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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 19/11/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Renzi: Evitare le elezioni o si regala il Colle alla Lega
Lo dico ai miei amici del Pd: evitare le elezioni o si regale il Quirinale alla Lega. Lo afferma Matteo Renzi intervistato da Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera. Conte invita a ragionare in termini di maggioranza ma voi non lo seguite. «Ma scherziamo? Questa proposta arriverà in tutti i comuni, alle associazioni di categoria, ai sindacati: perché è un’idea che serve all’Italia. Fossi il premier cercherei di valorizzare le idee di Italia Viva. Ho visto oggi che Conte chiede l’aiuto dei parlamentari di maggioranza per evitare l’aumento di tasse, a cominciare da quello folle sulle auto aziendali. Ben fatto, bravo. Quando lo dicevamo solo noi, in beata solitudine, ci consideravano i pierini della maggioranza. Ora lo chiede anche il premier. È il destino dei pionieri: prima ti attaccano, poi ti seguono. Era accaduto anche per l’Iva, accadrà così anche sullo sblocco dei cantieri. Le buone idee vincono. Sempre. Quindi: bene così». Il caso Ilva dimostra che è impossibile governare con i 5S? «Il caso Ilva dimostra che è stato un errore fare una gara accettando che per qualche milione di euro in più vincesse il progetto peggiore, come dicono i risultati della gara. Chi in questi giorni ha difeso Mittal con toni superficiali e populisti dovrebbe ricordare che un Paese serio protegge i posti di lavoro, non le speculazioni internazionali. Poi non ho bisogno di Ilva per dire quanto la mia idea di politica industriale sia diversa dai grillini. Mi sono preso gli insulti per tenere quella fabbrica aperta negli anni del mio governo, dal 2014 al 2016, e i grillini stavano in piazza a gridare slogan di morte contro di me e contro i miei collaboratori. Ma il problema di questi giorni si chiama Mittal, non Patuanelli. Chi dice il contrario mente. E del resto qualcuno, nel 2017, lo aveva detto chiaramente. Ora comunque bando alle polemiche: proviamo a salvare il salvabile. Poi racconteremo la vera storia di questi anni a Taranto». Il Pd è pronto alle elezioni. E Iv? «Andare a votare oggi significa regalare a Salvini il Paese, il Quirinale, i pieni poteri. E come se non bastasse significa lasciargli Emilia, Toscana e Lazio. Può darsi che questa sia la decisione autolesionista di parte del gruppo dirigente del Pd. Ma non credo sia l’interesse degli elettori del Pd, oltre che dei cittadini italiani. Noi siamo nati pronti e non ci fa paura nulla. Ma faremo di tutto per eleggere un presidente della Repubblica non sovranista. Questa è la nostra sfida. E Italia Viva la vincerà».
 
Zingaretti: Il governo trovi l’anima o Pd e M5S affonderanno insieme
«La manovra finanziaria ha un’anima. Il governo ancora no. E se non la trova rischia. Tra tweet, post e rivendicazioni può finire come nel film Wargames, giochi di guerra. Alla fine non ci sono vincitori. In questo caso ce ne sarebbe uno ma non dentro la maggioranza: Salvini. Non si può governare insieme da avversari. Alleati è un concetto diverso. Dico di più: chi esercita il potere, cioè occupa posti di responsabilità, scrive leggi e fa le nomine, deve sentire il compito etico di portare avanti un progetto comune. È tutto il contrario, questo, delle alchimie politiche e delle alleanze». Lo afferma il leader del Pd, Nicola Zingaretti intervistato da Goffredo De Marchis per la Repubblica. Italia 2020, il convegno del Pd, è stato un successo. Ma qualche giorno prima il flash mob dei ragazzi bolognesi, ‘le sardine’, è stata una sorpresa ancora più grande. Dove non ci sono i partiti, c’è partecipazione? «Di quella piazza va difesa l’autonomia, ma non rimuoviamo il dato che urlano: ‘l’Emilia non si lega’ e cantano Bella ciao. Comunque il problema esiste. Con i tre giorni di Bologna abbiamo iniziato a dare delle risposte. In particolare su come recuperare il distacco tra partiti e cittadini. Quest’apertura ha avuto un buon esito. A discutere con noi sul futuro sono venuti in tanti, di diversi orientamenti: il capo di Confindustria, leader sindacali, mondo della cultura, precari, il direttore di Civiltà cattolica, Acli, Arci e tanti giovani». Manifestazione identitaria più che di proposta, ha detto il sindaco Giorgio Gori. «Tutte le critiche sono utili ma ho avuto un’altra impressione. Abbiamo dimostrato come il Pd sia un campo plurale e ricco di tutti i riformisti italiani. Il tema non è solo quello di rappresentare delle idee. Tutt’altro. Bisogna sviluppare piani per la crescita, il lavoro e la giustizia sociale. La vocazione maggioritaria significa essere una parte che parla a tutto il Paese. Non era scontato che un pezzo del Paese si ritrovasse a discutere con noi. E il Pd, nei sondaggi, risulta sempre la prima forza politica della maggioranza».
 
Gubitosi: Per Tim debito non è più un problema cronico
Il debito per Tim non è più un problema cronico. Lo afferma l’ad, Luigi Gubitosi, intervistato da Fabio Tamburini per il Sole 24 Ore a un anno dal suo arrivo al vertice della società di tlc. Conferma le previsioni per l'anno in corso nonostante che nei primi nove mesi del 2019 siano diminuiti i clienti sia nella telefonia fissa sia nel mobile? Tutto secondo le aspettative. Per proseguire a generare cassa e redditività, dobbiamo continuare ad aumentare l'efficienza del gruppo. Che aspettative avete per il bilancio 2020? Ne parleremo al momento opportuno, ovvero l'11 marzo del prossimo anno quando presenteremo ai mercati il piano aggiornato al 2020. Il debito è in diminuzione. Come vi state muovendo? L'intervento annunciato è quello più ambizioso degli ultimi dieci anni e punta a risolvere un problema che era diventato cronico. L'accordo con Vodafone su Inwit permetterà di tagliare circa 1 miliardo e mezzo d'indebitamento e altri 500 milioni arriveranno dall'intesa sul credito al consumo con il Santander. Dalla riduzione organica, invece, otterremo nel 2019 1,2 miliardi di miglioramento. Dopo soltanto un anno siamo già a metà strada. In che tempi l'intesa con Vodafone sarà operativa? È sostanzialmente chiusa. Ieri è stata convocata per il 19 dicembre l'assemblea di fusione che sarà l'ultimo atto formale prima dell'avvio
e, a quel punto, mancherà solo l'autorizzazione dell'Antitrust europeo. Inwit post-fusione darà grand vantaggi economici derivanti dalle sinergie con Vodafone, accelererà lo sviluppo del 5G di qualche anno e sarà parte fondamentale dell'infrastruttura tecnologica del Paese, che vogliamo sia tra le più avanzate al mondo. Il 5G ha richiesto investimenti elevati. Anche Tim ha pagato la concessione a caro prezzo. Che progetti avete e con quali prospettive? Il nostro è un settore ad alta intensità di capitale e questo spiega la necessità di progetti condivisi. Le prospettive saranno positive in funzione di quanto sapremo approfittare dell'evoluzione tecnologica per rafforzare la nostra posizione competitiva. Siamo partiti bene, ma abbiamo fatto solo il primo tratto di una lunga maratona. 
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