Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 20/12/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Salvini: in tribunale con me ci saranno milioni di italiani
Il 20 gennaio si voterà l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sul caso della nave Gregoretti. L’accusa è sequestro di persona. E i 5Stelle hanno detto che voteranno a favore. «È una cosa surreale» dice al Corriere della Sera il leader della Lega Salvini, intervistato da Marco Cremonesi. «Per un certo verso, anche se gli avvocati mi suggeriscono il contrario, sarei curioso di finire in aula». E se si dovesse decidere per il processo? «Allora processo sia: idealmente in quel tribunale ci saranno con me milioni di italiani. Quanto a Di Maio, ha cambiato idea sui miei processi come l’ha cambiata su tante altre cose. A me dispiace quando ci sono persone che perdono l’onore. È chiaro che per non litigare con il Pd loro si rimangiano tutto quello che avevano detto e fatto». Perché parla di onore? «Guardi, io in questi mesi sto conoscendo la doppia faccia di Conte e Di Maio. Però, se dovessi dire che sono sequestratori o che so io, non lo farei. Se loro invece ritengono che io sia un delinquente che merita 15 anni di carcere... Ma io li attendo al varco». Su che cosa?«Sul decreto sicurezza. Il Parlamento aveva tolto l’attenuante per “tenuità del fatto”in caso di aggressioni a pubblici ufficiali. Ora, mi dicono che la riporteranno nella legge. Ma io mi metto nei panni di qualsiasi poliziotto o carabiniere. E se provano a ridare fiato ai balordi e ai violenti, a quel punto si muove il Paese». Il 20 gennaio si voterà l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Di Maio ha detto che i 5 stelle sono a favore. È preoccupato?«È una cosa surreale. Per un certo verso, anche se gli avvocati mi suggeriscono il contrario, sarei curioso di finire in Aula. Comunque, se decideranno, processo sia: idealmente in quel tribunale ci saranno con me milioni di italiani. Quanto a Di Maio, ha cambiato idea sui miei processi come l’ha cambiata su tante altre cose».
 
Zingaretti: vogliamo andare avanti ma se cade il governo si vota
Nicola Zingaretti, se cade il governo si va a elezioni? «Dopo la caduta di questo governo, che abbiamo fatto bene a far nascere – risponde il segretario del Pd intervistato da Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera –, sarebbero inevitabili le elezioni. Sono convinto che ci siano tutte le condizioni per andare avanti. Ma ci vuole una comune volontà politica. Fino ad ora abbiamo ottenuto alcuni risultati importanti e la prima missione è compiuta: evitato l’aumento delle tasse e la bancarotta; avviato l’approvazione di una buona manovra di bilancio; garantito più giustizia e investimenti in settori strategici, pur nelle difficili condizioni date. Ora occorre definire meglio le priorità, un piano di azione concordato e di più ampio respiro. La priorità assoluta è riaccendere l’economia, dare sostanza allo sviluppo green e alla rivoluzione digitale, investire nella scuola e la conoscenza, accelerare sugli investimenti semplificando l’Italia, impostare e lanciare nuove strategie di politica industriale, mettere cioè al centro l’impegno per il lavoro e la giustizia sociale e ambientale. L’appuntamento che Conte ha indicato è per gennaio. Vedremo. Il Pdci arriverà preparato e con le idee chiare, forse l’anima che tanto cerchiamo è mettere finalmente al centro il futuro di nuova generazione, che coincide con il futuro dell’Italia». Il referendum sul taglio dei parlamentari avvicina il voto? «Le elezioni ci saranno se dovessimo valutare che l’esecutivo ha esaurito la sua funzione e non serve più all’Italia. Il Pd non intende stare al potere per il semplice gusto di esercitarlo. In ogni caso, la vicenda del referendum sul taglio dei parlamentari non influisce sulla data del voto». Se Matteo Renzi rompesse poi non vi alleereste con Iv? «È Italia viva che deve decidere se stare o meno dentro la prospettiva del campo progressista. Nel Paese si sta riaffermando uno schema bipolare. Lo stesso straordinario movimento delle Sardine, con la sua semplicità così intensa,ha scelto da che parte stare».
 
Paragone: Di Maio è deperito. Hanno distrutto il Movimento
«Mia moglie dice che non so organizzare neanche una gita. Figuriamoci se posso gestire un gruppo parlamentare. Sono un cane sciolto. All’opposizione, che è uno spazio meta-politico, posso stare anche da solo. Ma ho un mio pensiero. Se qualcuno me lo chiede sono pronto a prestarglielo». Così dice Gianluigi Paragone, il ribelle possibile front-man di una pattuglia di dissidenti del Movimento 5 stelle,  intervistato da Goffredo De Marchis su Repubblica. E riguardo a una sua possibile espulsione dai 5 Stelle aggiunge: «Gli espulsi dovrebbero essere altri. I tre che hanno firmato il referendum contro il taglio dei parlamentari per esempio. Una bandiera del Movimento». Lo scontento nel gruppo M5S al Senato è certificato. Immaginare che possa trasformarsi in gruppo è tutt’altro che lunare. «Sono sotto processo per non aver votato la fiducia. Anzi, sotto processino come lo chiamo io, fatto dagli uomini grigi di Momo, il romanzo di Ende in cui alla bambina vogliono togliere i colori e il tempo. E dovrei capeggiare una pattuglia di dieci persone per fare da stampella al governo? Mi sembra assurdo». La stampella però decide quando salutare la compagnia. «Io non li vedo dieci senatori pronti a far cadere Conte al mio segnale. Lasciatemi nella mia posizione che secondo i capi è minoritaria, stupida e immatura». Di Maio ha venduto l’anima per la poltrona? «Il governo è diventato più importante del Movimento. Ma attenzione: così non reggerà a lungo. La verità è che stanno distruggendo il Movimento». Ripeto: chi? Di Maio? «A me non interessa nulla del leader. Ma se uno ingrassa o dimagrisce non è colpa della bilancia. Se vieni brutto nei selfie non te la prendi con la macchina fotografica. Di Maio non ha più il peso politico di un anno fa. Il ragazzo è deperito, questo è evidente».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Bertazzo: da Autostrade piano per maggiori investimenti
Bertazzo: da Autostrade piano per maggiori investimenti
Federico Fubini, Corriere della Sera, 21 febbraio
Bertazzo: da Autostrade piano per maggiori investimenti
Bertazzo: da Autostrade piano per maggiori investimenti
Federico Fubini, Corriere della Sera, 21 febbraio
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.