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Altro parere

Il problema Ŕ Conte

Redazione InPi¨ 14/02/2020

Altro parere Altro parere Alessandro Sallusti, Il Giornale
Il problema dell’esecutivo non è Matteo Renzi ma il premier Giuseppe Conte. Lo sostiene il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, commentando la decisione dei renziani di disertare la riunione di ieri del Cdm e di aprire di fatto una crisi di governo. “Facciamo finta che Giuseppe Conte a ore salga al Quirinale per prendere istruzioni sul da farsi – ipotizza Sallusti -. Tre le ipotesi: gettare la spugna e provare a passare la mano a qualcun altro, andare alle Camere e chiedere plasticamente la fiducia sperando in una marcia indietro dei renziani, avviare un rimpasto sostituendo in corsa i ministri e i parlamentari di Renzi con un nascente gruppo di responsabili. Tutte e tre le ipotesi ruoterebbero attorno all’obiettivo di provare a salvare la legislatura ed evitare il ritorno alle urne. Ipotesi questa che sbatte però contro il monito più volte lanciato dal presidente Mattarella: «Dopo questo governo ci sono solo le urne». Gli accadimenti politici degli ultimi anni ci hanno però abituato al mai dire mai e il tentativo di restare in qualche modo in sella non è da escludere. La sola ipotesi però di un terzo governo Conte in meno di due anni è da brividi. Dopo aver fallito prima con la Lega e poi con il Pd è chiaro che qualsiasi cosa il premier si inventi non ci sarà un due senza tre. Altro che Renzi, lui e i Cinque Stelle sono la mamma di tutti i problemi. Chiunque pensi di dare all’occorrenza una mano a Conte a rimanere in sella ci pensi bene: prolungherebbe solo di qualche mese la sua agonia e non salverebbe né la faccia né la poltrona. Se pateracchio d’emergenza dovrà essere, che almeno nessuna delle disastrose figure protagoniste di questa sciagurata stagione pensi di poter continuare a far danni come se nulla fosse. Se dovesse venire giù tutto, meglio sarebbe che venga giù fino in fondo e definitivamente”.
 
Salvatore Merlo, Il Foglio
Salvatore Merlo commenta sul Foglio la “legge spazzacorrotti”, dichiarata incostituzionale “proprio nella parte di cui i Cinque stelle si vantavano”. “Una pioggia di richieste di risarcimenti si profila all’orizzonte, visto che molte persone sono finite in carcere in base a una legge ispirata da crassa ignoranza e fanatismo tossico. Non è una sorpresa. Proprio come succede in questi giorni per la prescrizione, anche ai tempi in cui si discuteva della spazzacorrotti le persone che un po’ hanno studiato tentavano di farglielo capire a Dj Fofò, ministro della Giustizia: «Guarda che è incostituzionale, riscrivila». Ed è sufficiente una breve ricerca su internet per scoprire che già un anno fa gli aggettivi più utilizzati da avvocati e professori per definire la legge erano: «Stupida», «illogica», «demenziale», «pericolosa». Ma niente. Irremovibili. Allo stesso modo in cui esultavano sul balcone di Palazzo Chigi all’approvazione della manovra economica che ci avrebbe condotto a uno stato di pre-recessione e a uno spread doppio rispetto a quello del Portogallo, così in quei giorni i grillini scendevano in piazza davanti a Montecitorio con i palloncini colorati, abbandonandosi a festeggiamenti. A questo punto è lecito chiedersi se siano peggio i corrotti o gli incapaci. Uno può anche sentirsela di combattere giorno per giorno ladri e malversatori, di stanare crestatori e tangentisti, cacciare via i complici e i conniventi. Ma come far fronte ai presuntuosi inadeguati, agli analfabeti cronici? Dilapidano in sciocchezze di cittadinanza somme ingenti, fanno fallire le aziende, operano in base a previsioni e orientamenti involuti, si mettono nelle mani dei personaggi più improbabili che il circo abbia mai prodotto, pensano di capire tutto e non capiscono niente. Bisogna porre rimedio. Altro che spazzacorrotti, qua ci vuole la spazzacitrulli. Fate presto”.
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