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Altro parere

Parola di omicida (stradale)

Redazione InPi¨ 29/11/2019

Altro parere Altro parere Alessandro Sallusti, Il Giornale
Sul Giornale, Alessandro Sallusti, critica duramente il M5S e la sua battaglia contro Autostrade facendo riferimento anche ai trascorsi giudiziari di Beppe Grillo. “Il ministro Di Maio ha detto che bisogna revocare le concessioni autostradali al gruppo Benetton «per vendicare i morti del ponte Morandi», e sul suo blog Beppe Grillo si è accodato aprendo una campagna mediatica contro gli attuali gestori. La parola «vendetta» in bocca a un ministro della Repubblica fa paura più delle colpe dei Benetton. Un governo non dovrebbe né vendicarsi né vendicare, semmai pretendere giustizia (che si esercita nelle aule dei tribunali, non a Palazzo Chigi), rispettare e fare rispettare i contratti firmati, ammesso che ne siano capaci. Ed è qui che cascano l’asino vendicatore Luigi Di Maio e il suo compare Beppe Grillo: è un anno e mezzo, da quando cioè cadde il Morandi di Genova, che minacciano tutti i giorni di cacciare a calci i Benetton dalle autostrade ed è da un anno e mezzo che nulla accade. Evidentemente la cosa non è così semplice e forse neppure al momento possibile, né legalmente né economicamente. E poi siamo sicuri che un governo incapace a tenere in cielo i nostri aerei (caso Alitalia) e a produrre acciaio (caso Ilva) sia in grado di garantire più sicurezza ed efficienza sui seimila chilometri (e sulle migliaia di ponti e viadotti) della rete autostradale oggi in concessione? È una domanda retorica, perché la risposta è: no, non sono in grado di farlo, e se lo faranno «per vendetta» l’unico risultato è che saremo tutti più a rischio. Il moralismo unito al giustizialismo fanno disastri, come aver voluto togliere per questioni etiche lo scudo penale ai nuovi padroni dell’Ilva. A maggior ragione se a voler cacciare gli «assassini», e a fare la morale, è un signore, Beppe Grillo, condannato per triplice omicidio stradale e con sulle spalle sei condanne definitive per diffamazione, una delle quali per aver definito «vecchia puttana che si è comprata il premio Nobel» Rita Levi Montalcini. Almeno i Benetton non stanno scappando, come fece lui saltando giù dalla sua jeep in difficoltà su un sentiero e lasciandola così precipitare in un burrone con a bordo due amici e la loro bimba di nove anni. Per risolvere il caso autostrade ci vogliono processi rapidi ed equi, tecnici e politici capaci. Purtroppo non abbiamo, e non avremo, né gli uni né gli altri. E questo sì, grida vendetta”.
 
Mattia Feltri, La Stampa
Il Buongiorno di Mattia Feltri è dedicato all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, figlio del populismo: “Populista - questa qualifica applicata ai demagoghi o agli sboccati o semplicemente ai fessi - è chiunque in questi anni si sia battuto, fino a ottenerla, per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, nell’idea che i partiti siano delle gang di ladroni e usurpatori della sovranità popolare, e di conseguenza il popolo onesto li deve punire. Un modo migliore per darsi una randellata in fronte non c’è: tutti assieme, partiti e popolo si autorandellano vigorosamente nella reciproca esultanza. La differenza fra le dittature e le democrazie è che le prime hanno un solo partito, le altre ne hanno molti. La democrazia è riconoscibile anzitutto per la presenza dei partiti: senza partiti non c’è democrazia, senza democrazia non ci sono partiti, e pertanto una democrazia che finanzia i partiti è una democrazia che finanzia sé stessa. Cioè si protegge. Abbiamo sentito Matteo Renzi (comunque il più garantista del mucchio, gliene si dà merito) trasecolare per l’attacco al finanziamento privato, ma è proprio questo l’errore: i partiti, e dunque la democrazia, non sono un affare privato, sono affare pubblico, e dovrebbe essere interesse di ognuno, con le tasse di ognuno, che si garantisse la sopravvivenza economica dei partiti, delle loro attività politiche, di corrente, gli studi, i convegni, la propaganda (con rendicontazione, naturalmente, così sono contenti pure i grillini). Ma se tutto questo è sbagliato, è sporco, è indecoroso, se la democrazia ha vergogna di sé, e quindi ha dichiarato il suo declino, allora della democrazia rimane il disprezzo in cui i caporioni raccolgono il loro trionfo”.
 
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