Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Con i diktat gretini lo smog non scende

Redazione InPi¨ 16/01/2020

Altro parere Altro parere Franco Battaglia, Il Giornale
Franco Battaglia sul Giornale si scaglia contro le misure decise da vari sindaci d’Italia per combattere l’inquinamento da polveri sottili. “Spero che conveniate con me che è irrilevante che lo smog sia da traffico o da altra causa. Noi vogliamo combattere lo smog, no? Allora, misure del tipo bloccare le auto diesel, come fa quel capolavoro che siede al Campidoglio, sono irrilevanti: gran parte delle polveri indesiderate causate dalle auto derivano dall’attrito delle gomme sul terreno e da quello del sistema frenante. Ma senza la forza d’attrito le auto non si muoverebbero d’un millimetro e al Campidoglio non resta che vietare alle auto di frenare. In ogni caso, le auto incidono al 30% sull’inquinamento urbano e intervenendo sulle auto questa è la massima riduzione possibile. Posto allora che i blocchi (targhe alterne, domeniche a piedi, ecc.) incidono, è possibile calcolare, sull’1% dello smog, cerchiamo di essere qui propositivi. E siccome tutti si riempiono la bocca con misure «strutturali», diciamole una buona volta quali potrebbero essere. Per ragioni di spazio ne cito solo due. Primo: avviare un processo di grandi opere, faraoniche direi, e regalare alle grandi città una rete di metropolitane comparabile a quella delle capitali europee. Se oggi tale rete fosse operativa, una buona metà di automobilisti preferirebbe la metro alle auto; che, dimezzate, comporterebbero una riduzione dell’inquinamento atmosferico del 15%. Col bonus aggiuntivo di aver migliorato anche il traffico. Secondo: riavviare il nucleare ed elettrificare il sistema di riscaldamento degli edifici. Questi incidono al 40% sull’inquinamento atmosferico nei mesi invernali. Su base annua, un reattore nucleare comporterebbe una riduzione dell’inquinamento atmosferico del 20% in una città come Roma o Milano. Come vedete, le due misure insieme ridurrebbero lo smog del 35% delle grandi metropoli. Ma bisogna anche vedersela coi Gretini No-Tav e coi Gretini No-Nuke. Non ce la faremo mai”.
 
Mattia Feltri, La Stampa
Sulla Stampa Mattia Feltri dedica il suo Buongiorno alla condizione femminile in Iran. “All’alba degli anni Venti una donna iraniana si ribella e urla la sua libertà, e si strappa il velo davanti a un mullah che la stava rabbiosamente invitando a sistemarselo meglio. Ora questa donna è molto meno sicura e solo un po’ più libera, ma lasciamo perdere cose più grandi di noi. Bisognerebbe ricordare le donne iraniane degli anni Venti, ma del secolo scorso, del Novecento, quelle dell’Association of patriotic women che si strappavano il velo in piazza per urlare la loro, di libertà, e a metà degli anni Trenta ottennero dallo scià il diritto al capo scoperto. Cent’anni dopo siamo ancora lì. Ogni tanto bisognerebbe andare su Internet a guardare le foto delle donne iraniane prima della rivoluzione teocratica del ’79, con le loro minigonne, i loro bikini, i sandali, gli shorts, le acconciature accattivanti, verrebbe da dire l’intero armamentario occidentale, se non fosse che l’Iran ebbe il suo primo ministro donna nel ’68, otto anni prima dell’Italia, che dunque a un certo punto progredì e diventò un po’ iraniana. Il Guardian ha dato notizia delle dimissioni di tre giornaliste della tv di Stato, stanche di raccontare menzogne di regime. Un pensiero va sempre a Marjane Satrapi, finita in carcere per una vignetta, o a Nasrin Sotoudeh, avvocatessa dei diritti umani e perciò condannata a trentatré anni di reclusione e a tante altre che, sempre di più e sempre più spesso, salgono alla prima fila della protesta perché, nell’oscena dittatura maschilista della sharia, le grandi vittime sono loro. Non servirà a nulla, ma per una volta dico #metoo”.
Altre sull'argomento
 Il disgelo sciita in Iran e Iraq
Il disgelo sciita in Iran e Iraq
Tra proteste, rotture e anatemi
Come salvarci dalla prossima guerra
Come salvarci dalla prossima guerra
... la fine dell'economia basata sul petrolio
Trump e i militari, uniti in tv e divisi su tutto
Trump e i militari, uniti in tv e divisi su tutto
Sullo sfondo della crisi iraniana, del mezzo ritiro dalla Siria e ...
Altro parere
Altro parere
La prioritÓ Ŕ creare lavoro
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.