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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 22/11/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Bonaccini: M5S si assuma le sue responsabilità o sarà un regalo alla destra
Il M5S in Emilia Romagna deve assumersi le sue responsabilità o farà un regalo alla destra. Lo afferma il candidato Pd alla Regione, Stefano Bonaccini intervistato da Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera. Presidente Bonaccini, ora proverà a convincere i grillini a non presentarsi da soli? «Non rincorro nessuno perché le alleanze si fanno su programmi chiari. Ma ribadisco che commettono un errore a non confrontarsi sul merito dei problemi che abbiamo davanti e sulle questioni che ho proposto in modo aperto per i prossimi 5 anni: un investimento rilevante sulle politiche educative, scolastiche e formative per costruire una società della conoscenza, a partire dal nido gratuito per tutte le bambine e i bambini; un’estensione della rete di welfare a partire dal diritto alla salute, alla casa e all’assistenza con una forte centralità del pubblico e del regime dell’accreditamento (non ci possono essere ricchi e poveri davanti ai bisogni primari); un’accelerazione nella svolta green, mettendoci alla guida del Paese verso gli obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, allargando anzitutto la strategia del Patto per il lavoro alla piena sostenibilità ambientale». Ma Luigi Di Maio insiste: i Cinque Stelle devono andare da soli. «Le forze che vincono insieme governano insieme e questa sarebbe la prima volta per il Movimento. Rinunciare ad assumersi responsabilità significa precludersi la possibilità di contare e lavorare per i propri obiettivi. Oltre che regalare un vantaggio ad una destra che non sta mostrando particolare interesse per questa regione, ma solo l’intenzione di mandare a casa il governo Conte». In Regione avete gia collaborato con i Cinque Stelle? Se sì, su cosa? «Sui diritti civili, su quelli sociali, da ultimo anche sul plastic free. Oggettivamente negli ultimi mesi sono più le cose che ci hanno visti uniti rispetto a quelle che ci hanno diviso». Se invece alla fine i grillini si presentassero con lei, potrebbero esserci delle novità anche sul piano nazionale? «Come ho detto io voglio costruire un progetto per l’Emilia-Romagna, non per altro. Il 26 gennaio si vota per questa Regione e i cittadini alla fine dovranno scegliere tra me e Lucia Borgonzoni. L’alternativa è tra noi, come sanno tutti».
 
Buffagni: Non lasceremo fallire Alitalia ma servono scelte difficili
Il governo non lascerà fallire Alitalia ma non accetterà scambi: servono scelte difficili. Lo afferma il viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni intervistato da Lorenzo Salvia per il Corriere della Sera. Stefano Buffagni, vice-ministro allo Sviluppo economico, il premier Giuseppe Conte dice che nella manovra bisogna ridurre le tasse. Lei cosa cambierebbe in Parlamento? «Di sicuro sistemeremo la tassa sulla plastica. Va disincentivata quella monouso, senza colpire quella che rientra nell’economia circolare. Dopodiché, intendiamoci: non possiamo dirci tutti con Greta e poi indignarci quando ci sono scelte difficili». E Alitalia? Negli ultimi due anni abbiamo speso 1,5 miliardi per tenerla in piedi. Ma continuate a rinviare. «Il problema va risolto in modo definitivo. Anche a costo di scelte difficili, dure». Lasciarla fallire, intende? «No, ci sono tante alternative al fallimento. Ma non valutiamo quelle che rientrano in un’ottica di concambio». Si riferisce ad Atlantia? «Mi riferisco a tutti». Non resta che l’intervento pubblico? «Stiamo valutando tutte le ipotesi. Di sicuro vanno salvaguardati i posti di lavoro e il valore dell’azienda».
 
Giorgetti: Il sistema è in crisi. I partiti si siedano insieme per le riforme
«Siamo in una crisi di sistema che attraversa profondamente la società. Servirebbe una risposta della Politica con la P maiuscola. Ma esiste?». Lo afferma il numero due della Lega, Giancarlo Giorgetti intervistato da Marco Cremonesi per il Corriere della Sera. La crisi della politica è an- che nella frammentazione di molti partiti. Lei ci crede? «Io valuto favorevolmente che nel deserto della politica qualcuno cominci a porsi il problema di come uscire dal- la crisi. Che qualcuno accetti di smetterla con i giochetti di gente che non capisce lo stato del Paese e i problemi economici enormi che abbiamo di fronte. Il perpetuarsi del modello con gli arroccati chiusi nel Palazzo e gli altri fuori della porta rischia di costarci caro. Accettare di confrontarsi per dare al Paese una prospettiva democratica credo sia giusto e doveroso». Si sente dire: mettiamo in sicurezza l’elezione del capo dello Stato. «Il presidente della Repubblica viene eletto a scrutinio segreto. Io non so se questa granitica maggioranza con i suoi disciplinati gruppi parlamentari dia poi queste sicurezze. Del resto, Salvini ha risposto “perché no...” quando gli hanno chiesto di Mario Draghi...». Il Pd sembra tornare verso il proporzionale, voi volete cancellarlo. Non siete troppo lontani? «Il tavolo presuppone che intorno siedano interlocutori rappresentativi e convinti che alcune questioni debbano essere decise insieme. A meno che qualcuno non pensi che un governo di minoranza possa fare tutto da solo...». Salvini ha già detto che occorre parlare dei problemi più che di leggi elettorali. «Salvini ha ragione, c’è il problema dell’Ilva, di Alitalia, del lavoro... Io però aggiungo una valutazione: questo governo non è in grado di risolverli. Meglio dunque preparare una strada chiara per il futuro. Non si può fare appello alla difesa degli interessi del Paese, come ha fatto Conte, e poi all’opposizione non fai neanche una telefonata». 
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