteo frasi inaccettabili per un magistrato. Disonora la categoria
Quelle di Nino Di Matteo sono frasi inaccettabili per un magistrato. Disonora la categoria. Lo afferma l’ex procuratore di Torino, Armando Spataro, intervistato da Paolo Colonnello per La Stampa a proposito della violenta polemica in atto tra il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e il magistrato ‘antimafia’. Cosa dobbiamo pensare di questo ennesimo scontro tra magistratura e politica, dottor Spataro? «Intanto trovo sia giusto parlare più dello scontro di un magistrato e devo anche dire che le affermazioni di questo magistrato, che per altro è anche un componente del Csm, mi hanno lasciato senza parole». Perché? «Intanto perché non è la prima volta che attraverso certe affermazioni Di Matteo non rende onore alle istituzioni. Ognuno è libero di pensarla come crede, ma la sensazione che ne esce dalle sue affermazioni è che il ministro della Giustizia aveva intenzione di nominarlo al vertice del Dap e in qualche modo ci abbia ripensato perché questa decisione poteva non essere gradita ai detenuti mafiosi». Questo è ciò che ha lasciato intendere in televisione. Non doveva parlarne? «Non è accettabile che una cosa del genere venga detta da un pm che dovrebbe parlare non per ipotesi ma per fatti certi. Essere poi membri del Csm comporta un maggior rispetto istituzionale. Sono rimasto così colpito da queste accuse che insieme al consigliere Nello Nappi abbiamo inviato due righe al ministro per esprimere la nostra solidarietà. Va da sé che il riferimento è solo a questo episodio perché poi possono esserci altre scelte del ministro criticabili e da me criticate». Invece il caso è esploso in televisione, durante una puntata del programma di Giletti. Ma le sembra normale far volare gli stracci in tv? «Assolutamente no, bisognerebbe smetterla con queste cose. Ma ciò rimanda anche alle modalità di come si fa comunicazione, in certi programmi di punta ad alimentare gli scontri».
 
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