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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 06/12/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Calzolari (Granarolo): Su plastic tax serve tempo alle imprese per organizzarsi
Alle imprese serve tempo per organizzarsi e far fronte alla plastic tax ma siamo contrari alle tasse per fare cassa. Lo afferma Gianpiero Calzolari, imprenditore, presidente di Granarolo e di Bologna Fiere, intervistato da Rita Querzé per il Corriere della Sera. Latte, yogurt, mozzarelle: i vostri prodotti sono in confezioni di plastica. Qualcosa bisogna pur fare... «Anche noi di Granarolo la pensiamo così. E infatti abbiamo cominciato da un pezzo ad aumentare la quota di plastica riciclata nei nostri imballaggi. La Ue dice che entro il 2030 bisogna arrivare al 30% di plastica riciclata dentro alle bottiglie? Bene, noi già oggi abbiamo raggiunto questo traguardo. E abbiamo deciso di arrivare al 50% entro il 2021». Forse non basta. «E allora ci diano obiettivi più sfidanti. Vorrei suggerirne uno: arrivare in tre-quattro anni a utilizzare imballaggi in pet riciclati al 100%». Le aziende potrebbero già cominciare a farlo... «Non proprio. C’è una norma in Italia che limita al 50% il pet riciclato negli imballaggi. Questo tetto andrebbe tolto. E poi c’è un’altra rivoluzione da mettere subito in cantiere: creare una raccolta differenziata per il Pet, materiale che si usa per la conservazione degli alimentari. Oggi mettiamo tutto assieme alla plastica. E sa quale è il risultato? Alla fine il Pet riciclato che mettiamo nelle nostre bottiglie dobbiamo importarlo dall’estero. Dall’India e dal Marocco». Cosa chiedete? «Che l’esonero dal pagamento di questa tassa per ora previsto solo per il settore farmaceutico venga esteso anche al nostro settore. Di certo la quota di plastica riciclata nelle confezioni andrebbe esentata».
 
Boccia: Se ArcelorMittal non licenza lo stato è pronto a fare la sua parte
Se ArcelorMittal toglie i licenziamenti dal tavolo lo stato è pronto a fare la sua parte. Lo afferma il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, intervistato da Lorenzo Salvia per il Corriere della Sera. Ministro con ArcelorMittal è finita qui o ci sono ancora margini per negoziare? «I margini ci sono sempre. Ma è evidente che non si può considerare negoziato un incontro in cui un colosso dell’acciaio, che fa utili in tutto il mondo, mette sul tavolo 4.700 esuberi, praticamente la stessa cifra che aveva fatto deflagrare la questione». Ma per voi c’è un numero di esuberi «accettabile»? «No, non c’è. La questione degli esuberi deve sparire dal tavolo del negoziato». Allora temo che sarà difficile mettersi d’accordo. «Non è detto. Se ArcelorMittal si impegna a mantenere gli organici, come previsto dal contratto che ha firmato poco più di un anno fa, lo Stato è pronto a fare la sua parte per garantire la riconversione green di Taranto». E quanto sarebbe disposto a mettere lo Stato? «È ancora presto per dirlo. Ma lo Stato potrebbe farsi carico di contribuire al sostegno di un piano industriale in grado di mettere insieme bonifiche e riconversione green degli impianti, con la decarbonizzazione che consentirebbe di abbattere le emissioni». Ma si tratta di un processo molto lungo. «Sì, parliamo di qualche anno. Me durante la fase di riconversione, quando la produzione sarà più bassa, lo Stato farebbe la sua parte garantendo la cassa integrazione agli operai che dovessero essere considerati in esubero. Ma solo con l’impegno che nel medio periodo, quando la produzione tornerà a salire, vengano tutti riassorbiti, gli 8 mila di Taranto e gli altri 2.700 degli altri impianti».
 
Morra: Mediare con i dem è difficile ma non dobbiamo arrenderci
In tema di gisutizia mediare con i dem mediare è difficile ma dobbiamo comunque provarci. Lo spiega il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, intervistato da Liana Milella per la Repubblica. Il compromesso sulla prescrizione è un cedimento all’ex Guardasigilli Orlando e al Pd? «Impedire la vergogna della prescrizione (soprattutto per coloro che intenzionalmente la perseguono al fine di sfuggire la sentenza) è l’obiettivo. Come ci si arrivi è secondario e sono sicuro che Bonafede saprà farsi valere nel doveroso dialogo con i partner di governo». La prescrizione “morta” dopo il primo grado è stata una bandiera di M5S contro Berlusconi. Cedere non vi farà perdere altri voti? «La prescrizione è già legge. Con la riforma del processo penale avremo una forte riduzione dei tempi del processo e ciò va nella direzione di una giustizia ragionevolmente celere». Lei lavora a un ddl sul rapporto ergastolo-permessi ai mafiosi. E il Pd che con Orlando era per la linea morbida? «Sarà la Commissione antimafia, possibilmente all’unanimità che, coniugando principi costituzionali e specificità del fenomeno mafioso, disciplinerà l’ordinamento penitenziario, dimostrando che la lotta alle mafie è una priorità nei fatti e non solo negli intenti». Pd e M5S non sono d’accordo su nulla, peggio dei mesi con Salvini... «È normale dialettica parlamentare tra forze che politicamente debbono ancora affinare ciò che unisce piuttosto che ciò che divide. Certo è che l’impronta “mercatista” e “neoliberista” che il Pd renziano aveva assunto mi pare sia sempre più da correggere verso approdi di giustizia sociale e solidarietà che fondano società improntate a cooperazione e non a competizione».
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