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Musei e librerie sono attivitÓ essenziali

Redazione InPi¨ 08/04/2020

Altro parere Altro parere Ernesto Ferrero, La Stampa
Sarebbe stato importante, anzi essenziale – scrive sulla Stampa Ernesto Ferrero, scrittore, critico ed ex direttore del Salone del Libro di Torino –, che all’atto di imporre quello che nel nostro provincialismo chiamiamo lockdown, il governo italiano avesse incluso nell’elenco delle attività essenziali musei, biblioteche e librerie. Con le stesse regole che disciplinano l’accesso ai supermercati e alle tabaccherie: contingentamento, distanze, divieto di assembramento, vigilanza rigorosa. Non ci sarebbe nemmeno stato bisogno di dirlo: i fruitori di cultura sono, proprio in quanto tali, cittadini con spiccato senso di consapevolezza e responsabilità. E in ogni caso in quei granai (così Marguerite Yourcenar) non si registrano mai sovraffollamenti e assalti che mettano in pericolo la salute pubblica. Ha ragione Sgarbi quando, pur nei suoi modi teatralmente esagitati, chiede di non tenere chiusa la mostra di Raffaello alle Scuderie del Quirinale. Sarebbe stato un gesto di alta valenza simbolica, un modo per dire urbi et orbi che cibo per il corpo e cibo per la mente hanno la stessa necessità e dignità, che anche e soprattutto nelle emergenze più difficili (Leningrado insegna) la cultura resta un bene prezioso quanto i rifornimenti alimentari, addirittura un presidio sanitario. La lettura, come la musica o l’arte, producono benessere, corroborano il tono generale e il sistema immunitario, tanto che in Inghilterra se ne occupa un dipartimento incorporato nel Sistema Sanitario Nazionale. Sarebbe stato un modo per dire che la cultura, e l’immenso patrimonio artistico di cui siamo gli indegni eredi, rappresentano il faro che guida le nostre azioni. Il virus aveva fatto al governo italiano un assist prezioso che è andato sprecato, ma c’è ancora tempo per rimediare. La ricostruzione a cui bisogna porre mente e mano da subito, anzi da ieri, ci impone una domanda non più eludibile: quale ruolo intendiamo attribuire alla conoscenza, allo studio, alla ricerca scientifica, alla formazione, al valore formativo della letteratura, delle arti e della musica.
 
Alessandro Sallusti, il Giornale
Molti giornali e reti tv di sinistra – scrive Alessandro Sallusti sul Giornale – stanno puntando il bazooka sulla Lombardia, pensando così di incastrare il centrodestra e distogliere lo sguardo dell’opinione pubblica dal problema principale, cioè il caos che regna nel governo centrale e nella sua Protezione civile, che a due mesi dalla dichiarazione dello stato di emergenza non sono stati capaci di distribuire un euro reale a imprese e famiglie, tanto meno protezioni mediche ad addetti ai lavori e cittadini. In ogni dove si sente chiedere con malcelata malizia: chissà perché tanti contagiati e morti in Lombardia e non in altre regioni. Che è un po’ come se nel 2009 ci si fosse chiesti: chissà perché tanti morti a L’Aquila e non a Napoli. Non voglio fare il saputello, ma la risposta mi sembra semplice: perché il terremoto è stato a L’Aquila, così come l’epidemia è partita in Lombardia con una velocità e una violenza rare. Se l’attacco fosse avvenuto altrove, altro che caso Alzano o Pio Albergo Trivulzio, sicuramente il bollettino di morti e feriti avrebbe avuto ben altre dimensioni. Le carte dimostrano in modo inequivocabile che il presidente lombardo Fontana aveva lanciato forte e chiaro a Roma l’allarme e chiesto al governo di intervenire con forza per sigillare tutto e come risposta ottenne che il leader del Pd, Nicola Zingaretti, a fine febbraio fece un salto a Milano a bere un mojito – aderendo alla mobilitazione promossa dal suo partito «Milanononsiferma» – per dimostrare che il governatore era un pazzo razzista, che tutto andava bene. Il governo non sa che pesci pigliare, la Protezione civile è stata allo sbando, la comunità scientifica non trova risposte efficaci ed è divisa sulle soluzioni, l’Europa ci prende a calci, le banche si tengono strette i soldi e per qualcuno il problema è la Regione Lombardia, cioè la vittima di questo tsunami?
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