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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 28/11/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Patuanelli: l’Iri spingerà l’industria. Il capo del M5S è Di Maio
Un’eventuale nuova Iri darà impulso all’industria italiana. Lo afferma il ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, intervistato da Emanuele Buzzi per il Corriere della Sera. Ministro Patuanelli ha ipotizzato un ritorno dell’Iri: non sarebbe un’operazione di retroguardia? «Viviamo in un momento nel quale il sistema industriale italiano è stretto tra la voglia di conservazione e il desiderio del cambiamento: fare politiche di innovazione in un mondo conservativo è complicato, lo è al contempo conservare il know-how in un mondo in costante evoluzione. Per questo occorre trovare un equilibrio attraverso un soggetto pubblico, chiamiamola nuova Iri o come volete voi, capace di evitare choc al sistema produttivo e choc occupazionali». Come? «Occorre una protezione del tessuto industriale del Paese, della filiera e dell’indotto di determinati settori. Non perché ci sia bisogno di nazionalizzare, ma perché le sfide che si pongono davanti, anche in termini ambientali, necessitano di un accompagnamento. Per le piccole e medie occorre mettere in campo una banca pubblica degli investimenti che garantisca un’erogazione del credito più efficace». Ministro, si parla di lei come possibile leader 5 Stelle. «Il Movimento ha già un capo politico e si chiama Luigi Di Maio. Non vorrei si fraintendesse la fase di cambiamento che il M5S sta mettendo in campo con il dibattito sulla leadership, che mi sembra più gossip che altro».
 
Nardella: Rispetto i magistrati ma in politica c’è il nodo del finanziamento
Ho rispetto per l’azione della magistratura ma il finanziamento della politica è un nodo irrisolto. Lo afferma il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervistato da Monica Guerzoni per il Corriere della Sera. Sindaco Dario Nardella, i magistrati di Firenze indagano sulla fondazione Open, che ha finanziato il «giglio magico» di Renzi. La sua reazione a caldo? «Non nascondo il dispiacere per il coinvolgimento di persone che conosco bene e stimo. Sono il primo a volere che venga fatta chiarezza».  Ha ragione l’ex premier a sentirsi perseguitato dai giudici? «Ho pieno rispetto della magistratura». I finanziatori hanno ottenuto favori dal governo Rezi?  «Non entro nella questione specifica, su cui c’è un’indagine in corso. Da sindaco di Firenze dico solo che la mia città e il suo sistema economico e civile sono sani. Poi credo nel garantismo della Costituzione e mi colpisce che si pubblichino i nomi di privati cittadini non indagati». Ha mai avuto una carta, un bancomat o un finanziamento di Open? «No, mai avuto finanziamenti da Open. Ma qui il punto non è Nardella o il mondo renziano, è che torna di attualità il grande tema del finanziamento della politica». Non era sua la proposta che portò all’abolizione del finanziamento pubblico, sotto il governo Letta? «Sì, ero il primo firmatario ed è l’unica cosa di cui forse mi pento. Allora avevo sottovalutato le conseguenze, perché la democrazia ha un costo. L’abolizione del finanziamento pubblico va bene, se si evita il continuo cortocircuito sul finanziamento privato».
 
Tomasi: I ponti sono sicuri, pronti a ogni verifica
“Non cerchiamo scuse, siamo pronti a ogni verifica ma i ponti sono sicuri”. Così l’ad di Autostrade, Roberto Tomasi, intervistato da Matteo Indice e Daniele Grillo per La Stampa. Lo storico capo-manutenzioni di Autostrade  Michele Donferri Mitelli dice in un verbale:  “Se un ponte  ha coefficiente di rischio 60 è compromessa la capacità statica, a 70 può crollare”. Otto viadotti gestiti da voi, per i vostri ultimi report, variano fra 60 e 70. Come rassicurare gli utenti davanti a questa contraddizione? «Mi rimetto al manuale di sorveglianza Aspi-Spea. Con voto 60 la riduzione di staticità è inferiore al 5%, l’intervento va pianificato entro due anni. Il 70 individua una perdita di capacità statica oltre il 5% sull’infrastruttura e servono azioni immediate, con eventuali limitazioni del carico fino anche alla chiusura a seconda del danno riscontrato. Sui viadotti di recente classificati con 60 e 70 le Direzioni di Tronco sono intervenute subito.Questi ponti sono sicuri». Le parole di Donferri furono eccessive, avventate? «Non sono in linea con il manuale. Bisognerebbe chiedere a lui perché fece quell’affermazione». Il pm Walter Cotugno ha dichiarato che non avete il completo controllo della sicurezza sulla rete. «L’unica risposta possibile è reagire con prontezza a ogni osservazione, soprattutto se proveniente dalla Procura. Appena ne sono state fatte sull’A26 abbiamo attivato controlli approfonditi, che comprendono la ripetizione delle prove di carico,test analoghi a quelli di norma eseguiti per un collaudo». Quando sarà riaperta completamente l’A26? «Dobbiamo gestire il doveroso,e sottolineo doveroso,rapporto con il ministero. Dopo aver esposto l’esito dei nostri rilievi a loro, ci confronteremo con i pm»
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