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Altro parere

Elkann ha smentito tutti

Redazione InPi¨ 04/12/2019

Altro parere Altro parere Salvatore Merlo, Il Foglio
Salvatore Merlo sul Foglio scrive del destino capovolto di John Elkann, “il nipote che sembrava destinato a chiudere la ditta, e invece ha restaurato l’impero”. “Nei giorni drammatici del convertendo, quando nel 2005 le banche prestarono tre miliardi alla Fiat che ormai appariva destinata a un irrimediabile fallimento, il ventinovenne John Elkann era solo ‘il nipote’, l’erede di Gianni Agnelli, il ragazzo la cui esistenza sembrava un distillato di pene incruente, compresse, quietamente corrosive. La sua era una storia già scritta: doveva essere quello che abbassava la saracinesca su un pezzo di storia d’Italia. Secondo tutti, lasciava infatti la proprietà del Corriere della Sera, il grande giornale della borghesia che fu, e cedeva ai concorrenti De Benedetti anche il controllo della Stampa di Torino, cioè il giornale di famiglia, proprio perché (pre)destinato alla resa e alla sconfitta, al disimpegno dall’impresa e alla fuga dall’Italia, feudo ed epicentro di un impero, con i suoi stabilimenti e i suoi operai, l’odore della fabbrica e delle rotative, gli insediamenti di Torino, Grugliasco e Mirafiori, ultimi barbagli d’un mondo al crepuscolo. Eppure, il rampollo la cui vita sembrava già confezionata nel tessuto del declino ha silenziosamente ribaltato la maledizione congenita che gli si apparecchiava davanti. E così ha pian piano internazionalizzato la Fiat, grazie a Sergio Marchionne, trasformandola nella Fca, ovvero nella più grande multinazionale del nostro paese. L’ha quindi fusa con Chrysler, adesso forse con Peugeot. Ha inoltre acquistato quote del settimanale britannico Economist, rinverdendo i fasti dell’intreccio tra grande capitale e informazione. E lunedì scorso, a quarantatré anni, ecco che l’ex ragazzo timido e insicuro, consuma un ribaltamento simbolico che ha il sapore della nemesi e della rivincita: acquista Repubblica e riprende così anche la Stampa da quei De Benedetti, torinesi come gli Agnelli, ai quali si era collegato nel 2016 come socio minoritario. Finisce dunque che il giornale dell’uomo che tentò di prendere la Fiat all’Avvocato, cioè l’Ingegnere Carlo De Benedetti, viene acquistato dall’erede dell’Avvocato. Nemesi, appunto”.
 
Elena Ugolini, Quotidiano Nazionale
Elena Ugolini sul Quotidiano Nazionale commenta l’indagine triennale Ocse-Pisa, secondo la quale gli studenti italiani hanno un punteggio inferiore di 21 punti alla media Ocse in lettura. “Tra le pieghe dello studio esce fuori anche che il 30% degli studenti in Italia (media Ocse: 26%) afferma che il loro insegnante di italiano, all’inizio della maggior parte delle lezioni, deve attendere a lungo perché la classe si calmi”. Secondo Ugolini questo passaggio del rapporto “non è di secondaria importanza, perché getta una luce importante su che cosa dovrebbe cambiare nella scuola e nel nostro Paese per invertire un trend che dura da anni: la qualità della didattica e il clima che si respira a scuola possono fare la differenza a parità di contesto socio economico, di indirizzo di studi e di area geografica. I dati rivelano che questa mancanza non costituisce un problema solo per i «deboli» ma anche per quegli studenti che l’indagine chiama «ad alto rendimento». Il loro numero è, infatti, statisticamente più basso rispetto alla media dei Paesi Ocse ed è calato nelle ultime rilevazioni. Un dato che diventa più preoccupante se si considera che solo il 60% degli studenti «ad alto rendimento» che appartengono a famiglie socialmente e culturalmente deboli pensa di proseguire gli studi. Forse il fatto che le famiglie dichiarino che l’ultimo dei motivi per cui scelgono la scuola per i loro figli è la qualità dell’insegnamento, può offrirci un altro elemento per capire i motivi di questo inabissamento progressivo. Il fatto che i risultati dei licei e del Nord siano molto al di sopra della media Ocse non può consolarci. Coltivare le competenze valutate dall’indagine Ocse-Pisa dovrebbe essere prioritario a tutti i livelli e a tutte le età”.
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