Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 15/11/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Conte: al sindaco di Venezia poteri da commissario
«I veneziani hanno saputo reagire, ho visto una grande solidarietà e la voglia di rimettersi subito in piedi. A questa comunità voglio dire che il governo farà la sua parte». Lo afferma da Venezia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervistato sul Corriere della Sera da Francesco Bottazzo. Uno dei commissari del Mose ha detto che sarebbe complicato alzare le paratoie ma che comunque sarebbe servito l’input del prefetto. Lei se la sarebbe sentita di dare l’ordine senza il collaudo dell’opera? «E’ una decisione collegata a delle procedure ben precise e azzardi non se ne possono fare. Esprimere un’opinione oggi avrebbe comunque poco senso e sarebbe irrispettoso anche per tutti coloro che hanno operato da subito per far fronte all’emergenza. Le polemiche hanno accompagnato il Mose fin dal principio e rappresentano una delle principali cause che hanno reso difficoltosa la sua realizzazione. Ora non c’è spazio per polemizzare, bisogna lavorare sodo e tutti insieme». Lei il Mose lo avrebbe fatto? «Ad oggi l’opera è realizzata al 90-93% circa, siamo alle battute finali e i fondi investiti sono tanti. Sono soldi dei cittadini che non possono essere sprecati. E’ inevitabile ultimare la realizzazione dell’opera». Da tempo il sindaco e i suoi predecessori chiedono poteri speciali per la città, soprattutto per quanto riguarda proprio la gestione delle acque, le sembra una richiesta esaudibile? «Il 26 novembre ho convocato un ‘Comitatone’ interministeriale per la salvaguardia di Venezia, nel corso del quale verrà discussa anche la governance per i problemi strutturali della città, come quello delle grandi navi e del Mose. Anticipo che il sindaco sarà nominato commissario in relazione allo stato di emergenza che ieri abbiamo deliberato in Cdm».
 
Gozzi: l’Ilva è una tragedia italiana
«Un disastro. Una tragedia italiana». Così Antonio Gozzi, al vertice di Duferco e past president di Federacciai, intervistato sul Sole 24 Ore da Raoul de Forcade, definisce la vicenda dell’ex Ilva. Lei ha seguito la vicenda da vicino. Che impressione le fa la comunicazione dello stop agli impianti? «Purtroppo sembra che si sia arrivati all’epilogo. Al momento è difficile capire se ci si ancora terreno negoziale. Ma il fatto che siano stati annunciati incontri con la proprietà che poi non sono avvenuti e che sullo scudo penale non si trovi alcun accordo all’interno della maggioranza, spinge a far ipotizzare una conclusione tragica». Cosa potrebbe accadere se davvero l’acciaieria dovesse chiudere? «Rischia di essere la fine di Taranto come sito industriale. Ovviamente bisognerà fare qualsiasi cosa possibile per evitare questa conclusione. Però non mi pare ci sia una coda di imprenditori che aspirino a rilevare Taranto. La situazione si è talmente logorata ed è diventata così difficile che non mi pare ci siano grandi spazi di manovra. Anche perché questo cambiare continuamente opinione, da parte del Governo italiano, non soltanto sullo scudo penale ma anche sull’ipotesi di siderurgia e di piano industriale che si vuole perseguire, non aiuta ad attrarre investitori esteri». Quali saranno le ripercussioni sulla filiera italiana? «Rischia di andare in crisi perché, a fronte di un’eventuale chiusura di Taranto, dovrà cercare di comprare acciaio fuori dai confini nazionali, in un’era di dazi in cui è molto difficile trovare materiale a prezzi competitivi e con un servizio decente. L’Ilva consegnava i prodotti a un mese, massimo un mese e mezzo, dall’ordine. Quando invece si va a comprare l’acciaio sui mercati internazionali ci vogliono, se va bene, 3-4 mesi. Quindi si devono aumentare i magazzini, con costi e un rischi che crescono. E’ un disastro, una tragedia italiana».
 
Silvestri: per il M5s si può parlare di una segreteria politica
Per la riorganizzazione del M5S “si può parlare anche di una segreteria politica”. L’apertura arriva da Francesco Silvestri, capogruppo vicario del Movimento alla Camera, intervistato sul Fatto Quotidiano da Luca De Carolis. Di Maio sembra assediato nella sua area. Si lamenta della stampa, ma è oggettivo che i gruppi parlamentari non gli diano più retta. «Non è vero che i gruppi non seguono Di Maio, sulla stampa ho letto ricostruzioni prive di fondamento. Questo è un momento particolare per il M5S, perché dopo dieci anni c’è bisogno di una riorganizzazione. In un contesto politico così in evoluzione c’è bisogno di darsi una struttura per rilanciarsi. Di Maio si sta caricando sulle spalle un processo delicato, mettendoci come sempre la faccia. Colpendo lui si colpisce la riorganizzazione, ma Luigi è riconosciuto e stimato dai parlamentari». I parlamentari sono consapevoli che oltre due mesi senza riuscire a eleggere un capogruppo a Montecitorio non è un bello spettacolo? Lei si è sfilato dalla corsa. Voleva favorire una soluzione? «L’ho fatto per provare a sbloccare la situazione. Le difficoltà che stiamo vivendo dipendono anche dal fatto che noi da regola vogliamo un capogruppo ampiamente legittimato, che abbia il consenso almeno del 50% più uno dei deputati». Regola masochista, no? «E’ una regola molto ambiziosa. Ma è chiaro che il gruppo ora deve capire perché non riesce a eleggere un nuovo presidente». Lei che ne pensa? Perché? «Perché come ho detto il momento è particolare, e possono esserci punti di vista molto diversi che si incrociano. Ma sono certo che a breve si risolverà tutto». Prima accennava alla riorganizzazione. Ma tanti chiedono soprattutto una segreteria politica. Condivide? «E' un tema che può accompagnare quello della riorganizzazione. Tutti possono dare una mano a Di Maio con l’aumento del carico di lavoro e impegni. Parlarne non è un problema».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.